
Un buon pezzo di vita
ho trascorso con te,
caro borgo lacustre,
dolce, quieto paese
dei miei anni infantili.
TORNO, io spesso mi chiedo
come adesso tu sia,
mentre ho ancora nel cuore
quelle strette stradine
di gradoni di pietre,
dove il mulo a fatica
trascinava in salita
la slitta dai pattini
di legno unto di grasso.
Come saran mai ora
il giardino dei giochi
del tempo dell’infanzia,
le rose bianche e rosse,
che mio nonno curava,
e il grande pergolato
di glicini turchesi
e i lillà e le viole
e il lauro aulente
proprio là, sullo sfondo
del mio bel San Giovanni?
Chi s’affaccerà adesso
al balcone di casa,
là dov’era mia madre
quando stava in attesa
che tornassi da scuola
e dal quale scorgevo
un gran pezzo di lago
oltre le verdi piante
digradanti alla riva?
Gli anni che son passati
spero t’abbian lasciato
uguale ai miei ricordi,
ma io vorrei sapere
che n’è dei miei compagni
dei trastulli puerili
o dei banchi di scuola,
dai quali scoprivamo
con gli occhi innocenti
d’intorno un mondo nuovo
tanto bello e attraente
che soltanto esisteva
nel candore infantile
dei nostri anni più verdi.
.
da Emilio Montorfano - (Milano)
.
1 commento:
Struggente ed al contempo tenerissimo, questo suo ricordo che s'appoggia lieve sulle rive del lago: un po' sognante, proprio come i ricordi - che riconducono alle magìe d'infanzia...
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