- fotografia panoramica: Franco A. Cavalleri -

Per leggere tutte le poesie sinora pubblicate su larioinpoesia: scorri in basso, sino ad incontrare l'ultima poesia.
Noterai la scritta "Post più vecchi". Cliccandola, incontrerai via via tutte le pagine inserite, a partire dal gennaio 2008.

venerdì 2 ottobre 2009

La magia del lagh

.

El passa el teved del sô
tra i ram del glicin fiorii
intanta che l’acqua quiètta
la sòna ona musica dolza.

In su la bianca tovaja
del ristorant in riva al lagh
a foo, timid, di disegn
cont i freguj del pan.

Ghe vòj in del biccer
on poo de vin bianch fresch,
pian pian ghe ciappi la man
e cominci a cicciarà.

El sò “si” voraria sentì
per fà insèma la stessa strada,
ma in di dent a la topicca
quella fras inscì scuntada.

Dai campann de la gesètta,
riflessa in del spècc celèst,
se sent a batt i or,
e on gabbian se leva in vol.

Passa a svelta el temp amis,
se alternen ridad e sguard
in quella magica armonia
de gioeugh d’acqua e de color.

El dòpdisnaa ormai el ghe fassa,
ghe foo la domanda con la vos che trèma,
el sò “si” el me impieniss el coeur
e ona vitta cominciaremm insèma.

In su l’acqua, intanta, du germanòtt
se pòsen con eleganza:
tutt e dùu je vardom
e l’amor la balla intorna a nunch.

da Renato Baroni – (Bovisio Masciago - MB)
.
..
- Per chi non fosse lariano... ecco la versione in lingua italiana:
.
"L'INCANTESIMO DEL LAGO"
.
Filtra il tepore del sole/ tra i rami del glicine fiorito/ mentre l'acqua quieta/ suona una dolce melodia.Sulla bianca tovaglia/ del ristorante in riva al lago/ faccio, timido, disegni/ con briciole di pane.Le verso nel bicchiere/ Un po' di vino bianco fresco,/ piano piano le prendo la mano/ e comincio a chiacchierare.Il suo "si" vorrei sentire/ per intraprendere insieme la stessa strada,/ ma inciampa nei denti/ quella frase ormai scontata.Le campane della chiesetta,/ riflessa nell'azzurro specchio,/ battono i rintocchi/ e un gabbiano stride in voloScorre in fretta il tempo dolce,/ si alternano sguardi e risa/ in quel magico intrigo/ di colori e giochi d'acqua.Nel meriggio che ormai ci avvolge,/ tremante la domanda pongo;/ il suo "sì" mi allieta l'animo,/ una vita insieme inizierà.Sull'acqua, intanto, due germani/ si posano con grazia:/ entrambi li guardiamo/ e l'amore danza intorno a noi. (da Renato Baroni – Bovisio Masciago - MB)
.
.

martedì 22 settembre 2009

Pensieri sulla riva del lago

.
fotografia: Franco A. Cavalleri


Incanta lo sguardo l'azzurro del lago,
il dolce suo abbraccio innamora,
comete d'argento il remo solleva
danza sull'onda leggera la barca
trafitta da un raggio di sole scompare,
portava lontani ricordi
la notte li vede la luna.

da Piero Pizzi - (Lecco)

.

sabato 12 settembre 2009

Sera d'agosto

.




Torrido è stato il giorno
e, sul far della notte,
sto sotto il grande albero
presso il quieto ruscello
con una luna rossa
come sangue e sfocata
da un velo di foschia.
La vecchia bicocca,
che qui sorge sul greto
del lago rabbuiato
è un castello incantato
con le tegole rotte
del suo tetto cadente.
A rompere il silenzio,
c’è solamente il vento
ancor caldo di sole.
Tutto sembra svanire
lentamente nel tempo
come ogni cosa intorno,
che nasce, vive e muore.

da Emilio Montorfano - (Milano)
.

mercoledì 9 settembre 2009

Lago e cielo

.


Oggi non azzurreggia il lago,
solo bagliori plumbei e lunghe striature,
come nervi tesi, a fior di pelle.

