- fotografia panoramica: Franco A. Cavalleri -

Per leggere tutte le poesie sinora pubblicate su larioinpoesia: scorri in basso, sino ad incontrare l'ultima poesia.
Noterai la scritta "Post più vecchi". Cliccandola, incontrerai via via tutte le pagine inserite, a partire dal gennaio 2008.

mercoledì 16 dicembre 2009

Onda

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Corri,
onda che vieni
lieve e serena
verso la riva.
dove io t'attendo.

Canta
quella tua eterna
dolce canzone
da sempre udita
fin da bambino

Ridi
con la tua schiuma
che brilla al sole
con lui celiando
vivace e allegra.

Parla
con quella voce
che mi sussurra
piano da tempo
dolci parole.

Splendi
con i riflessi
lattei, di perla
della tua cresta
gaia ed estrosa.

Gioca
col verde muschio
ch'è sopra i sassi
tondi e lucenti
lungo la riva.

Liscia
amorevole
questa mia mano
che vai bagnando
mentre la porgo.

Chiama,
da sempre amica,
a grandi frotte
i miei ricordi
più dolci e cari.

da Emilio Montorfano - (Milano)
.

Poesie natalizie lariane

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- "IL NATALE DI COMOINPOESIA" - (clickka la scritta!)

LE
VOSTRE POESIE NATALIZIE
ambientate o scritte sul
NOSTRO TERRITORIO.


Partecipate con la vostra poesia, inviandola a: ventifebbraio@iol.it
(maggiori informazioni sul precedente post del 13 ottobre)


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Pioggia primaverile lariana

.


Cheta plana la soave pioggia primaverile lariana,
essa ammara linda, liliale,
alcunché potrebbe lederne o deturparne l’illibata sussistenza eterea;
tale eccelsa leggiadria ingenera un’edenistica eufonia
la cui idilliaca ambrosia permea qualsivoglia venustà siderea.
Apollineo riverbero traluce sublime asservendo brumose prostrazioni avverse:
ignea folgore brandisco gagliarda allorquando l’aggraziata coltre piovosa
soffonde ieratica laceranti cremisi rimpianti dei quali il vessatorio,
stentoreo gemito è tramutato in un’effimera, evanescente eco.
Madide, roride gocce nivee aspergono ed irrorano l’ecumenica natura
raggiando l’olimpica cristallina beltà maliarda.
Seppur euritmici firmamenti non sfoggino cerulei barlumi
ebbene il virgineo fluido che lacrima dalle sue mere, portentose volte
trascende ardimentoso e plasma ineffabile tersezza ovunque.
Inemendabile, inintelligibile virtù cagiona suddetta divina acqua:
aitante, fulgente albore circonfonde il viscerale, linfatico nucleo
dal quale sempiterna genesi ferve indefessa.
Afrodisiaca pioggia primaverile oggi procrei preternale, rutilante, vivida luminescenza.

da Daniela Magni - (Usmate Velate - MB)
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domenica 13 dicembre 2009

I blog di comoinpoesia ospiti a "Zerotreuno" di Espansione TV

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mercoledì 9 dicembre alle ore 20.45 (ed in replica, sabato 12 dicembre stessa ora),


comoinpoesia - larioinpoesia
ed il nuovo BLOG "Il Natale di Como e del Lario in poesia"
sono stati ospiti della rubrica televisiva serale "ZEROTREUNO" di ESPANSIONE TV, condotta da Dolores Longhi.

Ringraziamo per il gentile invito
Claudia Fasola
e la Redazione di Espansione TV
.

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venerdì 11 dicembre 2009

Tornare

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Vorrei cambiare la vita,
tornare indietro negli anni
per ritrovare la forza
del vecchio tempo perduto.
È tarda sera e il mio lago
è verde per i riflessi
della corona di monti
che cingono le sue coste.

