
Mi ricordo d’una sera
fredda, quieta e dicembrina
là, sulla punta di Geno,.
Del lago si sentiva,
senza che lo si vedesse,
un murmure là vicino,
come una voce sommessa
nel greve buio dintorno,
là dove un quarto di luna,
lontano, tra nubi nere,
disegnava dei fantasmi
tra cespugli, alberi e pietre.
Diciott’anni ed un’amica
sorridente e tanto cara
prolungavano l’incanto
con un silenzio tra di noi,
prima del lento riavviarsi
mano nella mano a casa.
da Emilio Montorfano - (Milano)
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