Forse pioverà…
Solo nel pensiero rive assolate,
solo nel pensiero i luminosi azzurri dell’estate.

Il cielo oggi pare proprio maldisposto.
Ma ecco, all’improvviso, un alito di vento
riporta profumi antichi che pronta riconosco.

Olea fragrans e frutta che matura.
Annega la malinconia. Sull’onda grigia,
ancora una volta, trionfa la Natura.

da Rosa Maria Corti - (Lenno - CO)
.

sabato 5 settembre 2009

Frescura

.
fotografia: Franco A. Cavalleri


Ave, fresca brezza
d questa mattina,
che snebbi la mente
dai grevi persieri
lasciati dal buio
della scorsa notte,
densa di immagini
di inquieti ricordi.
È bello sentirti
amica sul viso,.
sfiorarmi la pelle
con dolci carezze.

Da dove provieni,
balsamica amica,
che porti il profumo
dei boschi e dei fiori
delle care valli
che fan da corona
a questo mio lago?
Hai fiato leggero,.
un tocco di piuma
com’eran le dita
care di mia madre
quando al mio risveglio
con un velo d’acqua
mi aprivano gli occhi
per il nuovo giorno.

da Emilio Montorfano - (Milano)
.

domenica 30 agosto 2009

COMO - PAROLARIO 2009


In concomitanza con la
"FIERA DEL LIBRO"

dal 29 agosto al 13 settembre 2009,
si svolgerà la nona edizione di PAROLARIO
(clicca per consultare il programma)


Tema conduttore di questa edizione:
"IL VIAGGIO".
Un viaggio lungo sedici giorni, rimanendo sempre seduti in riva al Lago di Como.


La novità di quest’anno è la collaborazione con la città di Cantù che in parallelo al calendario comasco ha organizzato diversi eventi.





larioinpoesia propone alla vostra attenzione l'appuntamento di
giovedì 3 settembre,
ore 16.00:

"FRA NAADAM E INTERNET - LA MONGOLIA NEL 21° SECOLO"


Alessio Brunialti introduce e dialoga con l'autore:
Franco Alessandro Cavalleri


Il libro si propone di uscire dagli stereotipi turistici dei grandi spazi, dei silenzi, dell’avventura comunemente utilizzati e pubblicizzati, per mostrare la faccia vera della vita quotidiana di un paese a cui l’Europa e gli Europei, senza saperlo, devono molto.




n.d.r. AGGIORNAMENTO
immagini della presentazione svoltasi il 3 settembre a Parolario:








.


.

sabato 22 agosto 2009

Il lago dal balcone

.


Le ombre scivolano vive e
s’alternano con chiazze di luce
sulle rive del lago.
Le barche ancorate riposano e
si muovono come l’altalena
in armonia con i ritmi segreti dell’onda.
I moli riflettono nelle acque specchiate
una realtà fittizia e caduca.
Momenti di caldo e di fresco
s’alternano ad altri
di sereno e di tempesta,
i lampi di fulmine come dardi epifanici
sul nero abissale.
La notte dal balcone
le città lontane con le luci intermittenti
come alberi di natale.
Le barche a vela come di carta
minuscole,
cigni di origami o gabbiani che galleggiano?,
si muovono al soffio
di un bambino invisibile
e le torri intorno,
matite che segnano le ore
su una lavagna celeste.

da Patrick Sammut - (Malta)
(blog personale dell'autore: PJS.Sammut)
.

venerdì 21 agosto 2009

Al mio ritorno

.
fotografia: Franco A. Cavalleri


Il lago è ancora più bello,
al mio ritorno si è fatto più bello.
Sorridono gli occhi,
riconoscente la pelle
accetta la carezza del vento
che riporta noti sentori.
Quest’azzurrità è il mio mondo,
qui s’intrecciano sogni
che profumano di rose e viole,
qui raccolgo a piene mani
frammenti di pura bellezza.
Presto giungerà il tempo silenzioso,
si spegnerà lo stridio della cicala,
s’involeranno le rondini
verso azzurre lontananze.
Il segreto è conservare negli occhi
la luce di un giorno in cui,
anche per un solo attimo,
si è stati felici, si è sentito
che si poteva essere felici.

da Rosa Maria Corti - (Lenno - CO)
.

