- fotografia panoramica: Franco A. Cavalleri -

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martedì 31 luglio 2012

Waka 2 - Un canto d'acqua...



un canto d'acqua:
l'Adda entra nel lago
farfalle bianche
ondeggiano al sole
richiamo di airone

da Giovanni De Simone - (Traona - SO) 


n.d.r. : 
Il  "WAKA"   (5-7-5-7-7) è il padre dell'HAIKU.(5-7-5)
.
.

lunedì 30 luglio 2012

In barca, a Piona



Notte calma,
lago scintillante,
le pleiadi accompagnano
il volto corrucciato
della luna, lassù,
porto dei ricordi.
Non dormo...penso
i tempi fuggiti...
lontano ormai da me,
la felicità, spezzata
da volontà assurde,
insulse gelosie;
gli amori finiti,
la vita mia …errata,
troppo amore,
mal ricambiato
per incomprensioni,
paura del nuovo.
Vedo una luce,
il bagliore si avvicina,
lentamente, poi veloce
mi sfiora una carezza,
soave, tenera, dolce,
mi giunge all' anima e
l' acquieta, un batter di ciglia,
una strizzatina d' occhi, verd’azzurri,
di complice intesa,
sei TU.
Tutto svanisce,
casco in un profondo
oblio, dormo felice.

da Gianluigi A. Saporiti - (Como)
.

sabato 28 luglio 2012

A Menagg / A Menaggio - (poesia in dialetto lariano)

- la foto del giardino, a destra nell'immagine, è dell'Autrice G. Anzani -


- originale, in dialetto lariano: 


A MENAGG

Gh’è ’n pòst scundüü
dadree d’un bèll mür
un vial cun l’èrba
che spunta fra i sass
un pen, ’na magnòlia
’na mòta da fiur culuraa.

Pò mia mancà ’na bancheta
e in fund
una cà piscinina
nasüda ’me ’n fung.

quand ul sû al declina
e l’aria
la dispèrd i prufömm
gh’è ’na fèsta
cun cent invidaa
stregh e fulètt
che bala so ’l praa.

«Venga avanti! *
solo lei può godere del fresco
sentire il profumo dei fiori
e vedere il fringuello che beve».

’Na rana ’me ’n marmu
la ma varda da sbièss.

 * (Il giardino è incantato)

(Giuliana Anzani)



- versione in lingua italiana:

A MENAGGIO

C’è  un  posto  nascosto
dietro  un  bel muro
un viale conl’erba
che  spunta fra i sassi
un  pino, una magnolia
tanti fiori colorati.
Non può mancare una panchina
e in fondo
una casa piccolina
nata come un fungo. 
 Poi
quando il sole declina
e l’aria
disperde i profumi
c’è una festa
con cento  invitati
streghe  e  folletti
che  ballano sul  prato. 
«Venga avanti!
solo lei può godere del fresco
sentire il profumo dei fiori
e vedere il fringuello che  beve».  
Una rana come di marmo
mi guarda di traverso.

da Giuliana Anzani - (Albavilla - CO)
.

sabato 7 luglio 2012

Giugno 2012


È un giugno caldo, di fuoco
e non sopporto la vampa
di questo sole che brucia.
Allora penso alla terra
cara  dove io son cresciuto
in un’epoca felice
con tante persone care.
Penso alla vela sul lago
che corre lieve sulle onde
mandandomi spruzzi d’acqua
freschi di schiuma brillante
come carezze del lago.
Penso al limitare del bosco
con l’ombra fresca dei rami
tra i quali scorre una brezza
che si profuma leggera.
Penso alle alte poiane
che con le loro ali aperte
disegnano cerchi in cielo.
Penso a quel silenzio grande
che culla tutti i miei sogni
e i miei ricordi più cari.

da Emilio Montorfano - (Milano)
.

