
L’ultimo viaggio, non troppo lontano
da casa, di marzo, un solo pomeriggio,
fu a Como: archeologia e piazza e museo,
la cattedrale e un lungolago tanto diverso
da quello che serbavi nei ricordi.
E tanto blu, nell’aria e nelle acque,
nel vento presago del nulla o dell’altrove.
Inquietudine
di catastrofe imminente e voci
di poeti: tutti i poeti che amarono
e percorsero le lariane rive riuniti
dentro quel vento messaggero,
primavera d’un inverno
che ora e sempre dura.
Non tornerò a quel lago.
Non voglio constatare l’assenza
del tuo corpo dal sedile accanto,
la portiera che non s’apre.
da Eleonora Bellini - (Borgo Ticino - NO)
.
1 commento:
Nessuna commento, nessuna parola può affiancarsi a questi versi.
Ma di quest'angoscia - che ancora opprime e sgomenta un cuore -
sono stata completamente pervasa: profondamente partecipe, al suo eco di dolore.
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