Sguardo dall'alto

.


Una minuscola umanità
numerosa come formiche
si bagna nelle acque
unguento del lago eterno...
Una piccola umanità
senza attimi di riposo
all’ombra dei verdi pendii
e i tetti rossi
scacchiera sulla quale si segna
il nostro destino
a nostra insaputa.
Le ruote dei ciclisti,
che guardano avanti, in tanti,
girano e girano
fino allo stordimento estremo.
Le nicchie e le piccole chiese
si nascondono negli angoli e negli anfratti
della montagna
e offrono una forza illusoria
all’umanità cascata
che un giorno si ricongiungerà
con il lago rappacificante.
Il vento porta dall’alto
i suoni dei campanellini delle capre
pascolanti
e lo sguardo riposa sulle
cime appuntite
macchiate dalle nevi
sopravissute al caldo estivo.

da Patrick Sammut - (Malta)
(blog personale dell'autore: PJS.Sammut)
.

mercoledì 5 agosto 2009

Agosto

.


Eri distesa a goderti il bel sole
sulla spiaggetta romita e segreta
sopra il tuo grande asciugamano rosso,
con i capelli sparsi attorno al capo
e gli occhi chiusi di fronte alla vampa.
segnati dalle lunghe ciglia scure.
La bocca tumida e color di rosa
lasciava trasparire tra le labbra
i denti bianchi in un sorriso lieve
Di tanto in tanto, alzando la tua mano,
facevi solecchio per vedere me
in un lampo affettuoso e sorridente
di grandi iridi verdi smeraldine.
I miei sguardi seguivano il disegno
delle rotonde e levigate spalle.
della dolcezza ardita del tuo petto,
del ventre con qualcosa d’infantile
e delle ginocchia come scolpite
dall’abili mani di un grande artista.
I tuoi piedi posavano sui ciottoli
tondi e levigati della battigia
in un vai e vieni d’acqua e di spuma
sulla tua pelle fino alla caviglia.
Spesso negli anni, tu mi sei tornata
in mente come in quel giorno felice
e anche mi son chiesto come fossi ora,
ma poi guardando me che porto i segni
degli anni trascorsi da quel mattino
penso che, purtroppo, in quell’immagine,
che bella mi persiste dentro il cuore,
soltanto quello ch’è rimasto uguale
è l’onda che dilava il ciottolato,
il sole che riscalda la caletta
e il piccolo, discreto angolino
dove i rami frondosi d’un castagno,
che si protendon grevi verso il lago,
creano il piacere d’un’ombra quieta.

da Emilio Montorfano - (Milano)
.

lunedì 3 agosto 2009

Vellutate acque

.



Vellutate acque
che silenziose e tremanti
bagnate le montagne azzurre e mute
un raggio d'argento vi taglia,
e mille luci sguizzano dal profondo.

Prende il cielo un pensiero,
un’altro lo affogo nella mano
e affondo il cuore in questa lingua di lago.

Riposa l'isola Comacina
vestita dell'acerbo marzo pungente,
riposa il gabbiano sul gozzo
nella quiete struggente e
ad un tratto dall'acqua un boato:

e vidi galleggiar la luna.


da Filippo Baglini - (Londra)
(direttore del giornale www.italoeuropeo.it)

sabato 1 agosto 2009

Sul far della sera

.


È vero! Forse perché rassomigli
a quella foscoliana “fatal quiete”,
tu inviti serena a chiudere gli occhi,
spegnendo nel cielo la luce, o sera.
Cancelli i vivi colori del mondo,
piano incupisci il bel verde dei boschi,
riempi di buio gli anfratti dei monti
e tingi d’ardesia le acque del lago,
raggrumi nell’ombra le case mute
dei villaggi cresciuti sulle rive,
mentre dovunque la natura tace.
L’ultima falda di luce si spegne
come una palpebra viola che cala
sul profilo chiaro dell’orizzonte
e anch’io, nell’aria che discolora,
ho tanta voglia di lasciarmi andare.

da Emilio Montorfano - (Milano)
.

