
Una luna aranciata
percorre il cielo
dona riflessi al calmo lago.
Sono come galleggianti, strani fiori
bianco verdastri con azzurri agapantus;
sogno bianchi pepli di incipriate fanciulle,
bianche tuniche bordate di rosso,
di senatori e consoli
risuonano i versi di Catullo e Cecilio,
Plinio che detta allo scrivano,
solemne mihi est princeps,
la quotidiana relazione sullo stato delle cose
a Novi Comi, notizie sui commerci,
sulle scorribande dei barbari ai confini.
Immagino il passo cadenzato delle legioni
il rapido galoppo dei corrieri.
La cetra risuona, il vino scorre a fiumi,
gli amanti ridono rumorosamente,
sospirano godono, in infiniti orgasmi.
Vorrei tu fossi con me, riverito ospite,
aedo, nocchiero, costruttore
di acquedotti, strade, accampamenti;
i tuoi sguardi, il tuo sorriso,
i tuoi occhi, il tuo acume,
il tuo dolce, ridente cadenzato eloquio,
unito al mio sapere e poetare farebbe di noi
i principi della festa.
da Gianluigi Saporiti - (Como)
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