- fotografia panoramica: Franco A. Cavalleri -

Per leggere tutte le poesie sinora pubblicate su larioinpoesia: scorri in basso, sino ad incontrare l'ultima poesia.
Noterai la scritta "Post più vecchi". Cliccandola, incontrerai via via tutte le pagine inserite, a partire dal gennaio 2008.

lunedì 25 agosto 2008

Alla riva

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fotografia: Franco A. Cavalleri


Foglie secche e legni e piume
galleggiano muti sull'acqua del lago.
Si infrange la piccola onda al muro di torri
affondate
nell'acqua salmastra.
Una tartaruga pigra cerca il gradino di pietra
Lo sciacquio accompagna i miei passi lenti
che seguono il ferro battuto del bordo
tiepido sotto la mia mano.
Si allarga lo sguardo all'altra riva seguendo l'azzurro e il verde.
Si tende il bianco degli oleandri verso il cielo
e trama nelle vele del ricordo
la rotta dei miei sospiri di festa.

da Luciana Schnyder - (Como)
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venerdì 15 agosto 2008

Invito alla lettura: antologia poetica "Larioinpoesia"

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In anticipo sui tempi inizialmente previsti,
L' ANTOLOGIA "LARIOINPOESIA" è stata pubblicata.
La raccolta accoglie 25 autori diversi e 40 poesie dedicate al Lario.

Abbiamo scelto di regalare alla nostra antologia
una DOPPIA VESTE EDITORIALE:

leggetene tutti i particolari,
collegandovi all'indirizzo dell'apposito blog-vetrina dedicato.


Ringraziamo tutti gli Autori che hanno entusiasticamente aderito all'iniziativa
di comoinpoesia!

TUTTE LE INFORMAZIONI, I PARTICOLARI, LE DESCRIZIONI,
collegandovi QUI oppure cliccando sulla copertina
.

giovedì 14 agosto 2008

L'Orrido di Bellano

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Nel 1567 a Parlasco, piccolo paese della Valsassina dove scorre il Pioverna, fu arrestata la Signora Bissaga(signora delle serpi).
Condotta a Milano, fu bruciata viva per stregoneria.



Mugge il Pioverna al ciel nascosto
nell'Orrido cupo d'infernale aspetto,
in certe notti d'inverno ancor s'aggira
ululando alla luna misera strega,
arse le vesti fremente d'ira
i demoni invoca tra infidi gorghi,
poi l'alba svela una viscida serpe
tosto ghermita da nero rapace
alle Grigne diretto e del torrente l'onda
trova nel lago infin la pace.

da Piero Pizzi - (Lecco)


ndr:
(tratto dal sito www.valsassina.it)
"Orrido di Bellano: eccezionale spettacolo creato dal fiume Pioverna pochi metri prima di finire la sua corsa nel lago. Quello che è visibile sono una serie di salti d'acqua e cascate all'interno di forre dal fascino unico. Le pareti delle grotte sono percorse da passerelle e scalette che permettono a tutti di godere di questo eccezionale spettacolo della natura. Assolutamente da non perdere, un vero monumento naturale. Aperto tutto l'anno".
Chi invece volesse visitare soltanto "virtualmente" l'Orrido, può collegarsi a questo filmato, trovato su youtube

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giovedì 24 luglio 2008

Acqua di lago


Acqua di lago,
pensiero mai sfiorato,
negli occhi avevo il mare
e il cielo azzurro,
lunghe spiagge
ed onde spumeggianti,
compagne dei vent’anni
ormai lontani.

