- fotografia panoramica: Franco A. Cavalleri -

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martedì 29 marzo 2011

Memoria - (Alfabetare)

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Acque di manzoniano lago
Bagnano note di ricordi
Curvati sotto gomitoli di anni.
Dietro il vetro dell’aria
Esorcizzo la mia marionetta senza fili
Fatta da mere solitudini
Grevemente scese da nuvole nere
Hic et nunc
Io sono fermo ad ascoltare
La melodia dell’onda che rinasce:
Magia di pensieri azzurri e neri
Nella bianca culla della memoria
Oh amore senza amore
Perché il cuore impazza ancora
Quando il vecchio battello a vapore che ancora fuma.
Reitera il nostro percorso del Lario?
Squarcia il cielo il grido del gabbiano
Trascinato dal vortice dello strazio
Una notte reclinata sulla porta dell’averno.
Vieppiù chiusa al carro di Lete.
Zolla d’acqua sarà il mio cuscino.

da Giovanni De Simone - (Traona - SO)
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mercoledì 23 marzo 2011

Un'aria nuova

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Oggi ancora fa freddo
anche se sui rami nudi,
mossi da un venticello
delicato e gentile
s’affacciano le gemme.
Ha un suo canto speciale
quella brezza leggera,
che sa ancora di neve
e che increspa il mio lago
come un brivido lieve
che scorre sull’azzurro
e fra poco schiuderà
nel tappeto dei prati
l’oro delle primule
e i capolini bianchi
di gaie margherite.
Ben venga questa brezza,
che risuona tra i rami
la sua dolce canzone
e spero che porti
una lucentezza nuova
anche dentro il mio cuore
per cacciarne le nebbie.

da Emilio Montorfano - (Milano)
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Lo stillicidio

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Dalla parete di roccia
uno stillicidio d’acqua
gocciola giù nel rivolo,
senza fermarsi un attimo
di levigare la pietra,
che consuma, che dissolve
come il mio tempo che passa,
come il tempo che mi resta.
Mi ruba giorno per giorno
un poco di forza e vita.
poi sparisce verso il lago
confondendosi con l’onde
inquiete che l’attendono
e, lieve come vapore,
risale verso l’azzurro
per velarlo di nuvole,
prima di ricadere acqua
in un moto senza fine
come il morire e il nascere.

da Emilio Montorfano (Milano)
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Primavera sul Lario

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Il sole di marzo
versa brocche
di luce sul lago.

Una tortora
cede al vento
il suo grido:
“Ama chi t’ama
e con teneri lacci
avvinci il suo cuore”.


La terra bruna
di nuovo soffice
respira l’attesa.

da Rosa Maria Corti - (Lenno - CO)
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lunedì 21 marzo 2011

Attimi di memoria

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il pensiero domina il rintocco dei minuti
pochi attimi di attesa
davanti solo il blu.
un'accecante nascondiglio,
un piccolo inevitabile scompiglio.
perla blu immensa,
deriva di pensieri implosi,
attimi di memoria,
piccole malinconiche alchimie.
il lago in certe giornate plumbee
evoca immagini nascoste.

da Micol Amadori - (Como)
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Panorama

.


L'attimo esatto,
prima immagine del lago,
si staglia irraggiungibile
come profonde crepe blu.
accolgo lo spettacolo,
una magia di luce,
uno sguardo lontano.
l'attimo in cui
l'occhio malinconico
accoglie la vista
dello scuro specchio,
e le montagne
si inventano cornice.

da Micol Amadori - (Como)
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Onda - (Poesia Acrostica)

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(Poesia Acrostica)

Onda che sussurri
Nel divenir della sera
Distendi la tua nota
Ad ogni battito d’ali.

da Melotti Rossella - (Villa Guardia - CO)
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Amore e Psiche - (A Villa Carlotta di Tremezzo)