Como è lontana - (Lipogramma)



 
Lipogramma  *
- Lettera proibita   i


la notte col tamburo sul petto
desta la luna addormentata
con la testa fra le nuvole

sul vetusto albero del lungolago
canta un gufo
canta con le onde
mosse dal vento
col pugnale del sole nel cuore

le montagne guardano
un punto lontano
dove l'amore bagnato
prende una stella per mano
e corre su onde frantumate

l'acqua porta fuoco che urla
ma
Como è lontano
e non ode
la voce rotta della pena
che affonda nel nero folle dell'amarezza

Como è lontano
la barca ha un solo remo
rotto
e una falla a prua
tutto è rotto
tutto è senza luce
e non resta che tacere
mentre la febbre
sale e scende
la scala del dolore.

da Giovanni De Simone - (Traona - SO)

( * )  n.d..r.
-  secondo la definizione di Wikipedia,

"un lipogramma (dal greco lèipo = lascio; e gramma = lettera) è costituito da un testo in cui non può essere usata una determinata lettera.. In pratica, si prende un testo normale e lo si riscrive, sostituendo ogni parola che contiene la lettera proibita con un suo sinonimo che non la contiene. Il suo inverso si dice TAUTOGRAMMA."  (cfr:  http://it.wikipedia.org/wiki/Lipogramma )
.

E' notte fonda a Tremezzo... - (Per un'amica lontana )


E' notte fonda a Tremezzo,
calura, afa , calma di vento,
solo la luna risplende alta in cielo,
non posso chiuder occhio,
un uragano di pensieri
cavalca nella mente mia.
non ho pace, dolori...
lancinanti in tutto il corpo,
sogno... vedo il mio lago
le mie montagne, Te , amica mia,
gli occhi furbi, le chiome raccolte,
la voce suadente e squillante.
Ricordo con piacevole dolore
le dolci parole non dette
e le soavi carezze non scambiate
e i teneri baci non dati,
solo languidi sguardi,
furtivi, di soppiatto.
Il tempo vola via in questo
onirico mirar la luna,
silente , curiosa e birichina
che tutto vede, tutto sa .
La brezza mattutina porta refrigerio,
la pieve il suon dell' ora;
nella pace, Oblio riempie la coppa
e Morfeo mi protegge tra le sue
accoglienti braccia...
il sogno svanisce...
domani si vedrà.

da Gianluigi A. Saporiti - (Como)
.

venerdì 29 giugno 2012

Giorno di mercato, a Como


Nel caos del giorno di mercato
cammino osservando in silenzio
strade conosciute.

Cerco nella scansione dei volti

la muta fretta dei passanti.

I rossi muri di porta Torre,

le sferraglianti rotaie
invadono il mio spazio,
scruto le insegne di strade
agli occhi lontani degli altri.

Mi attardo al mercato,

in un bar con volti sconosciuti,
sosto in attesa al semaforo,
percorro infinite viuzze,
forse senza saperlo
sto ancora cercando,
la pace del lago.

da Riccardo Avanzi - (Fino Mornasco - CO)
.

giovedì 21 giugno 2012

Dongo



dall'antica Via Regina
ti specchi nell'acqua
e giochi con le onde
ti rivedo “Dung":
lontano
appaiono ore transfinite
che tu
ebbro d'eterno
divorasti nell'incorporeo silenzio
muovevamo l'acqua con le mani
e
riflesso negli occhi
guardavamo l'amore
catturato nella piazzetta Rubini
ride la brezza che sussurra
il tuo laghée e il mio napoletano
oh! quante emozioni intense
sono morte qui: esalazioni di tempo
mutate in gravide gocce sul cuore
il lago non è più lago
ma una porta chiusa
e io
busso ai gabbiani.

da Giovanni De Simone - (Traona - SO)
.

martedì 12 giugno 2012

Seguo il volo di un gabbiano




dietro la corsa delle nuvole
il gabbiano in cerca di parole
affonda il suo volo
nel silenzio azzurro paradiso

l'eco delle sue ali
cade nello specchio
cieco dell'orizzonte
tra ombre di malinconia

l'acqua del lago
non prova nessun dolore
significati-va-mente


da Giovanni De Simone - (Traona - SO)
.

Statale Regina - (Per un'amica)



Piangevo,
urlaro dal dolore;
arrivò la Pasqua ,
la mia quaresima continuò,
solo il desiderio di rivedere
i miei monti, il mio lago,
il color del cielo, gli occhi tuoi,
il canto del vento tra le tue chiome,
il tuo profumo,
mi han ridato la forza
di vincere, ancora una volta,
le infemità.

