- fotografia panoramica: Franco A. Cavalleri -

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Noterai la scritta "Post più vecchi". Cliccandola, incontrerai via via tutte le pagine inserite, a partire dal gennaio 2008.

martedì 28 aprile 2009

(il lago e la goccia)

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fotografia: Franco A. Cavalleri



ho un lago che dal centro del mio cuore
espande le sue acque verso i tratti
che giungono da te con la frequenza
che a volte mi riempie e a volte no
ma sempre è quella goccia che disseta
placando quella sete dolorosa
che appare tra i deserti più infiniti
eppure quella stilla d’acqua dolce
scatena l’esplosione sorprendente
così che dalla sabbia più opprimente
colori e fiori e odori sottopelle
sprigionano l’amore che possente
si riconosce infine in ogni goccia

da Francesco Sicilia - (Agropoli-SA)
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giovedì 23 aprile 2009

Montevecchia

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(www.montevecchia.it)


Cammini casuali sulla collina tu vai oltre alla cima
Gradini piatti
Mentre guardi al contrario sembra un tempio
Non sai cosa aspettarti
Non sai non è come la città vecchia di Bergamo
Luci Paesaggi Atmosfera Silenzio
Ciottoli Archi Buio... è buio è tardi
La Notte
“Vieni qui, ti porto in un posto, è una sorpresa”
Le luci si arrossano
Alberi Rami Pietre
Quale direzione
Cancello Gente Voci
Manca il fiato
Va avanti, sali le scale, vedi ti aspetto
Vedrai l’aria che si fa più profonda
Vedrai il cuore che batte
Vedrai la strada è così lontana adesso
Le ruote sono lontane, dammi il braccio
Il vento fa eco
Remoti luoghi sconosciuti intimi
“Vieni qui, vorrei rimanere qui stanotte”
Giacere Osservare Sentire
Respirare Pensare Gioire
Abbracciarsi l’un l’altro
Il mondo è così lontano adesso
Sembra che il mare non sia mai esistito
Caldo Sole Umido solo sensazioni vaghe
E tu sei eterno
La tua presenza invade l’aria
È tardi
Il campanile alto nella valle che segue
Siamo a Montevecchia
Il mondo potrebbe persino fermarsi
Ci son mani che si toccano
Ci son visi che si stanno conoscendo
È il momento
È l’ora
È il pensiero
“Sarà utile un giorno quando mancheremo l’uno all’altro”

da Eleonora Matarrese - (Lecco)


La composizione di questi versi
è stata inizialmente concepita in lingua inglese
,
così come è possibile leggere qui:


Random paths on the hill you go forth to the top
Flat stairs
While looking upside down it seems a temple
You don't know what to expect
You don't know it's not like Bergamo old burgh
Lights Landscapes Atmosphere Silence
Pebbles Arches Dark... it's dark it's late
The Night
'Come here, I'll take you on a place, it's a surprise'
Lights are reddened
Trees Branches Stones
What direction
Gate People Voices
Breath missing
Go on, go upstairs, I'm waiting you see
You'll see air deepening
You'll see heart beating
You'll see the road is so far now
Wheels are far now, give me your arm
Wind is echoing
Remote places unknown intimate
'Come here, I'd stay here tonight'
Lying Watching Feeling
Breathing Thinking Enjoying
Hugging each other
The world is so far now
It seems sea never existed
Heat Sun Wet only vague sensations
And you are everlasting
Your presence invading the air
It's late
The churchbell is high on the following valley
We are in Montevecchia
The world can even stop
There are hands touching
There are faces knowing
It's the time
It's the hour
It's the thought
'It's to be useful one day when we'll miss each other'


(Eleonora Matarrese) - (Lecco)
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Il borgo di Brienno

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"Brienno", acquarello di Nicola Guarisco