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Corpi avvinghiati in una stretta voluta,
perfettamente torniti, stampano,
nella candida pietra un sublime momento.
Psiche sogna, incosciente,
tra le braccia di un eros alato.
Le chiome sciolte, in un istante
di delirante abbandono, si offre a Lui,
che, con estrema delicatezza,
le sorregge il capo e le cinge il seno,
con amoroso, innocente trasporto.
Sguardi vogliosi e fissi,
bocche desiderose, solo si sfiorano,
in un racconto di infinita dolcezza,
una eccitante melodia pervade l'ambiente,
riempie l'anima di chi ammira tale delicata immagine,
soave visione, ricordo per l' eternità.

da Gianluigi A.Saporiti - (Como)

n.d.r.:

- link diretto al sito di Villa Carlotta, Sala di Amore e Psiche

- per visitare "virtualmente" la Sala di Amore e Psiche a Villa Carlotta di Tremezzo - cliccare qui.


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Storia creata

.


notte graffiata
sgorghi dall’anima del giorno
come straccio secco
e cogli una storia
che la memoria s’inventa:
Lecco
luce dell’alba
lungo la spiaggia del lago
gridi di gabbiani
per un debole giorno
un peso dentro
come placca di piombo
e
agonizza lo spirito
che attende l’amore
e l’amore viene
a riempire il cuore svuotato
imprimendo il segno dell’eternità
con il fuoco della parola
lungamente attesa

da Giovanni De Simone - (Traona - SO)
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Colori

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Declina il crepuscolo
trame rosa
dietro vette
cangianti
di sogni sospesi.

Letargico sole
affonda
spire d’arancio purpureo
che il lago frantuma
in preziosi smeraldi.

Ombre di luce,
d’argento riflesse,
s’attorcigliano
nel gioco embrionale
come amanti segreti.

Del verde dell’acqua,
inghiottita dall’onda,
rimane il bianco
della spuma a nozze
vestita.

Immagini trafitte
di meraviglia
ammantano il blu
della liquida coperta
d’inchiostro riversa.

Giunge nera la notte,
d’aquiloni stellati,
nella tacita quiete
disperdo illusioni
di carta colorata.

da Melotti Rossella - (Villa Guardia - CO)
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venerdì 11 marzo 2011

Appesa ai miei tramonti - (Poesia Acrostica)

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(Poesia Acrostica)

Ancora una volta danzi lieve sulle acque
Per me, in questo dorato tramonto lacustre
Passi eleganti di un antico ballo d'amore
Evanesceze sinuose che nel cielo serotino
Scorrono suadenti davanti ai miei occhi
Amor mio, mentre aspetto qui il tuo sorriso.

A
ppoggiato alla ringhiera della passeggiata
Inspiro della glicine le penetranti fragranze.

Mescolanze di un aroma forte e speziato
Invadono la mia fantasia che ha sete di te
E mentre cerco la tua camminata tra la gente
Incedere elegante lungo le chete rive del lago

Tramestii di cuore e desiderio mi assalgono
Ricordi scorrono tra terra acque e cielo
Ad ondate increspano di emozioni l'anima mia
Mentre di noi si impregnano tutte le rive
Ogni angolo di questa passeggiata a lago
Neve di petali d'amore che ricopre ogni cosa
Trame intrecciate di colori e profumi nel cielo
Instancabili disegnano il mio ed il tuo nome

da Pierangelo Giussani - (Cernobbio - CO)
.

giovedì 10 marzo 2011

Pioggia benefica

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brontolii
cielo nero
squarciato dal fulmine
un tuono percorre il lago

le prime gocce
grosse
scure
rotonde
la pioggia cade
violenta

circondato
da un muro ondulato d’acqua
capelli fradici
gocciolanti
zuppo fino alle ossa
triste
un nome
sulla punta della lingua
danza al ritmo del cuore
e
rotola nel silenzio
muto
alzo la faccia la cielo:
la pioggia
lava la tristezza.

da Giovanni De Simone - (Traona - SO)
.

venerdì 25 febbraio 2011

A zonzo per la regina

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Meriggio assolato
di fine inverno,
una allegra breva
increspa il lago,
sempre più potente
verso nord.
Incontro
campanili e pievi
di antiche pietre,
sudate,
suoni conosciuti
di vecchie campane,
filari di slanciati
cipressi.
Una lieve bruma
nasconde
l'altra sponda,
pini, abeti,
nei parchi
cantano la vita.
Torri di acciaio,
moderni campanili,
diffondono onde silenti,
filari di tralicci
trasportano
non sogni,
non fremono,
non giocano col vento,
diffondono profumo
di morte.