Vorrei tornare nel tempo
e cominciare daccapo,
ritrovando dentro di me
tutte le forze perdute
e il fuoco dentro le vene
e tante gioie smarrite.
In questa sera di rosa,
ripenso al tenero anello
di femminee braccia al collo,
a dolci sguardi d'amore,
a delle morbide labbra
capaci di darti un sogno,
e riprendere a sentirmi
vivo d'una linfa nuova
in queste mie membra stanche
e per ritrovarmi ancora
in questa terra diletta
tra tante persone e cose
che ormai da troppo tempo
sono soltanto ricordi.

da Emilio Montorfano - (Milano)
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martedì 8 dicembre 2009

Nostalgia de aguas - (Nostalgia di acque)

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(dedicata al lago di Como)

Mujer,
eres como el lago
que acaricia tus pies,
mar
confundido entre montañas
y campanairos,
el otoño
nos regalò las hojas y los colores,
repartidos
en manantial de voces.
Tus ojos
son como el lago
que baña todos los dias
tu mirada de agua,
los adoquines te recuerdan
en las huellas dispersas
que adornan la plaza,
y los muros altos
que custodian tu casa. Mi corazón distante,
perdido en parajes remotos,
viaja
en su nube de nostalgia
y sobresalto,
se aferra a tus pies,
a tus ojos
y a tu boca
y
se va a navegar por el lago
cuando llega la tarde.
A veces
subo la montaña
para recoger en sueños
los copos de nieve
que visten de gala
este día de fiesta,
y
me siento a descansar
sobre la hierba
en espera de tu llegada
cuando
cae la noche.


da Lazaro Miranda Chirino - (Cuba)


Traduzione in lingua italiana:

NOSTALGIA DI ACQUE

Donna,
sei come il lago
che accarezza i tuoi piedi,
mare
nascosto tra montagne
e campanili,
l’autunno
ci regalò le foglie e i colori,
divisi
in sorgenti di voci.
I tuoi occhi
sono come il lago
che tutti i giorni bagna
il tuo sguardo d’acqua,
i selciati
ti ricordano nelle orme disperse
che adornano la piazza
e i muri alti
che proteggono la tua casa.
Il mio cuore lontano,
perso in paesi diversi,
viaggia
nella sua nube di nostalgia
e d’angoscia,
s’afferra ai tuoi piedi,
ai tuoi occhi
e alla tua bocca
e
va navigando per il lago
quando cala la sera.
A volte
salgo sulla montagna
per raccogliere nei sogni
i fiocchi di neve
che vestono di gala
questo giorno di festa,
e
mi siedo a riposare
sopra l’erba
aspettando che tu arrivi
quando
scende la notte.

da Lazaro Miranda Chirino - (Cuba)

- poesia pervenutaci tramite Giovanni De Simone (Traona, SO)
che ne ha attestato il consenso d'Autore


.

venerdì 4 dicembre 2009

Mattino di nebbia sul lago

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Sul lago addormentato
fluttuano sacche di nebbia
I loro lembi sfilacciati
baciati dai primi raggi di sole
pendono come ragnatele d’oro.

da Giovanni De Simone - (Traona - SO)
.

Paesaggio lacustre lecchese

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Grigie ferite
contornate da una spatolata di verde
si lavano nelle acque del lago
che con voce rotta
chiama a lungo
alberi che non rispondono:
sono stati divorati
con radici e roccia
dalla voracità dell’uomo.

Negli occhi lo scempio
nel cuore dolore e rabbia.

da Giovanni de Simone - (Traona - SO)
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lunedì 23 novembre 2009

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Un ringraziamento particolare a Paola Mara De Maestri curatrice della rubrica "Bottega Letteraria", per la sua gentile intervista di presentazione di comoinpoesia e larioinpoesia (e dell'iniziativa "il Natale lariano") allegata a "L'Gazetin" - ed anche la Direzione di TellusFolio.it - per lo spazio riservatomi nelle rispettive pubblicazioni ed in web.
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Collegamento a: INTERVISTA
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venerdì 20 novembre 2009

Novembre

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Come foglia al vento
Spazzata in turbinio
con altre mille
mi spingo a cadere
dal segreto di un ramo
in futura solitudine..
per adagiarmi su selciati
oro e arancio.