Terrazza di un ristorante
in un meriggio d’aprile
per desinare all’aperto.
proprio sul bordo del lago.
Un raggio bianco di sole
disegna sulla tovaglia
ombre di rami e di foglie
e un bel cielo cilestrino
è delicato, lontano
sui monti ancora screziati
da chiazze chiare di neve.
Sotto di me, due germani
galleggiano sull’acqua quieta
fluttuando senza nuotare.
in un quadro familiare
che da sempre ho nella mente
E ogni volta che lo lascio
per guardarmi intorno altrove
nel cercare spazi nuovi
e cammino lungo i monti
presso la costa del lago
quasi per trovar qualcosa
che possa apparirmi nuovo,
sento che non sto arrivando
ma che, invece, il mio è un ritorno.

da Emilio Montorfano - (Milano)
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giovedì 16 aprile 2009

Il pontile

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Siedo vicino al pontile
di grossi tronchi di legno
dipinti d’un color bianco
della caletta di Torno,
dove piccoli germani
navigano tra le barche
che beccheggiano ormeggiate
ai gradoni consumati
dalle ondine quiete e chiare
dell’acqua bassa e trafitta
dai raggi caldi del sole,
che ci lascia intravvedere
piccoli pesci guizzare.
Sull’altra sponda del lago,
Moltrasio splende di luce
e qui, intorno al porticciolo,
guardo il portichetto ombroso,
i tavolini all’aperto
del bar con vasi di verde,
l’antica chiesa severa,
il piazzale e i suoi vicoli
e sento una stretta al cuore
perché adesso più non vedo
presso quelle amate rive
sorridermi e passeggiare
quelle mie persone amate
che ora non ci sono più.

da Emilio Montorfano - (Milano)
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lunedì 13 aprile 2009

Le campane del dì di festa

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Io mi ricordo sul lago le campane.
M’era caro ascoltarle nel mattino
quando le sentivo innalzare insieme
quasi una lauda per i dì di festa.
Bisognava sentir quelle campane
quando insieme intonavano il lor coro,
vibrando con un bel canto pacato,
chiamandosi e rispondendosi tra loro,
divagando e ricomponendo i suoni
in un solenne, maestoso insieme
che la conca verde delle montagne
riceveva e rimandava attonita
come un cantico da una sponda all’altra!

da Emilio Montorfano - (Milano)
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E' Pasqua




E' Pasqua
ritorno sulle verdi colline...
Chiara notte.
Piange l'ulivo sul lato del monte
Sono le lacrime di Cristo nell'orto di Getzemani.
C'eri tu quella sera?
Sono le lacrime di Cristo nell'orto di Getzemani.
C'eri tu quando gli conficcarono
la lancia nel costato dopo averlo incrociato?
... No: tu non c'eri.
Questo non è un giorno come gli altri
Il cielo s'annera lentamente e fiamme
lo squarciano per far cadere acqua
che il vento forte spande sulla terra:
Questo non è un giorno come gli altri.
E nella luce dei lampi si staglia
nel cielo una Croce abbagliante.

Perché quella croce Gesù?
E' la croce che spazza i peccati
e voi pregate al Padre Celeste ...

Piange Gesù nell'orto di Getzemani!
E ritorna sul Monte Calvario.

Tu non c'eri sul Golgota
quando si giocarono la tunica
quando gli diedero il fiele da bere
quando gli conficcarono la lancia
nel costato dopo averlo incrociato.
No! Tu non c'eri.