Piove,
triste il cielo e l'anima mia.
Guido per la scivolosa,
trafficata via Regina,
Villa d' Este, Villa Carlotta,
Bellagio di fronte 
Varenna dall' altro lato.
gallerie, ponti,
una ciminiera mi fa vibrare,
sto arrivando alla sognata meta,
Musso, Dongo, Domaso
vento, spruzzi, poi… ci sei tu
un caldo saluto,
un lungo abbraccio, sono
finalmente felice.
Ti provoco,
i tuoi occhi taglienti 
mi affettano,
e' cio' che desidero:
un dolce soffrire nell' anima,
gioire dentro
per un dolore-piacere
infinito.

da Gianluigi A. Saporiti - (Como)
.

mercoledì 30 maggio 2012

Incontro a Sorico



un sole invecchiato
si trascina ai bordi del giorno
il vento freddo porta odore di lago

il viaggio d'amore
volge alla fine
e il cuore
si abbandona al vuoto senza lottare
ma
la luce vestita di poesia
si ferma un istante
e fissa il mio volto
nell'incerto tramonto

la parola si apre
in un saluto che
regge la trasparenza
di una offerta d'amore

...la notte non è
più una bugia.

da Giovanni De Simone - (Traona - SO) 
.

Lago di Lecco - (Haiku)




lago di Lecco
l'oscuro cielo geme
notte insonne.
 
da Giovanni De Simone - (Traona - SO)
.

Lario convulso - (Haiku)





Lario convulso
due cigni acquattati
triste canto

da Giovanni De Simone - (Traona - SO)
.

martedì 29 maggio 2012

Come spuma sulle onde del lago





grappoli di luci
cadono tra le gambe del Lario
il vento li agita
come spuma sulle onde del lago

sulla desolata riva
con passi segreti
camminano languide ore
portando fresche sorsate di pace

come uccello libero
da gabbie di chiarore
l'anima prende il volo
fra lago case e cielo

la notte di “belàas”
cerca di coprire i ricordi
che scivolano leggeri
come spuma sulle onde del lago.

da Giovanni De Simone  - (Traona- SO)
.

Giro di vento




Un giro di vento è sceso dal colle
che veglia sul Lario e le sue sponde.
Varcato  ha le soglie di umane speranze
che anelano a luoghi a misura di uomo .
Tra cinte e transenne di tristi cantieri
alla briglia  di un fante ormai senza gloria
s’inarca la schiena e la fluente criniera
di  cheti destrieri  che non sono più tali .
A nuove scommesse ora punta il consenso
di una Como che ha scelto altri cavalieri
sotto un cielo  coperto di nuvole grige
ora cerca dei varchi di azzurro e di sole. 

da Pierangelo Giussani - (Cernobbio - CO)
.

lunedì 21 maggio 2012

TERREMOTO EMILIA, AIUTI: APERTO UN CONTO CORRENTE PER LA SOLIDARIETA' - ( 2 poesie da S. Felice sul Panaro (MO), di Francesco Mandrino)

TERREMOTO EMILIA:
 
Aperto dal COMUNE di MODENA un apposito CONTO CORRENTE

sul quale far confluire versamenti a scopo di aiuto e solidarietà.

Codice Iban:  

IT52M0200812930000003398693
indicando la causale 

"terremoto maggio 2012"
(Unicredit - piazza Grande, Modena)





n.d.r. - in data 29.10.2012
ho ricevuto una mail da S. Felice sul Panaro (MO) .  
Desidero condividere con tutti i lettori alcuni fra i toccanti versi,  
inviati da FRANCESCO MANDRINO.  
Credo non occorra né sia sufficiente alcuna parola, a commento. 

Grazie al loro Autore, per averli voluti condividere con noi.


SCOSSI

Forse le ripetute scosse
ci hanno shekerato l’anima
montato a neve il cuore
non saprei dire ma qualcosa
dev’essere successo.
Nel silenzio sospeso
in attesa del brontolio profondo
sulle strade fra i campi
la notte è solcata
dagli spettrali lampeggianti
dei mezzi di soccorso,
non siamo soli,certo no!
E allora perché ci sentiamo
così tanto lontani
come se non fosse la nostra
la vita reale, la vera.
Dalla terra riemergono
preistoriche melme sabbiose
mentre sotto le lave premono;
dalle case dirute
le travi indicano il cielo
e nell’azzurro stranamente
chiaro, la stella del mattino
sembra più vicina, e allora
perché noi ci sentiamo
così tanto lontani.



