
Una valle, chiusa su un lago profondo,
una conchiglia lucente,
una perla rosata come l'aurora, di notte
una luce dove si sveglia il sole,
indica il cammino a pellegrini e naviganti,
opposta, una croce sempre illuminata,
ricorda l'eterno dolore dell'uomo.
Brezze alterne portano il pofumo dei boschi,
a volte, arrabbiate, sconvolgono il lago,
affondano sconquassati vascelli,
che trasportano nere squadrate pietre,
sudate e da lutti insanguinate,
volano tegole e rami ormai morti.
Antiche pievi scandiscono il tempo che fugge,
chiostri assolati rimbombano passi e preghiere,
cripte antiche risuonano canti ritmati,
questa è la mia città, antica come la terra.
da Gianluigi A. Saporiti - (Como)
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