Percorro la strada
in declino
accanto al mio cane
che corre al fianco
ignaro della vita
e dei suoi misteri

Ora e sempre
Ancora
ora e sempre.

Ciclo di cieli
oscurati dalla pioggia
avvolti dalla nebbia
dove nulla e’ perenne
ma danza in vortici
di morti apparenti.

Nel respirare il vento..
tuffo lo sguardo
nel lago setoso
assopito e distante
circondato dal tramonto azzurrino.
E’ una pietra immensa
Incastonata come un gioiello
In attesa della notte.

da Luciana Schnyder - (Como)
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giovedì 19 novembre 2009

Inviateci le VOSTRE POESIE a tema: IL NATALE di COMO e del LARIO...

. fotografia: Felice de Paoli - (Como Piazza Duomo, Natale 2004)



Come già comunicato nel precedente post del 13 ottobre scorso, comoinpoesia inaugurerà, il prossimo primo dicembre, uno specifico NUOVO BLOG, espressamente DEDICATO AL NATALE LARIANO descritto in poesie ed immagini.

Le tradizioni, i ricordi, gli aspetti natalizi del nostro territorio saranno presentati e descritti attraverso LE VOSTRE POESIE.

Inviateci al più presto il vostro "contributo poetico", per la pubblicazione in web: ventifebbraio@iol.it
.
.

La passeggiata dell'amore, a Varenna

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In tenero abbraccio
lungo la sponda,
malinconico il lago
velato da nuvole grigie
i passi accompagna,
danzan con l'onda
sommessi bisbigli,
sulle rose scarlatte
che stringe al suo petto
la pioggia ricama
parole d'amore,
le legge soltanto
il suo giovane cuore,
torna alla coppia
splendente il sorriso
se un raggio frattanto
di sole dischiude
del Lario l'incanto.

da Piero Pizzi - (Lecco)
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La mia aria

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Quand hoo dervii i veder de la finestra,
m’è vegnùu incontra el respirà del vent,
ch’el riva de lontan denter la casa
dopo avè carezzàa l’onda del lagh
e i fior di bei giardin ch’hinn drée a la riva.
L’aria la me impienìss tutt i polmòn
e, allora, d’on tratt me par de rinass.
Sto vent cald l’è come el fiaa de la terra,
de la mia terra e di ond del mè lagh,
l’è on gran bàlsem ch’el me s’ciariss la vita.


[Quando ho aperto i vetri della finestra,/ m’è venuto incontro il respiro del vento/ che giunge da lontano dentro casa /dopo avere accarezzatol’onda del lago/ e i fiori dei bei giardini che sono sulla riva./ L’aria mi riempie tutti i polmoni / e, allora, mi sembra di rinascere. / Questo vento caldo è come il respiro della terra, / della mia terra e delle onde del lago, / è un gran balsamo che mi rischiara la vita.]

da Emilio Montorfano - (Milano)
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martedì 17 novembre 2009

Il Duomo

.
fotografia: Franco A. Cavalleri


Nello scrivere dei versi,
nel cantare la mia terra,
poco ho donato al mio Duomo
che non ho mai smesso d’amare.
Tempio che ho sempre ammirato,
con i suoi marmi chiari
e quelle antiche sculture,
che io ho venerato da sempre.
Ogni volta che supero
la sua soglia per trovarmi
nelle grandiose navate,
è come entrare in un bosco
di penombra e di sussurri,
che hanno visto da secoli
le tante mani congiunte
di peccatori e di santi
nel cercare misericordia
presso la pietà divina.
.
da Emilio Montorfano - (Milano)
.

martedì 10 novembre 2009

Inviateci le VOSTRE POESIE a tema: IL NATALE di COMO e del LARIO...