da Gianluigi Saporiti - (Como)
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domenica 20 febbraio 2011

Ona vos - (Una voce) - (Poesia in dialetto lombardo)

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- poesia in dialetto milanese:

La barca, ninada dai ond,
la se moeuv in sul lagh de la vitta
indoe se mes’cen denter l’anima
el dolz di stagion da bagaj
e el brusch d’ona sgrazza d’uga
che semm mai riessii a cattà.

Regòrd e rimpiant per i ann
ch’hin forsi passaa tròpp a svèlt
che semm minga sta bon de doprà
cont el coeur saraa in d’on cassètt,
i oeucc quattaa denanz al Mond
e i pee poggiaa in su la litta.

Quadrèll su quadrèll, con cura,
emm faa su la cà di nòst interèss,
circondaa da ona spèssa scighera
che la sconfond dasi dasi la ment
con penser e dubbi che ogni dì
spongen semper pussee.

I brasc gh’hann quasi pù la fòrza
per riessì a remà fina a riva,
ma poeu, d’improvvis, la scighera
la tòrna d’indoe l’è vegnuda,
e in del scur de la nòtt ona vos,
de lontan, la ghe ciama a lee.

L’è on vosà de quij che desseda,
compagnaa da ona lus che ris’ciara,
che tira foeura el coeur dal cassètt,
che deslengua el giazz del nòst coeur,
che ghe fa respirà el profum de la vitta.
L’è ona vos: l’è la vos de l’amor.


Renato Baroni

- traduzione in lingua italiana:

La barca, cullata dalle onde,
si muove sul mare della vita
dove si mescolano nell’anima
il dolce delle stagioni di ragazzo
e l’aspro di un grappolo d’uva
che non siamo stati capaci di raccogliere.

Ricordi e rimpianto per gli anni
che sono forse passati troppo in fretta
che non siamo stati capaci di usare
col cuore chiuso in un cassetto,
gli occhi coperti di fronte al Mondo
e i piedi posati sulla sabbia.

Mattone su mattone, con cura,
abbiamo costruito la casa dei nostri interessi,
circondati da una spessa nebbia
che confonde piano piano la mente
con pensieri e dubbi che ogni giorno
si fanno sempre più pungenti.

Le braccia non hanno quasi più la forza
per riuscire a remare fino a riva,
ma poi, d’improvviso, la nebbia
ritorna da dove è venuta,
e nel buio della notte una voce
da lontano ci chiama a lei.

E’ un grido di quelli che svegliano,
accompagnato da una luce che rischiara,
che toglie il cuore dal cassetto,
che scioglie il ghiaccio della mente,
che ci fa respirare il profumo della vita.
E’ una voce, è la voce dell’amore.


da Renato Baroni – (Bovisio Masciago - MB)
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Argegno

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- Il dipinto a destra nell'immagine ci è stato inviato da Renato Limana -

Osservo
quest’antro di mondo
accovacciato nelle fangose rive
di fluttuanti onde.
Ascolto l’infinita melodia
dei sussurri velati dal vento
fra ventagli distesi
dai brulli pendii.
L’acqua danza lenta
la sua scia
fra spazi eterni
lasciati persi.
Assaporo questa linfa vitale
d’incantevole solitudine
e torno a respirare...

da Rossella Melotti - (Villa Guardia - CO)
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Sulla SS.36

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Il giorno
arriva strisciando dai monti
muto
e con gli occhi di pena
accumulata nella notte
guarda il lago nascosto
dietro un sacco di carbone
chiazzato di nebbia.
flebili rombi di motori
sulla SS 36
e
fari gialli che mangiano luce.
Quale cieco
al passo di tartaruga
un cane attraversa la strada
e scompare.
Lentamente
Lecco si apre
come una Ninphea cerulea
e da corpo, volto e voce
alle ombre di uno schianto
contro un platano del lungolago.
Garibaldi
sbiancato
guarda attonito
dal suo piedistallo.

da Giovanni De Simone - (Traona - SO)
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Sul pontil del Lagh - (Sul pontile del lago) - (Poesia in dialetto lombardo)

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- poesia in dialetto milanese:

La vedeven tutt i dì girà per Còm
e fermass là, in fond al pontil;
vestii trasandaa, oeucc stralunaa,
paròll vosaa al vent, cavej spetenaa…..
e ona pigòtta tegnuda per man.

