
Il giorno
arriva strisciando dai monti
muto
e con gli occhi di pena
accumulata nella notte
guarda il lago nascosto
dietro un sacco di carbone
chiazzato di nebbia.
flebili rombi di motori
sulla SS 36
e
fari gialli che mangiano luce.
Quale cieco
al passo di tartaruga
un cane attraversa la strada
e scompare.
Lentamente
Lecco si apre
come una Ninphea cerulea
e da corpo, volto e voce
alle ombre di uno schianto
contro un platano del lungolago.
Garibaldi
sbiancato
guarda attonito
dal suo piedistallo.
da Giovanni De Simone - (Traona - SO)
.
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