. fotografia: Felice de Paoli - (Como Piazza Duomo, Natale 2004)



Come già comunicato nel precedente post del 13 ottobre scorso, comoinpoesia inaugurerà, il prossimo primo dicembre, uno specifico NUOVO BLOG, espressamente DEDICATO AL NATALE LARIANO descritto in poesie ed immagini.

Le tradizioni, i ricordi, gli aspetti natalizi del nostro territorio saranno presentati e descritti attraverso LE VOSTRE POESIE.

Inviateci al più presto il vostro "contributo poetico", per la pubblicazione in web: ventifebbraio@iol.it
.
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sabato 7 novembre 2009

Memorie di casa

.
fotografia: Franco A. Cavalleri


Ogni dì pensi alla terra
dove on dì mi sont nassùu,
là, in riva del me lagh legriòs,
el Lario che mi porti in coeur,
saràa-su in del verd di mont,
cont la soa sponda amisa,
parada de cà oggettant,
de paès, che, sorident,
rampeghen su sparpaiàa
per i cost de la montagna.
Gh’hoo semper in la mént i ond
cont la lor scuma bianca
e quel volà de gabian,
che soravia sgarissen.
Dalla mia lontananza,
mi semper la regordi
in di dì de primavera,
quand el persech el fioriss
e la primula la sboggia
cont i margaritt del pràa
e, insemma e sbarlusént,
speccien i bei roeus de màgg,
prima della calda estàa
cont el sò bel ciel turchés.
Gh’hoo semper in ment i colòr
della bella estàa indoràda
e quei dell’autùnn scaròs,
ch’el va adrèe a pennellà
tutt i bosch de ross e d’or,
e el gran silenzi invernàl,
cont el fioccà de la nev
ch’el riciama tutta la gent
al romantich calor del ciòcch.


[Ogni giorno penso alla terra,/ dove un dì sono nato,/ là, in riva al mio lago ameno,/ il Lario che ho nel cuore,/ chiuso nel verde dei monti,/ con la sua sponda amica,/ ornata di case occhieggianti/, di paesi, che, sorridenti,/ si arranpicano sparpagliati/ sui fianchi delle montagne./ Ho sempre in mente le onde/ con la loro schiuma bianca/ e quel volo di gabbian/ che stridono sopra./ Dalla mia lontananza,/ io sempre la ricordo,/ nei giorni di primavera,/ quando il pesco fiorisce/ e la primula sboccia/ con le margherite del prato/ e, insieme e luminose,/ attendono le belle rose di maggio,/ prima della calda estate/ con il suo cielo turchese./ Ho sempre in mente i colori/ della bella estate dorata/ e quelli dell’autunno luminoso,/ che va a dipingere/ tutti i boschi di rosso e di oro,/ e il gran silenzio invernale,/ con il fioccare della neve,/ che richiama tutta la gente / al romantico calore del ciocco.]

da Emilio Montorfano - (Milano)
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Il fiume

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nella fotografia: il fiume Adda


Il fiume, sono certo,
mi parlava.
Ascoltavo,guardavo...
non capivo.
"Vorrò di lui
ricordarmi i colori
dei giorni belli
e brutti".

Ho chiuso la finestra,
ho chiuso gli occhi.
Mi si è aperto il cuore.

da Alberto Calanchi - (Chievo VR - inviata da Canzo CO)
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giovedì 5 novembre 2009

Lezzeno

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"Lezzeno, vista dai Sassi Grosgalli" - fotografia di Felice De Paoli
(un invito a visitare il suo sito fotografico , ricco di immagini lariane)