On temp l’era pròppi on splendor,
come on fior sbociaa in primavera
on marì l’ha cattaa el sò amor
e on bagaj tanto cercaa (on bel fiolètt)
l’ha completaa on sògn quasi perfètt.

Ma ona matinna, su la strada de scoeula,
s’è sentii ona frenada, poeu on colp,
e el bagaj su l’asfalt l’ha vist pù la lus.
El coo de la mama l’ha daa foeura de matt:
via vai de dottor, medesin, ospedà……

On dì l’era ferma, come sòlit, sul pontil
cont i oeucc che gottaven in l’acqua;
vestinna noeuva, tutta in ordin,
silenzi vosaa al vent, cavej petenaa…..
e la pigòtta tegnuda per man.

S’è sentii d’improvvis on gran tonf,
sul pontil s’è vist pù nissun
e i gent che sul pòst hin coruu,
hann trovaa domà ona pigòtta,
ona pigòtta cont i oeucc saraa su.


Renato Baroni


- traduzione in lingua italiana:

La vedevano tutti i giorni girare per Como
e fermarsi là, in fondo al pontile,
vestito trasandato, occhi stralunati,
parole urlate al vento, capelli spettinati
e una bambola tenuta per mano.

Un tempo era proprio uno splendore,
come un fiore sbocciato in primavera
un marito ha raccolto il suo amore
e un figlio tanto cercato (un bel bambino)
ha completato un sogno quasi perfetto.

Ma un mattino, sulla strada di scuola,
si è sentita una frenata, poi un colpo,
e il bimbo sull’asfalto non ha più visto la luce.
Il cervello della mamma è impazzito:
via vai di dottori, medicine, ospedali……

Un giorno era ferma, come al solito, sul pontile,
con gli occhi che lacrimavano in acqua;
vestito nuovo, tutta in ordine,
silenzio urlato al vento, capelli pettinati
e la bambola tenuta per mano.

Si è sentito d’improvviso un gran tonfo,
sul ponte non si è visto più nessuno
e le persone che sul posto sono accorse,
hanno trovato solo una bambola,
una bambola con gli occhi chiusi.


da Renato Baroni – (Bovisio Masciago - MB)

Sull'ali del vento - (Poesia Acrostica)

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(Poesia Acrostica)

Sensualmente cavalco
Un fantasma nel vento,
Lidi lontani agogna
L’anima mia sognante.

Accesa da vitrei riflessi
La luna stasera parlante
Invita a un dialogo silente.

Dolce è il ritmo del lago
Effonde un delicato e
Lirico canto passionale.

Varco sull’ali spiegate
Eccitanti soglie d’oblio.
Nuda nel suo manto
Tremola di stelle la notte
Ospita i miei sogni più occulti...

da Antonia Migliaresi - (Silvi Marina - TE)
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domenica 13 febbraio 2011

San Valentino - (Poesia Acrostica e leggenda)

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Poesia Acrostica

Brilla sul lago lontano da riva
Un solo riflesso di luce dorata
Onde gioiose sorridono al Santo
Nella distesa del lago imbiancata
San valentino che porge una rosa
A due innamorati arrabbiati col mondo
Nuova promessa e canto d'amore
Viene danzando sulle spume d'onda
Ancora cangianti alla luce del sole
Lungo le sponde,sospinta dal vento
E sale in alto una musica arcana
Nell'azzurro cielo di nuvole sparse
Tra le macerie di antichi dolori
Invita il mondo a una nuova speranza
Nel dolce conforto di un bacio d'amore
Osanna di vita orgasmo del cuore.