Piange l'ulivo sulle verdi colline
Avrei voluto esserci, per farmi
Crocifiggere, ma piange l'ulivo!

da Reno Bromuro - (Benevento)
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giovedì 9 aprile 2009

Il lago

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Ormai cieca nel deserto di vetro
senza fiato al sole violento
ti ritrovo mia dolce oasi,
specchio di chiari ricordi;
sublime mi riporti alla vita
come un ago piantato nel cuore
e con fragore cadono le agognate lacrime
L'acqua scorre e cambia e con lei il suo volto
e ti cerco ancora alla fonte,
ma le onde non hanno tregue
vanno e vengono e sembra ingiusto
Intravedo sul fondo un solo riflesso
di sole e di fronde e di corse lontane
Non serve tuffarsi basta solo ascoltarlo
e dolcemente, affondare.

da Lucia Capozzo - (Vicenza)
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La ninfa

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La pendola ha battuto dei rintocchi
che, nel dormiveglia, non ho contato
e una figura eterea mi sembra
uscire dai cespugli di mortella
per veleggiare piano verso il lago,
scendere coi suoi veli nella schiuma
e incamminarsi oltre, tra le onde,
nello spazio verd’azzurro dell’acqua
fino a sparire con un gran sorriso.
Per tutta quella lunga notte strana,
io rimango insonne fino al mattino
nello stillicidio lento delle ore,
col muoversi dei rami del platano,
che stormiscono scuri come mani
protese quasi dentro la finestra.
Poi, dolcemente, nasce l’aurora
e il giorno che segue è così raggiante
da cancellare in me ogni turbamento
e da indurmi a credere che nel lago,
sensuale e sotto la coltre azzurra,
viva una ninfa soave e misteriosa.

da Emilio Montorfano - (Milano)
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lunedì 6 aprile 2009

Indicazioni per contributi personali emergenza terremoto Abruzzo


Data l'emergenza, ecco le prime indicazioni utili diffuse stamane dalle istituzioni, per convogliare i primi aiuti personali:







SMS al numero 48580 per donare 1 euro,
o da telefono fisso, lo stesso numero, 2 euro


Per effettuare donazioni alla CRI - Croce Rossa Italiana:

- Conto Corrente Bancario C/C BANCARIO n° 218020 presso: Banca Nazionale del Lavoro-Filiale di Roma Bissolati -Tesoreria - Via San Nicola da Tolentino 67 - Roma intestato a Croce Rossa Italiana Via Toscana, 12 - 00187 Roma. Coordinate bancarie (codice IBAN): IT66 - C010 0503 3820 0000 0218020 Causale PRO TERREMOTO ABRUZZO

- Conto Corrente Postale n. 300004 intestato a: "Croce Rossa Italiana, via Toscana 12 - 00187 Roma c/c postale n° 300004 Codice IBAN: IT24 - X076 0103 2000 0000 0300 004 Causale: Causale PRO TERREMOTO ABRUZZO

- Donazioni on line: è anche possibile effettuare dei versamenti online attraverso il sito web della CRI all'indirizzo www.cri.it/donazioni



La Caritas diocesana di Roma ha istituito un fondo di solidarietà promuovendo una colletta per aiutare la popolazione abruzzesee sottolinea che, in queste ore, la donazione economica è l'unico modo utile per esprimere solidarietà alle persone colpite. È possibile contribuire alla colletta di solidarietà tramite:

- numero di conto corrente postale 82881004 (IBAN: IT77K0760103200000082881004) intestato a Caritas diocesana di Roma, specificando nella causale «Terremoto Abruzzo»;
- Bonifico bancario - IBAN: IT13R0306905032000009188568 specificando nella causale "Terremoto Abruzzo".

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sabato 4 aprile 2009

Parlez-moi d'amour

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Era di buon mattino
in quell’agosto caldo
che ti sentii cantare
di là del mio cortile,
durante le vacanze
in quel gruppo di case
di grosse pietre grigie
raggrumate sul monte
tra l’azzurro del cielo
e la verde frescura
dell’acqua del mio lago.
Alla mia finestra
la tua voce giungeva
dalla casa di fronte
e il tuo canto era dolce
con un senso di pena,
quasi di invocazione:
“Parlez-moi d’amour
Redites-moi des choses tendres”

e quasi mi sembrava
che tanto ti mancasse
la gioia d’un amore
in questo mondo dove
“le chagrin est parfois amère”.
Poi, mentre ti affacciavi
per scuotere dei panni
e sembravi guardarmi
come per un invito,
riprendevi a cantare
“le chagrin est vite apaisé
et se console d’un baiser
.”
Sai, ho tanto cercato
d’incontrarti e parlarti
senza trovarti sola
in quella breve estate.
ma sempre con tua madre.
Mi è rimasto il ricordo
Della chioma corvina
E di quel tuo invocare
parlez-moi d’amour”.