Beccheggio

.


Beccheggia la gondola
lenta e senza una guida
lasciandosi portare
dalla spinta dell’onde
piano, verso la riva.
La sua chiglia è una culla,
che dondola, che ninna,
mentre un sole scarlatto
bacia ormai l’orizzonte
e già sta per sparire.
Sopra di me disteso,
dense nuvole chiare
hanno figure strane
inquiete e mutabili
silenziose e mobili.
Una voglia di sonno,
di rinchiudere gli occhi
è un invito a sognare,
ad andare lontano
risalendo nel tempo
a vedermi com’ero.

da Emilio Montorfano - (Milano)
.

La mia vecchia casa...

.


Non guardatemi curiosi
se mi scendono lacrime
dagli occhi fissi alla casa,
che, per anni, è stata il nido
caldo dove sono cresciuto.
Non guardatemi curiosi,
non guardate il vagabondo
che oggi alla fine è tornato
e guarda porte e finestre
ormai per sempre rinchiuse
e le quali già da tempo
non rispondono al bussare.
Non guardatemi curiosi
ché non capireste il pianto
di chi ora non ritrova
la vita cara d’un tempo,
con la sua gente, le voci,
i fiori e il lucente sole
che rideva nel roseto.
Non guardatemi curiosi
perché mi è stato rubato
qualcosa ch’era la vita.
Adesso intorno a me piove
e anche i miei occhi piangono.

da Emilio Montorfano - (Milano)
.

domenica 26 luglio 2009

Villa Carlotta

.
"Amore e Psiche" di Antonio Canova - copia di Adamo Tadolini in marmo di Carrara, 1819-1824 - Villa Carlotta, Tremezzo (CO)


Oggi mi appari
tra siepi fiorite
di mille colori,
la brezza del lago
ne esalta il profumo
ed i sensi stordisce,
più bella di Psiche,
un bacio furtivo
riporta il mio sogno
tra nuvole rosa
al tramonto sul lago.

(Dedicata a Rosaria).

da Piero Pizzi - (Lecco)
.

Il lago racconta

.


Dalla riva,
avvolta nel sudario della sera,
affondo gli occhi nell’acqua del lago
silenzioso,
che la brezza fa ondeggiare.
Non ho storie da ricordare
(non voglio ricordare),
è lui che mi racconta:
storie d’amore,
confondendo la realtà con la leggenda;
i segreti della montagna, che
con i suoi contorni di roccia,
civettuola,
si specchia nelle sue limpide acque;
i voli armoniosi degli aironi
che gli carezzano il viso;
la vita che ferve lungo i suoi fianchi
e quando gioca a “nascondino”
con la nebbia che si veste di malia.
E racconta…
La brezza, dolcemente, lo culla
e lui, farfugliando s’addormenta.
Ondeggianti righe
sorridono sull’acqua.

da Giovanni De Simone - (Traona - SO)
.

La spiaggetta

.


Il lago ha scavato un’insenatura
breve e angusta tra pietre tondeggianti
che delimitano una lingua d’acqua
celeste, profonda e cristallina
in una piccola spiaggia sassosa.
I grandi rami di un bosco scosceso
si allargano e inchinano a dare ombra
a cespi spinosi di rosa canina
invasi da campanule bianche.
Lì mi portava mio padre remando
su una leggera imbarcazione azzurra
per mostrarmi quel luogo fuor dal tempo
dove sentir lo spirito del lago
in una letizia fatta di niente.

Anni dopo, in un meriggio di festa,
sono tornato alla spiaggetta ascosa
portando sulla barca una ragazza
da pochi giorni appena conosciuta
Tutto era rimasto nel tempo uguale:
il rovo col convolvolo invadente,
il cobalto di quel cielo profondo,
l’acqua tersa fino alla trasparenza,
le farfalle che chiudevano le ali
posandosi leggere sui petali
nella bellezza effimera dell’estate
e al canto del cuculo solitario..
Lei aveva belle spalle tornite,
pelle bruna per il sole d’agosto,
neri i capelli e gli occhi acquamarina.
Vi fu solo un bacio ch’era già un addio
con lei che stava già per ripartire,
poi, dolcemente, un ritorno sereno
con lucidi fiocchi di bianca spuma
sulla prua della barca e alle pale
rosse dei remi in moto tra le onde.
E ora mi chiedo se quella spiaggia
sia ancora là, celata dal mio lago,
con tutti quei ricordi che racchiude.

da Emilio Montorfano - (Milano)
.

