
Eri distesa a goderti il bel sole
sulla spiaggetta romita e segreta
sopra il tuo grande asciugamano rosso,
con i capelli sparsi attorno al capo
e gli occhi chiusi di fronte alla vampa.
segnati dalle lunghe ciglia scure.
La bocca tumida e color di rosa
lasciava trasparire tra le labbra
i denti bianchi in un sorriso lieve
Di tanto in tanto, alzando la tua mano,
facevi solecchio per vedere me
in un lampo affettuoso e sorridente
di grandi iridi verdi smeraldine.
I miei sguardi seguivano il disegno
delle rotonde e levigate spalle.
della dolcezza ardita del tuo petto,
del ventre con qualcosa d’infantile
e delle ginocchia come scolpite
dall’abili mani di un grande artista.
I tuoi piedi posavano sui ciottoli
tondi e levigati della battigia
in un vai e vieni d’acqua e di spuma
sulla tua pelle fino alla caviglia.
Spesso negli anni, tu mi sei tornata
in mente come in quel giorno felice
e anche mi son chiesto come fossi ora,
ma poi guardando me che porto i segni
degli anni trascorsi da quel mattino
penso che, purtroppo, in quell’immagine,
che bella mi persiste dentro il cuore,
soltanto quello ch’è rimasto uguale
è l’onda che dilava il ciottolato,
il sole che riscalda la caletta
e il piccolo, discreto angolino
dove i rami frondosi d’un castagno,
che si protendon grevi verso il lago,
creano il piacere d’un’ombra quieta.
da Emilio Montorfano - (Milano)
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