da Emilio Montorfano - (Milano)
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mercoledì 1 aprile 2009

Era d'aprile

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Era tarda la sera
d’un inizio d’aprile,
era ormai primavera,
era un tempo d‘amore.
Il lago era uno specchio
tra i frondosi cespugli
che orlavano la riva.
In quella dolce terra
tanti anni fa son nato
per ritornarvi uomo
e in quella chiara sera
pesava come pena
il ricordarti, cara,
giovane amica mia
di quando i miei capelli
non avevano ancora
il color della neve.

da Emilio Montorfano - (Milano)
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lunedì 23 marzo 2009

Arte e natura - (Haiku)

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fotografia: Franco A. Cavalleri


Gentilissima Luciana, l'immagine-scultura del corylus di Luciana e Paolo Ferrario, che incorniciava la poesia da Lei pubblicata il 21 Marzo in occasione della Giornata Mondiale della Poesia, mi ha suggerito questo Haiku (5-7-5)- "Arte e natura":


Tronco e rami
dialogano con l'onda:
vibra l'azzurro.

da Rosa Maria Corti - (Lenno - CO)
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domenica 22 marzo 2009

Il Lario - primavera 2009

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Tornano le rondini
vive, gaie
pennellate
sopra un cielo
immacolato.
Tornano le rose
sfoggiando
con ostento
una vistosa
bellezza seducente.
Tornano nuovi amori
silenziosi, freschi
ignari
di un domani
senza sole.
Tornano sul Lario
vivaci barche a vela
e un malizioso
venticello
profumato.
Ma io..........
chissà se un giorno
anch'io
ritornerò.

da Rita Debono Muscat - (Malta)
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venerdì 20 marzo 2009

Silenzio e solo silenzio (Gera Lario)

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Già s’avanza l’ombra della sera
sul quieto lago
Silenzioso è il volo degli aironi
nel rossastro cielo
e silenzioso è il vento
tra l’erba alta della riva
Silenzio e solo silenzio
intorno alle ferite
che il coltello del ricordo
riapre nel cuore:
e sono pietre le parole di questo silenzio
cadute nell’acqua dell’oblio
e sono tempo
le pietre cadute sulla strada dell’amore
E perché il silenzio prende il tuo volto
se il sole è invecchiato?
E
rileggo nello specchio dei tuoi occhi
la passione della luce
che diventa ombra di tristezza
per un coercitivo addio.

Ora i sospiri
diventano tuoni.

da Giovannni De Simone - (Traona - SO)
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mercoledì 18 marzo 2009

GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA 2009 - (21 marzo) - anche sul Lario...

fotografia di Luciana Quaia - Paolo Ferrario


sabato 21 MARZO - (primo giorno di primavera) -
Oggi, si celebra la Giornata Mondiale della Poesia, evento internazionale annuale promosso in tutto il mondo dall’UNESCO sin dall'anno 1999

AUGURI, a tutti gli Amici Lettori ed Autori!


“GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA 2009”
per comoinpoesia e larioinpoesia:

Riccioli di poesia
sparsi e dispersi, diffusi ed irraggiati
dal Lario - sul Lario - per il Lario
in sinergia, in simbiosi,
in simbolica partecipazione
raccolti e pubblicati
cantano anche oggi on line:
in onore della primavera,
tutta la poesia del nostro lago.