Perchè gridano i gabbiani al mattino?

.


Perché gridano
i gabbiani al mattino
mentre volteggiano sul molo
di San Giovanni
o sostano
sul pontile?
Festeggiando il nuovo giorno
invocano il sole
o urlano la disperazione
per una vita
di cui ignorano il senso?

da Antonia Migliaresi - (Silvi Marina - TE)
.

Lenno

.


Lenno nei tuoi respiri
ritrovo afflati
della mia vita…
nell’acque tue calme
mi libero
di affanni quotidiani.
Lenno, mi rassereni!
Fra le chiome
dei pacati olivi
riposa il pensiero,
all’ombra dei frondosi pini
ascolto il grido
di gabbiani felici.
Versi d’antichi poeti
riecheggiano
nella verde baia
del Balbianello.
Racchiudo nel cuore
il tuo spicchio di lago,
al mio ritorno al mare
lo libererò sull’onde.
Nei rigidi inverni
tra spume di salsedine
riaffioreranno
dolci armonie
dei tuoi superbi lidi...

da Antonia Migliaresi - (Silvi Marina - TE)
.

lunedì 13 luglio 2009

I gradini consunti

.
fotografia: Franco A. Cavalleri


(Un momento di raccoglimento, in una chiesa deserta di Torno)

Mi ricordo di un giorno,
ormai molto lontano,
là dove sorge antico
il mio bel San Giovanni
alle falde del monte
e vicino al mio lago.
Era un giorno di sole
con un lieve frusciare,
come un suonar di flauto
tra i rami e le foglie
del vigoroso albero
nella piccola piazza.

Il silenzioso senso
d’una pace profonda
colorava i miei sensi
di visioni serene,
mentre guardavo i marmi
consunti del portale...
Sono entrato nel tempio
e alle mie spalle l’uscio
s’è rinchiuso da solo
con un tonfo leggero
spegnendo la luce,
sul piancito di pietra,
d’una striscia di sole.
Nel silenzio, nell’ombra
dell’unica navata
risuonano i miei passi
sonoramente ampliati
da un eco misterioso
che vien dalle pareti
ingrigite dal tempo...
Il gradino di marmo
di fronte ad un altare
appare consumato
la dove nei secoli
tanta gente implorante
ha posto le ginocchia
per chiedere una grazia.

Quanta gente, Signore,
è venuta a pregarti
per avere un aiuto.
Mogli e madri angosciate
per un figlio ammalato
per un marito al fronte.
Persone supplicanti
un destino diverso,
il riaversi da un male,
l’avere sulla mensa
un pane per vivere.
Quanta di questa gente
ha avuto la grazia
che è venuta a cercare,
ma quanta ha continuato
a piangere, a patire
senza avere ristoro?
Quanta, Signore, e perché?

da Emilio Montorfano - (Milano)
.

sabato 11 luglio 2009

Ritorno

.
fotografia: Franco A. Cavalleri


Mi corrono incontro le onde,
vengono verso la sponda
con un frusciare leggero
là dove io le sto attendendo
e sembrano salutarmi
per porgermi il benvenuto
dopo essere stato lontano.
Mi corrono incontro le onde
scorrendo sulla mia mano
che le accoglie tra i ciottoli
tra schiume bianche e festose.
come delle amiche care
da troppo tempo perdute
Mi corrono incontro le onde
con un scintillar di gemme
che i caldi raggi del sole
gettano a mille sull’acqua.
e, poco distante da me,
nascono i dolci profumi
della resina che geme
dai fusti grinzi dei pini
e quelli che mi giungono
dai corimbi del sambuco
e dal bianco caprifoglio.
Mi corrono incontro le onde,
mentre intenerito e lieto
il mio cuore batte e sogna
che su questa riva sempre
come ora possa restare
per tutto il tempo che verrà.

da Emilio Montorfano - (Milano)
.

mercoledì 8 luglio 2009

Canto della sera

.


