
È finito da poco un temporale,
che ha squassato i rami alti del bosco
con un subbuglio di vento e di pioggia.
e riempito l’aria di lampi e tuoni.
Ora, d’improvviso, tutto è finito
ed io posso tornare verso il lago
dal monte dove m’ero incamminato.
Intorno, sprazzi lucenti di sole
filtrano adesso dal fitto fogliame
e cancellano quel livido freddo
in cui tutto intorno sembrava spento.
Ora il vento non scuote più gli alberi
e l’aria è dolce nel nuovo silenzio,
rotto solo dalle pesanti gocce
che cadono al suolo con rumore sordo
dai grossi rami e dalle verdi foglie.
Scendo verso il limitare del bosco
dove roridi petali di viole,
policromi anemoni e belle rose
son tornati a risplendere alla luce,
aperti nel giardino a bordo lago.
Mi resta dentro il silenzio grande
dei grandi alberi muti ma potenti,
vivi ma nell’attesa della fine
ch è ineluttabile per ogni cosa
quando porterà a termine il suo ciclo
come me, come tutto ciò che vive,
in un giorno che verrà, chissà quando.
da Emilio Montorfano - (Milano)
.
5 commenti:
L'impeto del temporale si stempera nella serenità successiva, sul lago.
Ma, per contrasto, tutto è così fragile nella vita, ogni voce della natura è destinata a non durare? Io penso invece si fonda per sempre ai luoghi che l'hanno ospitata - in una permanenza affettiva che, proprio in quei silenzi, continuerà a parlare ai cuori...
imparato molto
quello che stavo cercando, grazie
good start
sarebbe più simpatico se il prossimo commento giungesse con firma, anzichè anonimo...
Fa piacere che abbia trovato ciò che cercava, ma le ricordo che il materiale qui pubblicato può essere utilizzato soltanto previo consenso dei rispettivi autori, (come esplicitamente dichiarato, qui in alto a destra). Grazie.
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