- fotografia panoramica: Franco A. Cavalleri -

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mercoledì 19 novembre 2014

La bella regina, la vita




Il delirio di pioggia è cessato.

Nell'ora mattutina il sole
riaccende di rosso le felci
sotto la vetta bianca di neve.

Sul lago ancora brandelli di nebbia,
la luce incerta nasconde
il tormento d'una profonda ferita.


Agonizza, va tutta in rovina
La bella Regina, la Vita.
.
da Rosa Maria Corti - (Lenno - CO)
.

Il giorno morente





Del giorno rimane
all’orizzonte
laggiù, lontano
una striscia rossa
sottile, lucente
quasi gravata
dal crepuscolo già cupo
della sera che viene.
Un brivido sento
un turbamento
una malinconia sottile
mentre ripenso, rivedo
la mia terra lontana
e ritrovo ricordando
la curva del mio lago
le vie note e amiche
che m’hanno visto crescere
ridere, piangere
e i visi
la tante voci
che non ci sono più,
vie rinchiuse
tra le vecchie case
dietro il cui intonaco
potevo intravvedere
ombre di vecchie bifore
venerande  e romantiche.
Allora, mi stringo nei panni
mi chiudo nella giacca
e vado verso casa
portando con me i ricordi.
che gonfiano il cuore.
.
da Emilio Montorfano – (Milano) 
.

Ritorno dalle ferie




Il giorno è stato molto caldo
e il sole rovente d’agosto
ha reso il granito screziato
del balcone sul lago
bruciante
cocente
Ma ora,
con l’incombere della la sera,
alcune folate improvvise
un fiato di vento
portano una freschezza
un conforto
un sollievo attesi.
Guardo il lago
inquieto
rosseggiante,
con le sue onde fruscianti
che la sabbia sembra assorbire.
So che tu sei là,
in quell’inseguirsi
instancabile
di flutti spumosi,
dispersa
disciolta
come polvere
nel nostro lago.
So che sei lì
e forse mi vedi
forse mi senti
mi guardi
mi sussurri qualcosa
che vorrei percepire
mentre cala la sera.
.

da Emilio Montorfano – (Milano) 
.

giovedì 23 ottobre 2014

Il vento del nord


Oggi la brezza
carezzevole
quasi affettuosa
che appena sfiora
l’acqua del lago
ha lasciato spazio
al vento del nord
forte e sferzante
violento e freddo,
che piega le cime
degli alberi scossi
e solleva onde
impetuose, veementi.
Lo sento frugare
persino negli abiti
come cento mani
insidiose e senza riguardo.
Tu, con un brivido,
ti stringi a me
cercando le mie mani
nel caldo delle tasche
e nascondendo sul petto
il capo dai capelli arruffati
e dal nasino arrossato.

da Emilio Montorfano - (Milano)
.

Ritorno dalle vacanze


È finita l’arsura dell’estate
bruciante
sfrenata.
La gente che torna dal mare
ha pelle bruna di sole
con ricordi di estivi piaceri
lontani dalla città
din abitudini nuove
con regole diverse.
Un tempo anch’io
godevo di libere estati
senza i soliti impegni..
Allora, con i primi temporali d’autunno
minacciosi
rombanti,
quando le prime foglie
ingialliscono e cadono,
ti aspettavo ansioso,
brunita nelle carni
come una creatura diversa
nella conca del lago
ornato di boschi ingialliti
bramavo di ritrovarti
per rivivere insieme
le consuete abitudini.
Qui ti ho atteso
ma, in una sera come questa,
laddove, al limitare del lago,
noi ci incontravamo
non sei più venuta
nella verdina notte
che ancora incombe
come anche a noi
inteneriti
sognanti
faceva compagnia.
.
da Emilio Montorfano - (Milano)
.

lunedì 20 ottobre 2014

Il vento




Ho abbracciato il vento...
così... come mi veniva,
tentando di tenerlo
ormeggiato alla mia r
iva.

Ho abbracciato il vento...
(ammesso e non concesso)
di poterlo fare ancora
come ieri, adesso.

Ho abbracciato il vento...
così... come la vita,
leggera ragnatela
in equilibrio sulle dita.

Ed ho abbracciato il vento
eterno sogno, invano,
di poter tenere il tempo…

E il vento in una mano.

.
da Stefano Maesani - (Como)
.

Sera sul lago





Remavo lentamente
portandomi i remi al petto
lasciando sull’acqua
i segni spumosi
delle pale fiottanti
con ritmico fruscio
e l’occhio scorreva
lungo la costa deserta
che s’ingialliva d’autunno.

Tu eri davanti a me
nel sospirare dell’aria
che t’arricciava i capelli
accarezzando il lago.
Ti sorridevano gli occhi
e non avevi parole
ma sguardi amorosi
dolci e stellanti
nel fiammeggiare cupreo
dell’ultimo sole.

da Emilio Montorfano - (Milano)
.




Sull'umida rena




Questa sera sei mia ...ospite!
Per l'ora in cui si accendono le speranze
io spegnerò il frastuono ed abbasserò le luci

E, mentre il buio ascolterà in silenzio
la nostra poesia trasportata
dalla brezza che cavalca l’onda
si fonderanno i pensieri
in un unico respiro.
.
da Luciano Baldini - (Como)
.





venerdì 29 agosto 2014

MILLE ( 1.000 ! ) POESIE, DEDICATE A COMO ED AL TERRITORIO LARIANO


- Su LARIOINPOESIA, sono state sinora pubblicate   670 poesie (di 107 Amici Autori)
 
- Su COMOINPOESIA, sono state sinora pubblicate 336 mie poesie.


