
Calme ora sono le acque
intorno all'isola
orfane di tanta luce.
Nell'aria acre sale
lenta una scia di fumo
ultima debole traccia
di una magica notte
di fiori di fuoco
scagliati in cielo.
Negli occhi ancora
vividi bagliori restano
che l'onda calma
ricopre ed affonda...
giù nelle profondità
del lago e del cuore.
Intorno affievolisce
il brusio della gente
che torna alle case.
Rimango ancora qui
seduto su questo muro
impregnato del sole
della vita trascorsa.
Lassù nel cielo cobalto
luci pulsanti aspettano
il mio ritorno a casa.
da Pierangelo Giussani - (Cernobbio, CO)
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