
Sopra gli androni bui
gradini in legno
hai lanciato al parquet del primo piano
un lavacro d’infanzia – si spalancano porte
i fantasmi stravolgono specchi
nei cassetti socchiusi, cucchiai
come labbra
ed il vento ha infiltrato le finestre
di tempesta e di ozono
c’è una vecchia in silenzio, un quadro al muro
con un lago profondo, verticale
un convoglio di nuvole sul monte
va sperdendo gli uccelli
sparpagliando nei buchi la memoria
stridono assi al corridoio, il prato
lo divora una capra intorno al palo –
burattino di legno io sono
con capocchie di spillo vedo.
da Marina Raccanelli - (Venezia)
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3 commenti:
benvenuta in larioinpesia, Marina -sono lieta di averti qui -
Ho letto i tuoi versi - e ne ho respirato a fondo le profondità...
il vento del tempo porge i ricordi e li rimescola, talvolta facendoli rivivere, in profonde e sentite assonanze
ma che bella immagine, Luciana, e che caldo benvenuto! soprattutto, mi fa piacere e mi lusinga il tuo commento...un commento poetico, davvero!
grazie, Luciana
marina
felicità tutta mia, ospitarti qui...
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