Ricordo quel tuo borgo,
sparso lungo le sponde
rocciose del mio lago,
quella Lezzeno ombrosa
che ti ha dato i natali,
dove, mi hanno detto,
che mai si vede luna
nelle notti d’estate
e che non splende il sole
nel cielo dell’inverno.
Ma, quando il barcaiolo
mi portava al tuo approdo,
tu mi davi la luce,
mia splendida Manuela,
eri tu la mia luna
e la luce del sole.


da Emilio Montorfano - (Milano)

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domenica 1 novembre 2009

In ricordo di Alda Merini

“Non cercate di prendere i poeti, perché vi scapperanno tra le dita” - (Alda Merini)


La "poetessa degli esclusi", nata il 21 marzo del 1931, aveva 78 anni.
Si e' spenta oggi a Milano, nel reparto di oncologia dell'ospedale San Paolo.
La sua opera letteraria e' considerata tra le piu' importanti del Novecento italiano.Umanità, sensibilità, fisicità, imprevedibilità ed anticonformismo hanno sempre contraddistinto la sua produzione poetica.
Il suo arcobaleno d'immagini in parole, da oggi è salito... a decorare il cielo.



"Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all'orecchio degli amanti....
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi."

Alda Merini (Terra d'Amore 2003).
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domenica 11 ottobre 2009

Partecipate a: "IL NATALE di COMO e del LARIO...in poesia..."


Sarebbe simpatico, riuscire a "costruire" insieme qualcosa di speciale, prima dell'inizio di dicembre... (E' ancora molto presto per pensarci, è vero... ma il tempo, corre così velocemente...)
Proviamo, insieme, ad offrire un completo ed ampio spazio a ricordi, storie, tradizioni, fascino, religiosità delle festività natalizie (ma anche del capodanno, della "befana"), così come noi stessi li viviamo - o come venivano vissuti nel passato, sia esso remoto o recente.

Ogni aspetto delle ricorrenze natalizie, avrà una sua particolare luce e sarà sicuramente assai piacevole, leggere le mille sfaccettature e la vostra personalissima accezione del Natale lariano.
Inviate le vostre poesie riguardanti il Natale, ambientate nel nostro territorio. Saranno accolte e compariranno in un nuovissimo spazio web, completamente dedicato al "nostro" Natale lariano.

...Se anche voi siete d'accordo... allora... proviamoci...!
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Inviate le vostre poesie a: ventifebbraio@iol.it
.

venerdì 9 ottobre 2009

La barca

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La barca legata al molo,
priva di guida e di vita,
danza e traballa sulle onde
scosse dal vento nel lago,
mentre una pioggia battente
sferza impietosa il suo legno
e crea infinite bolle
sull’acqua inquieta e ingrigita.
Lontano è il sole d’estate
e le foglie del gran faggio
giacciono a terra ingiallite,
spente da un tempo che passa
per tutti inesorabile
lasciando solo rimpianti.
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da Emilio Montorfano - (Milano)
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venerdì 2 ottobre 2009

La magia del lagh

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El passa el teved del sô
tra i ram del glicin fiorii
intanta che l’acqua quiètta
la sòna ona musica dolza.

In su la bianca tovaja
del ristorant in riva al lagh
a foo, timid, di disegn
cont i freguj del pan.

Ghe vòj in del biccer
on poo de vin bianch fresch,
pian pian ghe ciappi la man
e cominci a cicciarà.

El sò “si” voraria sentì
per fà insèma la stessa strada,
ma in di dent a la topicca
quella fras inscì scuntada.

Dai campann de la gesètta,
riflessa in del spècc celèst,
se sent a batt i or,
e on gabbian se leva in vol.

Passa a svelta el temp amis,
se alternen ridad e sguard
in quella magica armonia
de gioeugh d’acqua e de color.

El dòpdisnaa ormai el ghe fassa,
ghe foo la domanda con la vos che trèma,
el sò “si” el me impieniss el coeur
e ona vitta cominciaremm insèma.