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© Luciana Bianchi Cavalleri

Febbraio

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Mescolandosi con le cime
più alte dei monti
la neve a Febbraio è arrivata all’improvviso:
bianca , soffice ed abbagliante
uno spettacolo ed un pericolo insieme.
Estasiate ma impotenti,
con gli occhi fissi alla vetrata
guardiamo con euforia
lo scendere lento di copiose falde.
Febbraio ti abbraccio.
Sei la speranza di una
mite primavera
di più giornate di sole
di una preghiera a Madre Natura
di far ancora cadere dal cielo
novità future e gradevoli su di noi.

da Anna Di Muro -(Torno - CO)
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lunedì 9 marzo 2009

In Tremezzina

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Curvo si stagliava
sul crinale del colle,
invisibili i calli alla pelle
e rughe di fatica profonde.

Fra barbagli di luce
s’abbatteva lenta la falce
sui sogni d’una vita intera,
su un mondo di speranze.

Ora l’orizzonte è vuoto,
resta solo il silenzio a parlare,
invano attendono i fieni
che qualcuno li vada a tagliare.

da Rosa Maria Corti -(Lenno - CO)
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Vecchio spallone

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Informe fagotto nella gelida notte,
il freddo congela sudore e pensieri.
Taglia le spalle la pesante bricolla,
quanti viaggi sono ormai nelle ossa.
Vento, neve e la paura di esser sorpreso
su quel sentiero che la luna ha riacceso.
Tra le maglie rugginose del filo spinato,
s’impiglia il ricordo di un amico caduto.
S’infrange in schegge lo specchio del cielo,
aghi di ghiaccio le lacrime delle stelle.

da Rosa Maria Corti (Lenno - CO)


Colgo l'occasione ed il soggetto, per rinviare alla lettura di un articolo di approfondimento sul tema, scritto in proposito qualche anno fa da mio marito Franco A. Cavalleri: "Storie di frontiera"

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Come rondini

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immagine tratta da vol. I Promessi Sposi - 58 acquerelli di Aligi Sassu
Ediz. Art Market, Monterotondo (Roma) 1983


Il fischio del battello ed eran già lontani
la montagna con la neve, il lago,
lo scintillio ardente dei suoi occhi.
Portato dal vento per mesi, per anni,
come un gomitolo di aridi seccumi,
tornava a risalire infine la corrente
per ritrovare odori, colori, rumori,
per rivedere ancora la sua gente.
Partire, tornare, ripartire,
non essere più né di qua, né di là,
la vita sempre dall’altra parte,
solo, a rammagliare ricordi,
ad inseguire verdi primavere.
In un meriggio estivo disillusa
s’inabissava scura la pupilla
nel dolce rosso del bicchiere.

da Rosa Maria Corti (Lenno - CO)


(n.d.r. - Luciana) - pensando agli emigranti dal nostro territorio lariano ritratti nella poesia, mi è parso spontaneamente possibile un abbinamento alle parole struggenti del noto "Addio monti" manzoniano:
"Addio, monti sorgenti dall’acque, ed elevati a cielo; cime inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l’aspetto de’ suoi più familiari; torrenti, de’ quali distingue lo scroscio, come il suono delle voci domestiche; ville sparse e biancheggianti sul pendio, come branchi di pecore pascenti; addio!" (Alessandro Manzoni)

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venerdì 6 marzo 2009

(e arriva)

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non ho un’idea precisa di quel lago
che solo per un giorno percorremmo
e poi nel troppo inverno ci tuffammo

ora la luce ha nuove prospettive
preme tra piogge e vento e ancora freddo
e ci riporterà a quello specchio
dove ci attende l’umidità quieta
così diversa da quella battente
e lo sapremo in cuore – finalmente
che dall’inverno pieno di distanze
saremo finalmente allontanati

da Francesco Sicilia - Agropoli (SA)
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mercoledì 4 marzo 2009

Il gabbiano

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dipinto di Anna Maria Zoppis - Canzo (CO)