Ho riposto questo giorno
nel luogo dei miei ricordi
come un bel libro già letto
e, dall’uscio del giardino,
vengo a rimirare il lago
cercando una poesia,
dalle parole semplici,
guardando una lattea luna
dietro trasparenti effluvi
di veli appena accennati,
ascoltando il sussurrare
del torrente che, vicino
va a riversarsi nel lago.

O notte quieta e solenne,
che profumi di declivi
ricchi di fiori dormienti,
che evochi bianche vestali
sotto i rami del salice
giù, presso le onde spumose,
donami un’arpa armoniosa
che possa farmi sognare
con dolci canti d’amore
che altrove vi sia una vita
di questa ancora più bella...

da Emilio Montorfano - (Milano)
.

venerdì 3 luglio 2009

Collegio Gallio

.
(Collegio Gallio, Como - affreschi Aula Magna, particolare)
fotografia: Franco A. Cavalleri




Non c’è una volta che io,
discendendo lo scalone
che a Como introduce in città
dalla stazione dei treni
non mi soffermi a guardare
la bella facciata austera
del nostro Collegio Gallio.
costrutto laddove un tempo
producevano ricchezze
nei loro antichi opifici
i laboriosi Umiliati,
la cui terra il cardinale
donò agli avi comensi
per erigervi una scuola.

Sempre ricordo mio padre
che tra quei muri ha studiato
in quegli anni assai lontani
quando era in corso la grande
e prima guerra mondiale
e suo padre era lontano
dove il fronte s’infocava.
Ancora negli ultimi anni
della sua vita terrena
ricordava con affetto
i suoi docenti e i compagni,
le camerate silenti
attendendo nella notte
il sonno con il pensiero
della casa e della madre,
del padre e del suo ritorno.

da Emilio Montorfano - (Milano)
.

mercoledì 1 luglio 2009

Sul lungolago di Lenno

.



Di martedì una rapida sortita
fino alla piazzetta dell’imbarcadero
a districarmi fra colorate bancarelle,
bermuda a fiori, odore di frittelle.


Bramo al ritorno il chiuso incanto
d’antiche mura prive d’orizzonte,
basta un profumo, un fremito leggero.
il lago qui seduce col pensiero.

da Rosa Maria Corti - (Lenno - CO)
.

Tramonto sul lago di Como

.



Scende
dietro le tende delle montagne
il sole
a raggi alternati
tra i rami della pineta in controluce
fino ad inarcarsi
e sparire
tra i seni morbidi
di madre natura.

da Daniela Benaglia - (Paré - CO)
.

C'era una volta un lago...

.



Sulla linea diffusa e vaporosa
dove vanno gli aironi placidando
al ciglio incerto dell'azzurro cheto
di variegate e chiare acque di lago,
è il verde gracile e flessuoso
d'erbosi fili di sottile tenerezza.
Riluce l'onda di celeste conca.

Di lieve leggerezza di nubi velato,
offre il cielo all'estremo suo bordo
profilo pudico e prezioso di borgo,
candore di case,argille di cotto,
onde di palma tra somma innocenza
di campanili che l'animo fiero disarma.
Ovunque novella soffusa luce d'alba.

da Cervone Anna - (Marigliano, NA)

sabato 27 giugno 2009

ho confuso le nuvole con le onde...

