- fotografia panoramica: Franco A. Cavalleri -

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giovedì 16 maggio 2013

Il compleanno


Mi piacerebbe tanto
aprire la finestra
e vedere il mio lago
con la sua verde chiostra
cara delle montagne.
Oggi c’è primavera
a riscaldar l’inverno
dei miei ormai tanti anni.
Vorrei che occhieggiassero
le margherite allegre
che ridon nei miei prati
e i cespi delle rose
coi fiori aperti al cielo.
Vorrei sentire l’onda
che arriva sulla riva
quasi come un saluto.
È questo è il più bel dono
per questo compleanno.

da Emilio Montofano- (Milano)
.

domenica 5 maggio 2013

Illusioni d'amore - (tecnica poetica: alfabetare inverso)


- (Alfebetare inverso) -



Zebrato è il cuore
Venduto ad una gabbianella lacustre:
Triste amore di nulla
Scritto sulla sabbia
Ricamata dal vento
Quante nuvole hanno pianto
Per un orizzonte immobile?
Odi ancora il canto delle onde
Nel silenzio della notte
Morire sugli argini di cemento
Luna dai gesti impacciati?
Illusione è pensare che la barca
Ha preso il largo per ritornare
Guardando chi l'aspetta sul pontile lecchese
Forse ignaro che il giorno è già morto
E che l'assenza ferisce e scuote
Dolce è il ricordo
Che la modella sull'acqua
Bagnato dal sole
Ammaliato dalla sua bellezza

da Giovanni De Simone - (Traona - SO)
.

giovedì 18 aprile 2013

Ul mè pòst / (Il mio posto) - poesia in dialetto brianzolo


- Originale, in dialetto brianzolo:
 
 
Ul mè pòst l’è ché
induè ’l ciel al sa scunfund
e mila stèll
a brilan in da ’l lagh.

Respiri
profömm d’èrba tajada
intan’ che l’unda
la ma nina pian.

I munt hènn là
che fann la guardia
e i nüvul curan
cunt ul vent.

Metii ’n pichètt
’na cinta
un nastar culuraa
vöri scrivüü:
«Quès’ l’era ’l pòst, da vüna
inamurada dal sò lagh
».
          
                 Giuliana Anzani


- Traduzione in lingua italiana:
 
 
  Il mio posto

Il mio posto è qui
dove il cielo si confonde
e mille stelle
brillano nel lago.
 
Respiro
profumo d’erba tagliata
intanto che l’onda
mi dondola piano.
 
Le montagne sono là
che fanno la guardia
e le nuvole corrono 
con il vento.

Mettete un picchetto
una recinzione
un nastro colorato
voglio scritto:
«Questo era il posto, di una
innamorata del suo lago».

da Giuliana Anzani - (Albavilla - CO)
.

Anniversario





nell'azzurro di un mattino d'inverno
sulla sabbia del lago
l'amore si bagna di luce
frantumata dall'acqua
che
tra bianche braccia
stringe rose
dalle di lei sembianze
scolpite nella memoria
col fuoco delle parole
è una data di ieri e di oggi
scritta nel calendario dei sentimenti
dalle onde del Lario
con penna di gabbiano
intinta nel rosso del tramonto
dolce fu la vita
ma
lei sognava stelle alate
l'argento della luna
rose con perle di rugiada.

da Giovanni De Simone - (Traona - SO)
.

mercoledì 17 aprile 2013

Tra notte e giorno



la notte
è un drappo di velluto

la luna
si tuffa nel lago
e gioca
con le onde d'argento

gli occhi tristi
di una folaga solitaria
tagliano a fette
l'acqua del canneto

dietro gli alberi
i singhiozzi della notte
squarciano l'ombra
e
lasciano libero
il nuovo giorno

da Giovanni De Simone - (Traona - SO)
.


lunedì 15 aprile 2013

"LA CAZZOEULA" / LA "CAZZUOLA" - (poesia in dialetto milanese)


Testo originale, in dialetto milanese:

In ògni region, seppur piscinina,
gh’è ’l sò moeud per fà la bòna cusina
con tanti savoiritt, specialità,
ògnidun i sò piatt voeur esaltà.