In su l’acqua, intanta, du germanòtt
se pòsen con eleganza:
tutt e dùu je vardom
e l’amor la balla intorna a nunch.

da Renato Baroni – (Bovisio Masciago - MB)
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..
- Per chi non fosse lariano... ecco la versione in lingua italiana:
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"L'INCANTESIMO DEL LAGO"
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Filtra il tepore del sole/ tra i rami del glicine fiorito/ mentre l'acqua quieta/ suona una dolce melodia.Sulla bianca tovaglia/ del ristorante in riva al lago/ faccio, timido, disegni/ con briciole di pane.Le verso nel bicchiere/ Un po' di vino bianco fresco,/ piano piano le prendo la mano/ e comincio a chiacchierare.Il suo "si" vorrei sentire/ per intraprendere insieme la stessa strada,/ ma inciampa nei denti/ quella frase ormai scontata.Le campane della chiesetta,/ riflessa nell'azzurro specchio,/ battono i rintocchi/ e un gabbiano stride in voloScorre in fretta il tempo dolce,/ si alternano sguardi e risa/ in quel magico intrigo/ di colori e giochi d'acqua.Nel meriggio che ormai ci avvolge,/ tremante la domanda pongo;/ il suo "sì" mi allieta l'animo,/ una vita insieme inizierà.Sull'acqua, intanto, due germani/ si posano con grazia:/ entrambi li guardiamo/ e l'amore danza intorno a noi. (da Renato Baroni – Bovisio Masciago - MB)
.
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martedì 22 settembre 2009

Pensieri sulla riva del lago

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fotografia: Franco A. Cavalleri


Incanta lo sguardo l'azzurro del lago,
il dolce suo abbraccio innamora,
comete d'argento il remo solleva
danza sull'onda leggera la barca
trafitta da un raggio di sole scompare,
portava lontani ricordi
la notte li vede la luna.

da Piero Pizzi - (Lecco)

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sabato 12 settembre 2009

Sera d'agosto

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Torrido è stato il giorno
e, sul far della notte,
sto sotto il grande albero
presso il quieto ruscello
con una luna rossa
come sangue e sfocata
da un velo di foschia.
La vecchia bicocca,
che qui sorge sul greto
del lago rabbuiato
è un castello incantato
con le tegole rotte
del suo tetto cadente.
A rompere il silenzio,
c’è solamente il vento
ancor caldo di sole.
Tutto sembra svanire
lentamente nel tempo
come ogni cosa intorno,
che nasce, vive e muore.

da Emilio Montorfano - (Milano)
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mercoledì 9 settembre 2009

Lago e cielo

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Oggi non azzurreggia il lago,
solo bagliori plumbei e lunghe striature,
come nervi tesi, a fior di pelle.

Forse pioverà…
Solo nel pensiero rive assolate,
solo nel pensiero i luminosi azzurri dell’estate.

Il cielo oggi pare proprio maldisposto.
Ma ecco, all’improvviso, un alito di vento
riporta profumi antichi che pronta riconosco.

Olea fragrans e frutta che matura.
Annega la malinconia. Sull’onda grigia,
ancora una volta, trionfa la Natura.

da Rosa Maria Corti - (Lenno - CO)
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sabato 5 settembre 2009

Frescura

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fotografia: Franco A. Cavalleri


Ave, fresca brezza
d questa mattina,
che snebbi la mente
dai grevi persieri
lasciati dal buio
della scorsa notte,
densa di immagini
di inquieti ricordi.
È bello sentirti
amica sul viso,.
sfiorarmi la pelle
con dolci carezze.

Da dove provieni,
balsamica amica,
che porti il profumo
dei boschi e dei fiori
delle care valli
che fan da corona
a questo mio lago?
Hai fiato leggero,.
un tocco di piuma
com’eran le dita
care di mia madre
quando al mio risveglio
con un velo d’acqua
mi aprivano gli occhi
per il nuovo giorno.

da Emilio Montorfano - (Milano)
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domenica 30 agosto 2009

COMO - PAROLARIO 2009


In concomitanza con la
"FIERA DEL LIBRO"

dal 29 agosto al 13 settembre 2009,
si svolgerà la nona edizione di PAROLARIO
(clicca per consultare il programma)


Tema conduttore di questa edizione:
"IL VIAGGIO".
Un viaggio lungo sedici giorni, rimanendo sempre seduti in riva al Lago di Como.


