- fotografia panoramica: Franco A. Cavalleri -

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Noterai la scritta "Post più vecchi". Cliccandola, incontrerai via via tutte le pagine inserite, a partire dal gennaio 2008.

sabato 27 febbraio 2016

Piccolo mondo

         La seconda fotografia nell'immagine è dell'Autrice, Rosella Cantaluppi
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Nella calma del pomeriggio di metà febbraio
scorre, lungo il lago,
il tempo
colmato da un’aria pura e frizzante
che porta il profumo del freddo di montagna
che evoca cime innevate.
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L’albero secolare
protende le sue larghe fronde verso l’acqua
compiendo un arco a protezione dei passanti,
mentre la pioggia lieve come un tulle
fa pensare alla terra d’Irlanda.
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In fondo alla passeggiata,
a sigillo di tempi lontani,
sta il vecchio piroscafo Patria
e ricorda vecchie cartoline in bianco e nero.
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Piccolo angolo di un piccolo mondo.
Terra lariana,
silenziosa eppur ricca di storia e personaggi illustri,
dove la natura ancora si fa vedere, sentire, respirare
dove il cuore trova ancora un anelito dolce e romantico
e la mente si lascia trasportare
come in un battito d’ali di gabbiano,
quei gabbiani che ricamano il cielo con i loro voli.
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da  Rosella Cantaluppi - Como
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Pagine di una favola unica




Sono cresciute pagine
di una favola unica
la cui intensità lascia
timido anche il cielo
la cui luna colora il lago di blu.
Solo poche anime al mondo
potranno dire di averla vissuta.
Noi ...
l'abbiamo scritta l'inchiostro l'ha tatuata
il vento
la racconterà!
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da Nadia Cavalmoretti  - Torno (CO)
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martedì 22 dicembre 2015

Buon Natale, dal lago di Como.... Auguri, a tutti gli amici Autori e Lettori


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A tutti gli amici di larioinpoesia, 

l'augurio di vivere  un S. Natale 2015
ricco di emozioni, serenità...e poesia

Luciana
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domenica 13 dicembre 2015

Acqua



Così divento tronco, ramo o foglia
di frassino e castagno per vestito.
Sasso di riva levigato o spezzato di cava,
polvere nera di moltrasio.
Corteccia di lago increspata dal vento.
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Brivido di febbre e paura lungo la schiena
o specchio di lago fermo…
come ghiaccio fra le montagne.
Solo un tiepido pensiero…
E sono acqua.
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da Stefano Maesani - Erba (CO)
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lunedì 9 novembre 2015


Desidero oggi ricordare PIERO PIZZI.

Piero era un caro amico Autore, attivamente presente con i suoi versi ed i suoi ricordi su "larioinpoesia" e "Radici Lariane". Entrambi i miei blog avevano visto la sua attiva partecipazione sin dai primissimi tempi, nel 2008.
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"IL SANTUARIO DI LEZZENO.
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Nelle notti talora
del mese di maggio
un raggio di luna
d'intenso nitore
nel tempio traluce,
mirabile segno
d'amore mariano,
lungo il crinale
i fiori dischiude
e riflette sul lago,
per un attimo solo,
della Vergine il volto
e di un'onda leggera
sulla sponda il fluire
s'ode il sussurro
di sommessa preghiera."
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da Piero Pizzi - (Lecco)

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Piero se n'è andato in Cielo in un novembre di sole, lasciando di sè una traccia indimenticabile. Avevo di lui la percezione di un caro amico, pur non avendolo conosciuto personalmente ma soltanto tramite web.
Una squisita persona, d'altri tempi.

Nato a Lecco - ove risiedeva - il 22 novembre 1933, aveva accarezzato da ragazzo il sogno di scrivere... ma la vita aveva cambiato i suoi propositi. Dirigente, direttore, impiegato di banca, visse anche a Foggia, Torino e Bergamo. Ritornato nella città natale, si iscrisse all'università e si  laureò in legge dopo i cinquant'anni.
Negli ultimi anni, aveva riscoperto il piacere di scrivere, in poesia ma anche di argomenti legislativi.
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Di lui, ho pensato oggi di farvi leggere questi versi,
pubblicati il 12 gennaio del 2010 su larioinpoesia.