Mì, che son milanes, ma spettasciaa,
voraria fuss nò desmentegaa
la “Cazzoeula”, gran piatt che i milanes
mètten sui tavol senza guardà a spés.


Adèss ve spieghi quèll che se mètt dent
ò per mèi dì, i vari ingredient:
ona scigola a fètt la va tajada
con vint gramm de butter ben rosolada,


mèttegh di codegh, trii luganeghitt
poeu, del porscèll, ghe voeuren duu sciampitt.
D’acqua on cazzuu a quattaa-giò tusscòss,
se giunta poeu el saa, ma de quèll gròss.


Quand tutta l’acqua l’è sugada-sù,
mèzz chilo de costinn, minga de pù,
se trann dent a rostì ‘na mezzorèttra
con sèller e carottol tajaa a fètta.


Se ghe gionta on bèll verz, senza fuston,
se saggia e se rugga con attenzion.
Poeu se fa coeus tusscòss pianin, pianin,
fin che tacca a sentiss on profummin…


Quand l’è succia e minga sbrodolenta,
- la Cazzoeula la dev vèss on poo tacchenta –
portela in tavola, sarann content!
E per la Coeuga, el mèi di compliment


l’è vedè i piatt svoiaa… con denter nient!

                                  ( Edoardo Bossi )
 

- traduzione in lingua italiana :

LA CAZZUOLA

In ogni regione, seppur piccolina,
c’è il proprio modo per far la buona cucina
con tanti saporini, specialità,
ognuno i suoi piatti vuole esaltare.


Io, che son milanese, genuino,
vorrei non fosse dimenticata
la “cazzuola” , gran piatto che i milanesi
mettono in tavola senza guardar spese.


Ora vi dico quello che si mette dentro
o per meglio dire, i vari ingredienti:
una cipolla a fette va tagliata
con venti grammi di burro ben rosolata,


metti delle cotenne, tre salamini
poi, di maiale, occorrono due piedini.
D’acqua un mestolo a coprire tutto,
si aggiunge poi il sale, ma di quello grosso,


Quando tutta l’acqua è asciugata,
mezzo chilo di costine, non di più,
si metton dentro ad arrostire una mezzoretta
con sedano e carote tagliate a fette.


Si aggiunge una bella verza, senza fistone,
si assaggia e si mescola con attenzione.
Poi si fa cuocere il tutto pianino, pianino,
fin che inizia a sentirsi un profumino…


Quando è asciutta e non brodosa,
-la “cazzuola” deve essere un pco attaccaticcia-
portatela in tavola, saranno contenti!
E per la cuoca, il miglior complimento


È il vedere il piatto vuoto… con dentro niente!

da Edoardo Bossi - (Arese- MI)
.

venerdì 12 aprile 2013

SUL LAGH DE CÒMM / SUL LAGO DI COMO - (poesia in dialetto milanese)


- Testo originale, in dialetto milanese:




Cernobbi ai primm or de la mattina:
el lagh el par de seda ò de velù,
se alza on’ariètta remondina
che tutta la scighera la fa-sù.


Inranghii, cont in man ‘na canèttina,
on pescador el pèsca indeperlù
e quasi a dispètt, da la banchina,
se tuffen duu anedòtt a sottinsù. 


La cuna, col ciacc ciacc, ona Luzia,
la spètta el barchiroeu per andà spass,
la vedi dòpo on poo che la va via


e senti i rèmm a sbatt nel lontanass; 
se poeu ghe mètti on poo de fantasia…
vedi Renzo e Luzia lontanass… 


da  Edoardo Bossi - (Arese - MI)



 - Traduzione in lingua italiana:

SUL LAGO DI COMO

Cernobbio alle prime ore del mattino:
il lago sembra di seta o di velluto,
si alza un’arietta pura
che tutta la nebbia scaccia.


Infreddolito, con in mano una piccola canna,
un pescatore pesca da solo
e quasi a dispetto, dalla banchina,
si tuffano due anatroccoli a testa in giù.