T’invidio il sorvolo,
che dal Duomo si proietta
a frugare le onde.
Il lago è territorio ampio,
lontano dai richiami della città.
Qualche battello ruota
a giro turistico.
Il gabbiano ancora s’innalza,
si tuffa e con rapido rabbuffo
di piume, approda sul molo.
Padrone dell’onda che lontano
scalcia l’ennesima cartaccia.

da Mirian Ballerini - (Appiano Gentile - CO)
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martedì 3 marzo 2009

S. Martino di Griante

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dipinto e poesia sinergici - di Rosa Maria Corti


Gioca la luce con la pietra
e anima lo spazio,
dei secoli sembra infrangere il silenzio
e riscaldare la solitaria chiesa
prima della notte tetra.
Anche la vita è rincorrere infinito
di luce e tenebre, di partenze e ritorni,
ma qui dove i muri sembrano cantare
si placa l’affanno e alla fine del giorno,
nel canto che sale, ritrovo l’armonia,
l’emozione, lo slancio vitale,
prima che il mondo intorno
mi riprenda nella sua spirale.

da Rosa Maria Corti (Lenno - CO)
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lunedì 2 marzo 2009

Il monotipo azzurro

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fotografia: Franco A. Cavalleri


Il monotipo azzurro è una finestra,
dinanzi vi trascorrono i colori
del lago cangianti d’ora in ora.
Vi erano graffite figure – mi dicesti –
ora sbiadite, perse.
Ma tu ancora un poco le ravvisi
e le risvegli, percorrendone per me
con l’indice le linee impercettibili.
Ed io le paragono al permanere
delle sembianze degli amici non più vivi
che vado ricercando ai luoghi abituali:
lo scalone, la scuola, il lungolago,
e solo le ritrovo nella mente,
incise e vive, ma impietosamente
assenti.

da Eleonora Bellini (Borgo Ticino, NO)
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mercoledì 25 febbraio 2009

NOVITA' ! Interviste agli Autori di larioinpoesia

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OBIETTIVO PUNTATO: PROTAGONISTA IL SINGOLO AUTORE

Con qualche giorno di anticipo rispetto al previsto, è già attivo il collegamento al nuovo blog

COMOINPOESIA-NEWS - Un Autore sul Lario:
l'intervista del giovedì
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Un nuovo appuntamento,
con la presentazione degli Autori di Larioinpoesia
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I primi tre Autori che abbiamo pensato di presentarvi sono:

- ANTONIO SPAGNUOLO
- DANIELE RIVA
- ANTONIA MIGLIARESI

(Per collegarvi e leggere le prime tre interviste è sufficiente cliccare il nuovo LINK-box , evidenziato nella barra di scorrimento qui a destra)

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martedì 24 febbraio 2009

Si fa sera

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Declina nel lago il sole
e si fa vitrea la sera.
Sfilano cigni alteri
nelle pacate acque,
indifferenti al tocco
delle svettanti ore:
non temono il confine
fra giorno e notte.

(tratta dalla raccolta “Poesie”)

da Rosa Maria Corti (Lenno - CO)
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2 novembre

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Battelli fantasma risalgono il lago,
svapora la nebbia in quest’alba d’autunno.
Stride il cancello del cimitero,
non parlar forte, è il giorno dei morti.

(poesia tratta da “La canzone del tempo”)


da Rosa Maria Corti (Lenno - CO)

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E mi sorprende

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E mi sorprende il fuoco rosso
di salvie e di gerani contro il Dosso (1)
proteso verso più fresche acque
di cui intravedo solo uno spicchio.

Dietro la torre oggi Venere(2) ci mostra
viso d’opale e chiome d’ametista,
a nuovi sogni, a parole nuove
ci chiama oggi l’estate con il sole.

Mi muovo dietro i vetri del terrazzo,
spalanco il cuore all’azzurra prospettiva.