- Quindi...
IN TUTTO - 1.006 POESIE
 

E TUTTE, 
sono DEDICATE  ESCLUSIVAMENTE 
a COMO ED AL TERRITORIO LARIANO !
 




.

lunedì 25 agosto 2014

Il lungo pomeriggio

 
Le tue mani, affondate dentro l'acqua
verde, somigliano a rami spezzati
da una fredda corrente.

Intirizzisce l'aria, fa più forte
il verso gorgogliante della riva,
continua litania.

Lo stormo chioccolante dei fringuelli
attraversa il braccio di lago, scuro
nel cielo paglierino.

E mentre ti alzi, silenziosa noia
deve sembrarti il lungo pomeriggio
nel sole che va e viene.
 .
da Gabriele Marchetti - (Lecco)
.

mercoledì 20 agosto 2014

Il cielo s'accende di fuoco... (Gravedona, 14 agosto 2014)


Il cielo s'accende di fuoco
il mio sguardo si perde
lungo le sponde del piccolo golfo,
ed è subito Incanto"!
lampioni spenti costeggiano le rive,
che il Lario accarezza portando
alla mia mente ricordi lontani.
L’occhio sale su nel cielo
fondendosi in questi fuochi,
nella ventosa sera del 14 Agosto,
bevo il chiarore, sussulto ai botti,
lascio che queste effimere stelle
confermino ancora l'esistenza del mondo!
Oggi, che tutto affonda,
nel buio di ribalte senza luci,
nel silenzio di cronache guerriere.
Sento la mia anima, che candida s'invola
fra cieli limpidi dove questi
fuochi allegri fanno scordare
al’uomo per qualche minuto,
le brutture di questo mondo. 
.
da Riccardo Avanzi - (Fino Mornasco - CO)
.

lunedì 18 agosto 2014

Tramonto sul lago

                                                  - La foto nel riquadro, è di L. Baldini -




Una luce ormai radente
scivola sull'acqua cheta,
una brezza appena lieve
alita su bianche vele
che come farfalle leggere
galleggiano sul lago.
sulla riva intanto
s’attarda un pescatore
e cucchiainando a raggera
disturba i germani
che già si cominciano a cercare
e si colorano in rosa
quei  monti da poco imbiancati
nel preludio del giorno
che ormai stà per finire
.
da Luciano Baldini - (Albavilla - CO)


.

mercoledì 13 agosto 2014

Al tempo della fortuna - (Lariane sponde)






E torneremo un giorno alle Lariane sponde       
a riveder i luoghi della vicenda nostra in nuce;

percorreremo ancora con incerti passi
l’ acciottolato viottolo sinuoso e angusto,
tutto recinto dal muretto a secco,
che in dolce pendio risaliva il dosso.
           
Ricordi il nome ?  Via Paradiso,
solatio riparo delle timide lacerte.

Oltre il cancello, in capo alla via,
le snelle arcate e l’ampio sguardo
e in fondo alla curva il brivido sottile
di immaginari incontri all’imbrunire.
     
Era lieve a quel tempo passeggiare
per le erte vie e sulla dolce riva
sostare al vecchio frondoso olmo,
gli sguardi accorti alla nostra creatura.

Ricordi il frutteto e le fiorite aiuole     
percorsi a sera dallo zefiro montivo ?
Era la brezza vespertina del Dosso Liro
che tenace penetrava tra gli anfratti.
                         
Il fico e l’albicocco protesi alle finestre
si offrivano benevoli ai nostri arditi morsi. 

Fu quello il tempo, sai, della fortuna, 
che ospitammo ignari nello spumeggiar dei mesi.
 
Fu quello il tempo della natura amica,
che uniti, ci avviò alle sfide della vita.
 
E torneremo un giorno alle Lariane sponde
a specchiar le nostre rughe sul ruvido sentiero
e vagheggiar così, nel solitario vespro,
tra le illusioni di gioventù smarrite. 
.
da Antonio Oxilia - (Verona)
.     


domenica 3 agosto 2014

La cala


Non è cambiata
la piccola cala
rocciosa
ciottolosa
recondita  
e annidata nell’ansa lacustre
tacita e deserta.
Non è cambiata,
imperturbabile
angusta
serena
rubata all’acqua del lago
e alla boscaglia
di querce
di rovi,
là dove un rivo frusciante  
si perde nella riva,
là dove ancora il sole di luglio
arroventa le pietre d’un lato
e un grande ulivo selvaggio
dà ombra al canto di fronte
e qualche fiore
sgualcito
inculto
affiora tra muschi e licheni
dal piano di sassi della pietraia
caduti
precipitati
col tempo dall’alto del monte
e politi dall’acqua.
Nulla è cambiato
sul greto
della nostra cavità   
nascosta
appartata
segreta.
Solo tu manchi quando
sorridevi giocosa
emergendo dalle onde nel sole
con la pelle ambrata
rorida di gocce lucenti.
.
da Emilio Montorfano - (Milano)
.