Dondola, col ciacc ciacc, una Lucia,
aspetta il barcaiolo per andare a spasso,
la vedo dopo un po’ che se ne va


e sento i remi sbattere nell’allontanarsi;
se poi ci metto un po’ di fantasia…
vedo Renzo e Lucia separarsi…


 da  Edoardo Bossi - (Arese - MI) 
 

martedì 9 aprile 2013

Tu, la mia primavera


Non so dove sei quest’oggi,
se vicina o se lontana,
ma sempre nel mio ricordo.
Camminavi con cautela
a piedi nudi sul greto
prossimo all’acqua del lago,
trattenendo nelle mani
le scarpe rosse col tacco
e avevi piccoli gridi
quando la fredda risacca
ti accarezzava la pelle.
Io, seguendo i tuoi passi,
ammiravo da vicino
quella tua cara figura,
le tue belle gambe bianche,
che avevano per cornice
il vigoroso rigoglio
delle pareti montane,
il glauco color del lago,
la luminosa nuvola
come un bianco batuffolo,
il verde prato fiorito
di corolle colorate.
Sta tornando primavera,
come fa da sempre ogni anno,
mentre per me quella vera,
quella di quella giornata,
ormai non tornerà più
resterà sempre solo in me.

da Emilio Montorfano - (Milano)
.
 

sabato 6 aprile 2013

Pescallo



piccola perla antica
incastonata tra verde e azzurro
il suo cielo di cristallo
spiega vortici di luce
sulle acque lecchesi
ma
l'incanto si concretizza
quando il giorno
stanco
cede il passo alla note
e quando la notte
cede il passo al giorno:
Pescallo vibra
in una policroma tavolozza
e lo sguardo
rapito
si perde nella leggiadria dei colori
il cuore
quale libero uccello
spiega le sue ali
nel cielo senza sentieri

da Giovanni De Simone - (Traona - SO)
.

Tra poco...


Tra poco sarà maggio,           
il maggio delle rose,
della natura in fiore. 
e sarà anche il mio maggio,
quello che primo vidi
nell’aprire i miei occhi
alla vita futura.
Tornando col pensiero
là dov’era il mio nido
sulla sponda del lago,
ai piedi dei miei monti,
mi chiedo se sian sempre
ugualmente gli stessi
il murmure dell’onde,
il verde delle foglie
nuove sugli alberi,
il cuculo che canta,
misterioso e nascosto
chissà dove nel bosco,
la poiana che vola
alta nel cielo azzurro
Tra poco sarà maggio,
il mio maggio di quando
mi cullavan le braccia
tenere di mia madre.

da Emilio Montorfano - (Milano)
.

17 marzo 2013



In questo giorno d'infinito candore
dall'Universo donato
nel lento danzare di delicati fiocchi
ritrovo lo stupore
del mio mondo fatato.
Il cinereo lago
si mostra illuminato
di fresca ingenuità
che la mia età migliore
sembra richiamare;
le ammantate fronde assopite
sotto l'imbottito lenzuolo
mi ammiccano con sorpresa;
il silenzio mi giunge spezzato
dall'ovattato passo sul selciato;
sotto il velo da sposa
il mondo indugia lento
nel risveglio di questa primavera

da Gianna Binda - (Como)
.

sabato 30 marzo 2013

PASQUA 2013 - Auguri a tutti gli amici di larioinpoesia


A tutti gli amici 
Autori e Lettori di larioinpoesia,

il mio più cordiale augurio per
una serena S. Pasqua 2013!

                         - luciana -




Piove...(eppure...
in questa primavera stanca,
viole e margherite, nei prati
non rinunciano a sbocciare...)

Francesco abbraccia Benedetto
professandosi fratello tra i fratelli.
Al Padre si porge, prega, acclama:
esulta in rinnovata grazia nel perdono.

E nuovamente Pasqua giunge,
chiama nel buio, in istintiva gioia
sommessamente e nel silenzio parla.
A tutti cinge i cuori, in lieto dono.

Gocce di pioggia ed onde del mio lago
s’inebriano mescolandosi nel  vento
al trepido e gioioso messaggio d’Infinito:
al Verbo di speranza, che mai muore.