PERDITE

Rappresentava bene
l’ordinato complesso rurale
la realtà del suo tempo,
la casa bassa con la gronda
appena sopra le finestre
piccole, maestose
invece la stalla e il fienile,
gli archi perfetti e le colonne
di marmo di Verona,
ricovero del capitale
prezioso del padrone,
l’altra invece dimora
della famiglia di mezzadri
e prima ancora “al terzo”,
di facile sostituzione
ad ogni San Martino.
Ora la tragica livella
da entrambe mostra il cielo.
Erano case vecchie
e poi ci penserà il padrone,
è vero ma noi tutti
che dalle case e dalle strade
vivevamo il riflesso
di case coloniche
cariche della nostra storia
tanto che ci apparivano
ed erano un poco anche nostre
a noi cosa rimane.
Attrezzi e macchinari
troveranno ancora riparo
sotto prefabbricati
che ci ricorderanno il sisma
e non la nostra infanzia:
noi saremo più poveri
dell’unica nostra ricchezza.

da FRANCESCO MANDRINO - (San Felice sul Panaro - MO) 

25 maggio 2012

.

sabato 19 maggio 2012

Como ricca e povera


Nelle sere di Primavera
che bella è la città.
Odore di vento
che spolvera i muri
da fragranze d’ombre solitarie.
Passanti che si sfiorano appena,
per le strette vie affrescate di luce,
illuminati dalle vetrine,
che mostrano eleganti figurini.
Poi nell’oscurità vedo nei vicoli,
le voragini dell’abbandono,
mostruose divoratrici  dello sconforto.

Questa parte di città non è serena.
Nella ventosa sera un pirata d’illusioni
sogna assopito fra i cartoni
pane odoroso e caldo
ma più ancora un amore antico
unico tepore del suo squallido vivere.
Magnifica davvero è Como,
alla vista del turista,
che si gode queste prime
sere di primavera.
Ma non per loro lì nel buio,
che aspettano di trafugare
ciò che resta sul fondo del bicchiere.

da Riccardo Avanzi - (Fino Mornasco - CO)
.

Pace

 
Il canto degli usignoli
allieta il mattino
mentre l'allodola
gorgheggia lì vicino.
Il lago ancora sonnecchia
il lento moto ondoso 
la sassosa riva
cantando accarezza.
Un pallido sole si fa largo
tra dense nubi di latte.
Questa pace possa regnare
nel cuore di ogni mamma
in un mondo che deve cambiare.
Deve l'uomo rispettare
la mamma che la giustizia reclama
per figli dilaniati e truffati
con amore generati.
Amore più grande non c'è
di quello che brilla
nel cuore di mamma
 
da Gianna Binda - (Como)
.
.

giovedì 26 aprile 2012

Acqua

la fotografia inserita sulla sinistra dell'immagine 
ci è stata inviata da Nadia Cavalmoretti


E’ ancora qui
E va sempre a finire che
C’è di mezzo la stessa acqua
I giorni , ormai, non si contano più

La forza sei tu
Incoscienza e Fragilità

La Ragione sono io
Forza e Paura

L’amore è il nostro 


da Nadia Cavalmoretti - (Torno - CO)

.

Il paesaggio



Il pomeriggio è inoltrato
e vado cercando il luogo
dove sedevo un tempo
con il blocco da disegno
appoggiato alle ginocchia,
quando il sole incendiava
la costa al di là del lago
che si specchiava nell’acqua
tranquilla di quell’estate.
Accanto a me una giuncaglia
e scogli con licheni
e lucertole guizzanti
tra il pietrisco della riva.
e, dietro, l’ombra di querce
di lecci, faggi e castagni
oltre i quali risonava
a me amico e familiare
il tocco d’una campana.
nascosta al di là del verde.
Qui tutto mi appare uguale,
uguale è anche quella pietra
sulla quale mi sedevo
attento per disegnare,
ma io non sono più quello,
lontana è quella serena
quieta e luminosa spiaggia,
ora c’è solo il rimpianto,
dopo il passare degli anni
di quello che era nei sogni
e che non è stato mai.

da Emilio Montorfano - (Milano)

.