
sospendo la tregua
stretta col silenzio
e ritorno al lago
che sempre amerò
a lui sussurro
goffe parole e
stupide domande
che si disperdono
silenziose
nella calma del suo letto
del dolore
non chiedo la chiave
affondata nella profondità dell’attesa
chiusa nell’imo del cuore
ho salvato
la bellezza e la dolcezza dell’amore
consumato sull’umida réna
e non gli insulti spinosi
ascoltati dalla rosa
che petalo dopo petalo
sfiorì col gelo della gelosia
inani
furono e sono le suppliche
che zefiro riporta
con le piume dei gabbiani
da Giovanni De Simone - (Traona - SO)
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