
Dolci lacrime scendono
da ovattato grigio e plumbeo cielo
fino a confondersi con le mie,
salate e amare.
Questa cupa estate
mi appartiene e mi somiglia
ora che la luce del sorriso aperto
ha lasciato il posto ad un muto e sordo dolore
nella mia stagione migliore
devastata da chi
non meritava ne' conosceva
amore.
La natura amica
mi conforta e mi sostiene
nel cieco mondo
di stupidi uomini di avidità assetati,
mi avvolge nei suoi mutevoli colori,
comprende la mia anima.
Tu, mio lago, stanco come me
di chi ti saccheggia
per assurdi giochi di potere,
placidamente mi accarezzi
con l'onda la mano.
da Gianna Binda - (Como)
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