Sono dedicati al Santuario delle Lacrime di Lezzeno. Un luogo mistico, silenzioso e solitario, sovrastante le onde del lago che lui tanto amava.
Un luogo di pace, riflessione e di preghiera.

Il luogo ove, idealmente,
oggi invio il mio pensiero a lui, con una preghiera.
Ciao, Piero.
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http://larioinpoesia.blogspot.it/2010/01/il-santuario-di-lezzeno.html

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lunedì 2 novembre 2015

Novembre




Novembre, mese dei morti,
giorni tristi e pieni di pioggia.
E' l’autunno,
poi l’inverno verrà,
portando gelo e pioggia
anche sul lago.
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Ma tornerà primavera
al primo sole
e spunteranno primule e viole,
verrà l’estate
con le sue splendide giornate,
fiori e frutti carnosi,
poi di nuovo l’autunno…
.
Le stagioni si susseguono.
E anche per me l’inverno verrà.
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di  Elsa Somalvico - Brienno (CO)
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(La poesia ci è stata inviata da Rita Brigatti,
 in ricordo della madre, autrice dei versi)
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Lago prigioniero




 
Dietro le sbarre c’è un innocente,
soave e muto,
azzurro e quieto,
dietro le sbarre,senza parole
con facolta’ di non parlare
e se ne avvale  come coloro
incarcerati con rabbia e dolore.
Nessuno ha colpa!
Non è reato imprigionare
Cio’ che è creato,
che è puro e bello
e non puo’ parlare,
dava spettacolo senza pagare.
Fu regalato a tutta la gente,
da quel Signore che aveva creato,
non solo monti,alberi,prati,
la luna ,il mare,il sole,le stelle,
ma con un tocco da vero mago
fece apparire di colpa anche il lago.
Lui è imprigionato dietro le sbarre,
al posto d’altri ma lui non parla.
Nessuno parla.
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da Elisa Barone - (Como)
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Per te




Il soffio del vento.
Il profumo di un fiore.
Il cinguettio di un uccello.
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Il meraviglioso incanto del lago
offre un'oasi di piacere allo spirito…
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L' arrivo della famiglia dei cigni
colmi di splendore, eleganza, amore.
Eh si'… Amore!
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La mamma fa scendere
dal suo dorso i piccoli,  
come fosse uno scivolo:
spettacolo!
-
Impariamo dai cigni
che si offrono amore eterno per la vita.
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da Patrizia Binda - Lipomo (CO)
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domenica 1 novembre 2015

Temp de picundria - (Tempo di pigrizia)





Originale, in dialetto comasco:

- Temp de picundria -

‘Stò ann chi gh’è stai na lunga estaa
ma ‘l caluur uramai al s’è smurzaa:
i nebi de l’autünn scùndan al suu
che da lüüs mò na manda dumà un puu.
Adìu, bel suu d’estaa,
che i mè oss a t’éè sculdaa…
Adìu, grand praa veerd e tütt in fiuur
De tanti bej culuur…
I piant ànn già perdüü tüta la föja
E de nà in giir urmai sa gh’à pü vöja.
A l’è teemp de picundria e nustalgìa:
ma vegnarà la neef  e l’alegrìa.
Però ‘sti mees a mì, per véss sincera
Ma fann rimpiàang l’estaa e la primavera.
Epüür d’invernu spunta un dì speciaal
Tra tanti brüutt giurnaad: quell de Nataal.
 

           di  Elsa Somalvico - Brienno (CO)
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Traduzione in lingua italiana:

- Tempo di pigrizia -

Quest’anno, c’è stata una lunga estate
Ma ormai il calore si è spento:
le nebbie d’autunno nascondonoil sole
che di luce ormai ne manda solo un po’.
Addio, bel sole d’estate,
che scaldasti le mie ossa…
Addio, grandi prati verdi e tutti fioriti
Di tanti bei colori…
Le piante hanno ormai perso tutte le foglie
E di andare in giro non si ha più voglia.
E’ il tempo della pigrizia e della nostalgia:
ma verrà la neve e l’allegria.
Però, a me questi mesi, per essere sincera
fanno rimpiangere l’estate e  la primavera.
Eppure, d’inverno spunta un giorno speciale
Fra tanti brutte giornate… è quello di Natale.


                La poesia ci è stata inviata da Rita Brigatti,
                  in ricordo della madre, autrice dei versi:

                   Elsa Somalvico - Brienno (CO)
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mercoledì 28 ottobre 2015

Ossessione


(...)
Il mio lago mi è restato accanto.

Dolce compagno hai raccolto i miei pensieri
che come onda cavalcavano la mente.
Nelle ore tempestose
restavo ad ammirarti per ore,
fino al tuo dolce imbrunire
sul far della sera
dove tremule luci
increspate dall'onda
rinviavi alla mia languida mente.
(...)
Tu, mio lago, mi hai guidata
dolcemente accarezzata,
hai lavato il mio dolore
regalandomi il conforto
nelle ore tempestose.
Ora io ho bisogno,
mentre avanzo a fatica,
ma ora so che sei mia guida
nella luce universale.


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da Gianna Binda - (Como)
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Si affacciava alla finestra... la sera ...





S’affacciava alla finestra... la sera...
Davanti a sé il lago...
Che increspava le onde lungo le rive....
Lasciandole passare...
Un luogo suggestivo che incantava
Un linguaggio celeste
Ove acque si mischiavano al cielo
E lo sguardo alle cornici dei monti...
Ed iniziava a sognare nel blu della notte
Di quel lago incantato
Ed il cielo inondato di stelle brillanti
Che parean gioielli...
Il riflesso del lago argentato
Specchiava i suoi sogni
Che puntualmente il vento provvedea
A portare via...
Li avea inseguiti a lungo i suoi sogni
Lasciandoli fluire...
Trasportati da quella corrente
Che fluttuante in un vortice dissolvea.
Quel lago incantato e luogo di poesia
Che la vita le avea cambiato
Con pensieri aggrovigliati...
E rimase ferma ad ascoltare...
Un lago calmo con la sua “Breva”
Nella sua leggera brezza
Mettea tutto a tacere nel tempo,
Con il pacato silenzio.
Il lieve respiro dell’aria
Che profumava dei fiori di azalee
E che si inondava sulla sua pelle
Quasi parea lo sfioro di una carezza...
Il suo corpo era fermo ad ammirare i suoi movimenti...
Gli occhi attenti al luccichio...
Che profondea sulle onde...
Increspate e bianche...
Avea assaporato quella leggera brezza
Che i “Lagheè” chiamavan “Breva”
E per la prima volta quel mattino
Avea respirato aria che racchiudea tutta la dolcezza del suo cuore.
Nessuno potea turbar le sue emozioni...
Unicamente si sentìa qualche rumore...
Ma non era il suo cuore...
Eran gli scafi che se ne andavano...
Da una sponda all’altra ritornavano...
Poiché a volte in fuga...
Talvolta così vicini, ma così lontani...
Il lago nascondea i segreti degli umani...
Eppur il cuore non avea confini
E facea tornare come bambini...
Ma il cuor tuo era di pietra
E riposava sul fondo in mezzo alla creta.
Il suo fondo sconfinato
Le accendea la fantasia
Un luogo rinomato...
Profuso di maestria.
Un dì una farfalla...
Volerà nell’azzurro...
Con le sue ali un disegno bizzarro...
E sopra un lago di ghiaccio...
L’avvolgerà in un abbraccio.
Chissà se un giorno
Aspettando il silenzio della notte
Con la calma dell’anima, il suo lago
Dell’altrui sorte riuscirà a restituirle i suoi sogni!
.
da Marcella Marchi - Tremezzina - (CO)

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"Si vedrà"


Restavo a contemplare
il lago che mi confortava.
Iniquamente rea
d'aver abbandonato
chi beneficiava
di percorsi incondivisi,
io sola ho pensato: "Si vedrá ".

