
Ti osservo e ti ammiro,
sempre uguale,
eppure sempre
diverso.
Le tue molecole,
sempre unite, collegate,
appaiono,
a volte, turbolente
nella gioiosa corsa
verso la riva.
Ora sembrano dormire,
appisolate a formare
uno specchio
su cui si riflettono,
staticamente
i paesi della riva
e le dolci vette.
Poi, agitate dalla
brezza,
si increspano
e di sera, rimandano
l'immagine tremula
di luci colorate.
Mio lago,
quanto diverso dal tuo è
l'atteggiamento
degli uomini,
mai uniti
e, per questo,
sempre vinti.
da Gianna Binda - (Como)
.
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