La novità di quest’anno è la collaborazione con la città di Cantù che in parallelo al calendario comasco ha organizzato diversi eventi.





larioinpoesia propone alla vostra attenzione l'appuntamento di
giovedì 3 settembre,
ore 16.00:

"FRA NAADAM E INTERNET - LA MONGOLIA NEL 21° SECOLO"


Alessio Brunialti introduce e dialoga con l'autore:
Franco Alessandro Cavalleri


Il libro si propone di uscire dagli stereotipi turistici dei grandi spazi, dei silenzi, dell’avventura comunemente utilizzati e pubblicizzati, per mostrare la faccia vera della vita quotidiana di un paese a cui l’Europa e gli Europei, senza saperlo, devono molto.




n.d.r. AGGIORNAMENTO
immagini della presentazione svoltasi il 3 settembre a Parolario:








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sabato 22 agosto 2009

Il lago dal balcone

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Le ombre scivolano vive e
s’alternano con chiazze di luce
sulle rive del lago.
Le barche ancorate riposano e
si muovono come l’altalena
in armonia con i ritmi segreti dell’onda.
I moli riflettono nelle acque specchiate
una realtà fittizia e caduca.
Momenti di caldo e di fresco
s’alternano ad altri
di sereno e di tempesta,
i lampi di fulmine come dardi epifanici
sul nero abissale.
La notte dal balcone
le città lontane con le luci intermittenti
come alberi di natale.
Le barche a vela come di carta
minuscole,
cigni di origami o gabbiani che galleggiano?,
si muovono al soffio
di un bambino invisibile
e le torri intorno,
matite che segnano le ore
su una lavagna celeste.

da Patrick Sammut - (Malta)
(blog personale dell'autore: PJS.Sammut)
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venerdì 21 agosto 2009

Al mio ritorno

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fotografia: Franco A. Cavalleri


Il lago è ancora più bello,
al mio ritorno si è fatto più bello.
Sorridono gli occhi,
riconoscente la pelle
accetta la carezza del vento
che riporta noti sentori.
Quest’azzurrità è il mio mondo,
qui s’intrecciano sogni
che profumano di rose e viole,
qui raccolgo a piene mani
frammenti di pura bellezza.
Presto giungerà il tempo silenzioso,
si spegnerà lo stridio della cicala,
s’involeranno le rondini
verso azzurre lontananze.
Il segreto è conservare negli occhi
la luce di un giorno in cui,
anche per un solo attimo,
si è stati felici, si è sentito
che si poteva essere felici.

da Rosa Maria Corti - (Lenno - CO)
.

Sguardo dall'alto

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Una minuscola umanità
numerosa come formiche
si bagna nelle acque
unguento del lago eterno...
Una piccola umanità
senza attimi di riposo
all’ombra dei verdi pendii
e i tetti rossi
scacchiera sulla quale si segna
il nostro destino
a nostra insaputa.
Le ruote dei ciclisti,
che guardano avanti, in tanti,
girano e girano
fino allo stordimento estremo.
Le nicchie e le piccole chiese
si nascondono negli angoli e negli anfratti
della montagna
e offrono una forza illusoria
all’umanità cascata
che un giorno si ricongiungerà
con il lago rappacificante.
Il vento porta dall’alto
i suoni dei campanellini delle capre
pascolanti
e lo sguardo riposa sulle
cime appuntite
macchiate dalle nevi
sopravissute al caldo estivo.

da Patrick Sammut - (Malta)
(blog personale dell'autore: PJS.Sammut)
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