
Oggi
le native cime
nascondi
e avvolgi
in un velo
alabastrino.
Le acque
del lago
sembrano proseguire,
libere,
la loro corsa
dopo il
Montepiatto.
Penso e
medito:
ciò che è,
ciò che appare.
Ciò che è stato,
ciò che
rimane.
Penso a te.
Ascolto il suono
della tua voce,
della tua chitarra,
del tuo pianoforte:
"auguri, papà".
da Gianna Binda - (Como)
.
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