da Pierangelo Giussani (Cernobbio - CO)

La leggenda della Rosa della Riconciliazione

Un giorno San Valentino sentì passare, al di là del suo giardino, due giovani fidanzati che stavano litigando. Decise di andare loro incontro con in mano una magnifica rosa. Regalò la rosa ai due fidanzati e li pregò di riconciliarsi stringendo insieme il gambo della rosa, facendo attenzione a non pungersi e pregando affinché il Signore mantenesse vivo in eterno il loro amore.
Qualche tempo dopo la giovane coppia tornò da lui per invocare la benedizione del loro matrimonio. La storia si diffuse e gli abitanti iniziarono ad andare in pellegrinaggio dal vescovo di Terni il 14 di ogni mese.
Il 14 di ogni mese diventò così il giorno dedicato alle benedizioni, ma la data è stata ristretta al solo mese di febbraio perché in quel giorno del 273 San Valentino morì.

giovedì 10 febbraio 2011

Febbraio sul lago

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Leva il sole
la scorza ambrata
negli ombrosi crinali.
Tremula niveo
il primo raggio
fra acque assopite
come anima in corpo.
L’aria di luce agghindata
veste stinti colori
gettando il gelido manto
su giacigli di ossute foglie.
Riverbera lo specchio lacustre
pietraie assolate, silenziose.
Brandelli di cielo
d’azzurro screziati
rincorrono oscuri passeri
nel solitario volo.

da Rossella Melotti - (Villa Guardia - CO)
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martedì 8 febbraio 2011

5 febbraio

.
Il mio lago sorride
ai raggi del primo sole,
le profumate brezze
allietano chi lo mira.
Prepara le vele
nocchiero,
lucida
lo scafo,
il vascello freme ,
desideroso di fendere
le increspate acque,
di correre , volare
sulle spumose,
biancheggianti onde.
Un altro anno e' fuggito...
si avvicina sempre di piu',
curva sotto il peso
della terribile falce uncinata,
la maga, dal manto nero,
atroce aiutante del fato,
empia, impietosa,
non sa risparmiare
nessuno.
Fuggi veloce
sul tuo veliero,
vira, rivira
combatti il tuo match play,
vinci, un' altra volta,
la regata della vita.

da Gianluigi Attilio Saporiti - (Como)
.

giovedì 3 febbraio 2011

La mia anima vagabonda erra sul Lario - (Poesia Acrostica)

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(Poesia Acrostica)


Lontana e pur tanto vicina
Accoccolata sul’amata sponda

M’inebrio del sorriso lacustre.
Intimorita dall’atmosfera cangiante
Ascolto un capriccioso e inusuale

Andirivieni d’onde e intanto
Nascosti fremiti riappaiono e
Iniettano ansie nell’anima,
Mormorii sopiti nel gelido inverno
Affiorano sulla crespa superficie.

Vago tra paesini e colline
Abbacinata da raggi sfavillanti,
Girovago tra emozioni e paure
Assetata d’estive beatitudini.
Balugina il lago di mistero mentre
Ospita i bagliori del tramonto e
Nebbie sottili avvolgono le spiagge.
Dirotto lo sguardo e ad oriente
Appare Selene nascente:

Eterea su un cielo cobalto
Riflette la sua immagine tra l’onde.
Ritornano nel cuore i miei ricordi
Adesso splendo di luce lunare.

Sarà abbagliante realtà o
Utopia nata da pressanti desideri
Lasciati scorrere nel tempo?

