
E vien sera,
incanta lo sguardo
l’azzurro del lago
nei rami d’acque
disperse nel nulla.
Piange un canneto
preghiere sommesse
riverso su sponde
fuggenti,assolute.
Guizzano
branchie di vita
ellittiche armonie
fra spume leggere
sciolte nel vento.
S’ode il silenzio
vibrare
chiome e asperità
crepuscolari,inermi.
Sui confini del cielo
una barca trafitta
dal sole
dondola
l’estrema trasparenza.
E vien sera,
stende la quiete
una morbida corolla
d’intenso profumo.
da Rossella Melotti- (Villa Guardia - CO)
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