.
© luciana 
.

lunedì 11 marzo 2013

Pensieri


Pensieri senza una meta,
che nascono e si spengono
nelle volute di nebbia,
che velano il mondo intorno,
che mi nascondono il cielo
intorbidandomi il sole.
Chiudendo gli occhi mi chiedo
com’è adesso la mia luce,
quella ch’è dolce e serena
d’un delicato acquarello,
quella del mio lago lontano,
della conca dei miei monti.

da Emilio Montorfano - (Milano)
. 

So...




stanotte
la mia nostalgia
si riflette sull'acqua del lago
dove la luna
danza con gli gnomi
di ombre patetiche

so
che se ne è andata
senza parole
senza lacrime
con i petali della mia rosa
stretta nella mano
chiusa in tasca

so
che era il mio sogno
il mio respiro
la luce dei miei occhi
...il mio tutto

so
che il suo amore
era solo un gioco
e che le sue parole
mentivano
ma domavano
i crampi del mio amore

e so
che stanotte non posso
come non potei ieri
e non potrò domani
non fare che pensarla
e
amarla


da Giovanni De Simone - (Traona - SO)
.

E poi, sarà la notte



Al di  là della costa,
che percorro solingo,
emerge la visione
dei monti che sorgono
dallo strato dell’acqua
del lago, ch’è silente,
chiuso nel suo riposo.
Si profilan le cime
contro il cielo infuocato
d’un sanguigno tramonto.
Sento sotto i miei passi
un frusciare di foglie
e un cricchiare di rami
rotti sotto i miei piedi.
Fra poco sarà il buio
e,  per tutte le cose,
sarà alla fine notte.

da Emilio Montrorfano - (Milano)


lunedì 4 marzo 2013

Urmai semm restaa in pooc /Ormai siamo rimasti in pochi - (dialetto comasco)




Originale, in dialetto comasco:

Urmai semm restaa in pooc, anzi de menu,
a savè che la Berta la filava,
a redìgurdass del fùm che fava ul trenu
e ul sun, de quand che al cifulava.
Urmai semm restaa in pooc, quasi nisùn,
suta i cinquanta che parla ul nost dialett,
ma mi che o pasaa là anca i cinquantùn,
al scrivi fina in rima, per dilett.
Urami semm restaa in pooc de quela ràza,
che ha forsi vist la “Rùsia”....e la “Bigioeugia”,
che l’è sicùr del a fin che a faa la piàza
e che almen na volta g’han dii “tì brùta loeugia!”
Urmai semm restaa in pooc fina de quei,
che han vista la porta in due g’he sù la rana,
che han vist i pal che fava nà i batèi
e che han parlaa di tètt de la Besana.
Forzi de chi è vint’ann turna la moda,
che fina a mò l’è pasada, senza frenu.
Ma urmai mi credi minga che sa poda:
urmai semm restaa in pooc, anzi, de menu!

                                (Graziano Castoldi)


Traduzione in lingua italiana:

Ormai siamo rimasti in pochi, anzi di meno,
a sapere che Berta filava
a ricordarci del fumo che faceva il treno
e il suono di quando fischiava.
Ormai siamo rimasti in pochi, quasi nessuno
sotto i cinquanta che parla il nostro dialetto,
ma io che ho superato anche i cinquantuno
lo scrivo persino in rima, per diletto
Urmai siamo rimasti in pochi di que!a razza (categoria/ generazione)
che ha forse visto la Russia e la Bigeougia( vecchi quartieri poveri)
che è sicuro di che fine abbia fatto la piazza (fontana de!a piazza)
e che almeno una volta gli hanno detto “Tu, sfaticato/ sfaccendato”
Ormai siamo rimasti in pochi persino di quel!i
che hanno visto la porta del!a Rana
che hanno visto le pale che spingevano i battel!i
e che hanno parlato del seno de!a Besana (prosperosa barcaiola)
Forse fra vent’anni tornerà la moda (di parlare il dialetto)
che fin’ora è passato senza freni
ma ormai io non credo si possa (più)
ormai siamo rimasti in pochi...anzi, di meno.

da Graziano Castoldi - (Como)
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