Levito tra fantasie e pensieri
Avvolgenti e nostalgici:
Ritorno ad amorose intese,
Indimenticabili magici momenti!
Origlia il lago le mie illusioni…

da Antonia Migliaresi - (Silvi Marina -TE)
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venerdì 28 gennaio 2011

Villa Geno

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Mi ricordo d’una sera
fredda, quieta e dicembrina
là, sulla punta di Geno,.
Del lago si sentiva,
senza che lo si vedesse,
un murmure là vicino,
come una voce sommessa
nel greve buio dintorno,
là dove un quarto di luna,
lontano, tra nubi nere,
disegnava dei fantasmi
tra cespugli, alberi e pietre.
Diciott’anni ed un’amica
sorridente e tanto cara
prolungavano l’incanto
con un silenzio tra di noi,
prima del lento riavviarsi
mano nella mano a casa.

da Emilio Montorfano - (Milano)
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Sugnà - (Sognare) - (Poesia in dialetto brianzolo)

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- fotografia di Franco Alessandro Cavalleri -


Poesia in dialetto brianzolo:

Vöri düü al
par vulà sura i muntagn
sbrufaa da nev
e sberlüsent da sû
e pö giò
fen al mè lagh
carezzaa l’unda
sentè l’udur da l’alga
e di pèss.

Ripusà
sö i nuvul
purtaa dal vent
e sugnà.


Versione in lingua italiana:

- Sognare -
Voglio due ali/ per volare sopra le montagne/ spruzzate di neve/ e luccicanti di sole/ e poi giù/ fino al mio lago/ accarezzare l’onda/ sentire l’odore dell’alga/ e dei pesci./Riposare/ sulle nuvole/ portate dal vento

da Giuliana Anzani - (Albavilla - Como)
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Notturno sul lago - (Poesia Acrostica)

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(Poesia Acrostica)


Nera e palpitante è la coperta
Obliquamente stesa sul lago
Tace l’ultimo gabbiano
Tenore del giorno
Ubriaco di bianca luce lunare
Reclina la testa il Resegone
Neghittosamente sull’acqua
Ove scivola dolce sil silenzio degli alberi.

Sale dal silenzio
Una melodia di suoni ovattati:
Love di due anatre balzane

Lasciano sulle increspature
Argentee ali di luce
Guazzando nel lago le stelle
Oh vieni amore! Vieni.

da Giovanni De Simone - (Traona - SO)

domenica 23 gennaio 2011

Appuntamento al calar del sole - (Poesia Acrostica)

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(Poesia Acrostica)

A ppuntamento al calar del sole
Prima che l'onda divenga cheta
Prima che l'attimo di un amore
Unisca labbra in una dolce nota
Nuova fragranza che mi accarezza
Tutto mi sembra mera illusione
Anche il tuo sguardo di ambra dorata
M i sfugge via con il calar del sole
Eesto solo su quella panchina
Non ci sei più attrice diun sogno
Tutto svanisce nell'onda immota
Ormai è finita un'altra stagione

da Pierangelo Giussani - (Cernobbio - CO)
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venerdì 21 gennaio 2011

Nuvole rosa sul lago - (Poesia Acrostica)

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(Poesia Acrostica)

Notevole è il lago stasera:
Ultimi e tiepidi raggi
Velati da un tramonto
Ormai imminente
Libera nell’acque
Elio morente.

Rosato da nuvole trasparenti
Ogni angolo di cielo
Sospira Ecate divina
Auspicando notturne magie.

Stupefatta e rapita,
Umile lo sguardo
Levo al firmamento.

La splendida visione
Assopisce lo spirito.
Gorgogliano sommessamente
Onde leggere e...poi è silenzio.

da Antonia Migliaresi - (Silvi Marina - TE)
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Candida Creatura - (Poesia Acrostica)

-fotografie di Franco A. Cavalleri -


(Poesia Acrostica)

Candida creatura
In livrea regale
Giungi a questa riva
N avigando nelle acque
Oziose della sera.

da Pierangelo Giussani - (Cernobbio - CO)
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Ninfea - (Poesia Acrostica)

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(Poesia Acrostica)

Noce di sole acceso
Immersa in bianche falde
Nasci in chete acque
Fedele presenza
Errante tra le canne
Amica del mio navigare

da Pierangelo Giussani - (Cernobbio - CO)
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Canto dell'Onda - (Poesia Acrostica)

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(Poesia Acrostica)

Canto dell'onda
Ancora ti incontro
Nella dorata
Ora della sera
Al vespero pagaiando

da Pierangelo Giussani - (Cernobbio - CO)
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