18 giugno, ore sette


da Rosa Maria Corti - (Lenno - CO)


Nota (1-2). Dosso di Lavedo.
Secondo taluni sarebbe stato anticamente un’isola, in seguito detriti alluvionali avrebbero originato la penisola. Plinio il giovane forse vi soggiornò, il cardinale Angelo Maria Durini, che ebbe la sua dimora nella splendida villa del Balbianello, diede il nome di Diana e Venere alle due insenature che fanno capo rispettivamente ad Ossuccio e a Lenno.
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Lo zoo di Como

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(n.d.r.) Il giardino zoologico di Como, inaugurato nel 1937, fu chiuso definitivamente nel 1988. Attualmente, al suo posto sorge un giardinetto che nasconde un ampio autosilo sotterraneo.
(Ma molti comaschi che furono bambini in quegli anni, sicuramente conservano ancora fra i loro ricordi d'infanzia l'orso "Ugo" o l'otaria "Pucci"...)



Decidevi d’improvviso
e si saliva in groppa
al 127. A galoppo libero
sulla via napoleona.
Si andava allo zoo.
A sentire il ruggito forte
della tigre; con quei pinguini
fermi come statuine.
Il pitone ritorto, costretto
in una cassa di vetro
troppo piccola, fino alla fine
dei suoi giorni e di quelli dello zoo.
Prepotente era il mio amore
per le “persone” di muso.
Per questo oggi donna,
son felice che le gabbie
siano state aperte
e chiuso si è il cancello.
Ora le auto sostano
là dove i miei anni giovani
stavano nella tua mano paterna.

da Miriam Ballerini - (Appiano Gentile - Co)
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lunedì 23 febbraio 2009

NUOVA INIZIATIVA: "L'INTERVISTA DEL GIOVEDI' "

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NOVITA' - INTERVISTE AGLI AUTORI DI LARIOINPOESIA
Obiettivo puntato: protagonista il singolo Autore


A partire dal prossimo mese di marzo, sarà attivo e cliccabile il link-box di collegamento diretto: l'immagine che vedete qui sopra (e che sarà evidenziata nella barra di destra) vi condurrà al nostro nuovo blog, direttamente collegato a larioinpoesia:
COMOINPOESIA-NEWS Autori- "L'intervista del giovedì ".

Il nuovo blog sarà inaugurato con l'inserimento delle prime tre Interviste all'Autore, cui man mano seguirà, ogni giovedì, l'inserimento di un altro protagonista.

Ogni Autore di larioinpoesia che lo desideri, disporrà perciò di uno spazio personale in cui raccontarsi, rispondendo a cinque domande - ed inviando una propria fotografia.
La pagina di ciascun Autore sarà anche 'linkata' cronologicamente a tre fra le sue poesie già precedentemente apparse on line su larioinpoesia.

I primi tre Autori che abbiamo pensato di presentarvi, sono:

- ANTONIO SPAGNUOLO
- DANIELE RIVA
- ANTONIA MIGLIARESI

ma, poco alla volta, ci sarà sicuramente uno spazio per dare voce a ciascuno di voi, cari amici Autori e protagonisti di larioinpoesia...


Luciana Bianchi Cavalleri - comoinpoesia
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Quel ramo del lago

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Poco a poco scolora la luna
sui narcisi appassiti sul balcone.
L'onda del silenzio
corre sull'acqua di manzoniana memoria
ove si specchia l'alba
dal bianco vestito
intrecciato di fili azzurri e rosa.
Tra le canne
il gracidio d'una rana innamorata
è soffocato dal giorno che nasce.
Un nodo serra la gola:
il film del ricordo
stende fotogrammi di un amore
-bagnato nel lago-
sull'ombra delle foglie
che scherzano col leggero sospiro dei monti.
Da sotto le palpebre
di chiusi occhi
quale sorgente che trabocca
scendono lacrime.

da Giovanni De Simone - (Traona - SO)
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