.


ho confuso le nuvole
con le onde del lago scuro
oggi
e l'acqua-cielo
è caduta
sul mio respiro
corto
tonfo e rinascita
giglio dal nero

da Aldo Sangalli - Brugherio (MB)
.

sabato 13 giugno 2009

in dedica, al cedro di Piazza Verdi abbattuto

.

ndr:
L'esemplare di cedro del libano che da decenni "abitava" ed ornava Piazza Verdi di Como - situato fra il Teatro Sociale e l'abside della Cattedrale - è stato abbattuto per volere di alcuni rappresentanti dell'amministrazione comunale e del sindaco la notte scorsa, nonostante il parere contrario in sua difesa espresso in più occasioni e con diverse modalità da migliaia di cittadini (recentemente, anche da alcuni membri della giunta stessa - sia di maggioranza che di oppposizione), nettamente contrari alla sua eliminazione

Per ulteriori informazioni: cfr: comoinpoesia.com


OMBRE DAL PASSATO
(Dedicata al cedro che ornava piazza Verdi)



Nel vecchio giardino silente
il contorto glicine è stato tagliato.
Imbrattava il grappolo guasto
il nitido candore di un busto.

Ora anche la statua è stata rimossa,
dimentichi gli uomini di fama e fortuna.
Disilluso il fantasma di pietra
s’aggira furtivo nelle notti di luna.


(Tratta da “La canzone del tempo”)

da Rosa Maria Corti (Lenno- Co)

.

lunedì 8 giugno 2009

Abbandono estivo - (contro l'abbandono 2009)

Per una volta,
non scriviamo di lago...
.
Con l'approssimarsi dell'estate,
nuovamente assisteremo al dramma di tanti piccoli animali abbandonati sulle strade...

Dieci anni fa - nel 1999 - avevo scritto di getto e con il cuore alcuni semplicissimi e forse un po' ingenui versi (da anni essi sono pubblicati qui e là per il web: sono stati spesso copiati e riprodotti senza aggiunta di firma - e talvolta anche spacciati per propri).

Mi sono ritornati alla memoria, qualche giorno fa, quando sono stata contattata via mail da un volontario 'amico degli animali' che ha pensato di creare un filmato e pubblicarlo su youtube - per combattere l'abbandono estivo.
.
Anche se piuttosto datati, rileggendoli, rivivo ancora oggi la medesima emozione - e
desidero condividere con voi
il messaggio filmato di Salvatore,
che tenta di "urlare" in web il suo disappunto - insieme al desiderio che si possa un giorno sconfiggere la bruttissima piaga dell'irresponsabile e crudele abbandono di animali...


. (nella fotografia: Gypsy - trovata abbandonata a lato strada appena nata, nel dicembre 1985 - e mia indimenticabile "compagna di vita" per ben 18 anni...)



M’hai insegnato ad attenderti, paziente,
quand’andavamo insieme per le spese.
Così aspettavo, seduto fuor dell’uscio:
fuori era scritto - lì non potevo entrare!
.
Abbiamo giocato più volte, a nascondino:
ma ti trovavo sempre… (ho naso fino!).
Ma…quando la pallina anche ieri mi hai tirato,
perché non l’hai ripresa... e te ne sei andato?
.
Che strano, il luogo dove m’hai lasciato:
la strada è dritta, non c’è il panettiere,
né c’è il lattaio, neppure il salumiere…
(E non capisco neanche: perché mai
ci siamo andati in auto, a far spese?)
.
Ora, comprendo, sarai indaffarato...
o qualche impedimento t’ha bloccato...
Ma io sono stanco qui di rimanere,
il sole è caldo, ho sete, vorrei bere.
.
Sono già stanco anche di abbaiare:
il sole picchia, mi par di morire…
In lungo e in largo, sulla strada ti ho cercato:
con ansia e affanno, tracce tue non ho trovato…
.
Perché non torni ad abbracciarmi, Amico??
(Le coccole mi mancano, più ancora della pappa…)
.
Bau... sai cosa ti dico? Io, come sempre,
me ne starò buono, qui… e …ti aspetto…
.
© Luciana - agosto 1999
.

sabato 6 giugno 2009

Luci sul lago

.
.
In un incanto di contrasti
sussulti di riflessi sul lago:
la luce nasce dall’acqua
dove un’anatra scivola
maestosa e lenta
sulla superficie dorata.

La mia anima
se ne va lontano
su una rapida barca
a cercare il sorriso
di un passato amore:
l’acqua trema appena
ma racconta…

da Giovanni De Simone - (Traona - SO)
.