Ancora il lago mi ascoltava. 

Contrastato
il dialogo, figlio d'amore,
straziata di tormento,
ho seguito la mia strada
e la voce interiore
mi avvisava: "Si vedrá".


Ora l'onda la mia mano accarezzava.
Con il filo dell'ardore
ho ricucito
i frutti dell'amore,
dilaniati dal dolore.
L'Universo mi ha guidata,
"Si vedrá" mi ha confidato.

Anche il freddo inverno
con candide trine aveva ornato 

l'olmo che costeggiava l'amato lago.
Ancor quando
tutto sembrava svanito,
fumosi sogni han abbandonato il mattino,

l'ora di speranza si è colorata
Fulgida stella che guida il mattino
mi ha sussurrato: "Si vedrá"!

Ora ondeggia dinanzi a me il lago,
in questo tempo di spazio
che sa d'infinito,
ancora non ho trovato
la libertà di volare
e randagia nel mondo
devo vagare,
Ma non mi stanco di sperare
"Si vedrá ".

Ascolto il canto dell'onda.
Ora so che
le mie ali devo medicare
per ritornare a volteggiare
nel cielo infinito
dove il vento mi canta
"Si vedrá"
.

da Gianna Binda - (Como)
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Lontananza

 

Di giorno in giorno io cerco
la mia città, la mia terra
ch’è al di là di quei monti,
e mi stringe nell’anima
una malinconia ch’è un cantico
di ricordi, di care immagini
di giorni da tempo perduti
di visi che erano amici
dei miei monti boscosi
erti a cullare il lago.

Penso a questo cielo azzurro
che è lo stesso che laggiù
illumina eterno quel mondo
ch’era da sempre anche mio 
con i tenui lucòri dell’alba
con l’azzurro del giorno
e con il tramonto di fuoco.

Fra poco sarà la notte
e la luna proverà di nuovo
lattea a specchiarsi sull’acqua
che viene increspata alla riva
con un quieto mormorio
come di voce che sussurra,
ritmato dall’incessante
rincorrersi dalle onde.

Su tutto brillerà quella stella
che amavo fin da piccino
col suo scintillìo tremolante.
come un segnale distante
che sembra dirmi qualcosa.
.
da Emilio Montorfano - ( Milano )
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domenica 26 aprile 2015

La ringhiera


Mi risovvengo spesso
di quella ringhiera in ferro
lungo il bordo del lago,
foggiata a forma di timoni
sopra il corruscare  dell’onda
e il biancore dei cigni.
Là, un tempo,
ammirato e sereno,
mi poggiavo con i gomiti
e m’empivo gli occhi.
l’anima e il cuore
della luce, della brezza,
della cuna dei monti
cosparsi di case e giardini
affacciate sul lago
occhieggianti e ridenti
tra gli alberi dei crinali.
Era un mondo
circonfuso dai profumi
dei fiori
delle aiuole vicine
da suoni noti.
che vorrei ritrovare
oggi come allora
in quella che sento ancora
il mio mondo
casa mia.
.
da Emilio Montorfano - (Milano)
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domenica 5 aprile 2015

V'è un'onda piatta...


V'è un'onda piatta 
che lambisce la riva 
poi indietreggia lenta 
a sussurrar all'acque 
un nuovo mutamento!

Vi è nel silenzio 
e in questo sciabordìo 
una danza lieve
che accarezza l'anima.

Forse s'affaccia un poco nostalgia! 
Forse lieviterà nuova 
soleggiata speranza
.
da Marisa Lissoni Annoni - (Monza)
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