Guardo stasera
colori sconosciuti,
il lago è così bello
all’imbrunire!
Così tranquillo e soave e muto.
Da troppi anni ormai
lo amo anch’io
ma so da sempre
che non sarà mai mio.

da Elisa Barone - (Como)
(poesia tratta dalla silloge “ Farfalla”, pubblicata nel 2002)
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mercoledì 16 luglio 2008

Fantasie notturne sul castello di Vezio

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(visita il sito del Castello di Vezio )
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L'afrore del Lario in tempesta
avvolge l'antico maniero
su spalti sbrecciati
s'aggira tra nidi di falchi
ombra velata di dama
con manto ornato di ghiaccio,
piangente ancora lo chiama
l'amante inghiottito dal lago,
sospira un ultimo abbraccio,
s'infrange onda irruenta sul molo
risponde al sofferto lamento.

da Piero Pizzi - (Lecco)
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sabato 5 luglio 2008

Se potessi descriverti il lago...

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fotografia: Claudio Tonsi
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Se potessi descriverti il lago
che vedo se chiudo gli occhi…
se potessi parlarti di lui,
centro dei miei pensieri d’adesso…
specchio dell’anima mia.
Le sue acque
costanti e quiete
paiono immerse in un dormiveglia
dolce e perenne.
E’ avvolto in un aurora incantata
immobile lo
nasconde al mondo
e non ne lascia intravedere
i contorni
così che appaiono
lontani, sbiaditi,
come un ricordo sfuocato dal tempo.
Ma le sue acque al contrario
sono nitide e chiare
come il cielo d’estate,
nitide e chiare…
tranquille,
annullano in me
ogni altro pensiero
ogni altro desiderio
che non sia quello
di chiudere gli occhi
per navigarlo ...e nel silenzio
continuare a sognarlo.

da Rosaria Formisano - (Lucca)
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martedì 1 luglio 2008

Il borgo sul lago

-

Un buon pezzo di vita
ho trascorso con te,
caro borgo lacustre,
dolce, quieto paese
dei miei anni infantili.
TORNO, io spesso mi chiedo
come adesso tu sia,
mentre ho ancora nel cuore
quelle strette stradine
di gradoni di pietre,
dove il mulo a fatica
trascinava in salita
la slitta dai pattini
di legno unto di grasso.
Come saran mai ora
il giardino dei giochi
del tempo dell’infanzia,
le rose bianche e rosse,
che mio nonno curava,
e il grande pergolato
di glicini turchesi
e i lillà e le viole
e il lauro aulente
proprio là, sullo sfondo
del mio bel San Giovanni?
Chi s’affaccerà adesso
al balcone di casa,
là dov’era mia madre
quando stava in attesa
che tornassi da scuola
e dal quale scorgevo
un gran pezzo di lago
oltre le verdi piante
digradanti alla riva?
Gli anni che son passati
spero t’abbian lasciato
uguale ai miei ricordi,
ma io vorrei sapere
che n’è dei miei compagni
dei trastulli puerili
o dei banchi di scuola,
dai quali scoprivamo
con gli occhi innocenti
d’intorno un mondo nuovo
tanto bello e attraente
che soltanto esisteva
nel candore infantile
dei nostri anni più verdi.
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da Emilio Montorfano - (Milano)
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lunedì 30 giugno 2008

Antologia "LARIOINPOESIA" - Autori Vari

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- ANTOLOGIA POETICA LARIANA -

Si sono oggi concluse le selezioni
ed è in corso di impaginazione l'antologia "LARIOINPOESIA".

RINGRAZIAMO TUTTI,
per il comune impegno di partecipazione.


L'antologia accoglierà alcune tra le poesie pervenuteci e già pubblicate on line nel periodo compreso tra metà gennaio e fine giugno 2008.

Entreranno a far parte della raccolta 25 autori e 40 poesie.

Comunicheremo successivamente, mediante circolare diretta a tutti i partecipanti, l'elenco esatto delle poesie inserite.

L'ANTOLOGIA SARA' DISPONIBILE
DAL PROSSIMO MESE DI SETTEMBRE
(seguiranno ulteriori informazioni)
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domenica 29 giugno 2008

Romanza

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Volevamo aiutarci a non spegnerci nel cuore
lontani da
ogni appartenenza forse solo io
o anche tu fuori orario di chiusura.

Cercavamo parole che potessero ospitarci
nel linguaggio illuminato da
una luna discreta
complice l'ondeggiare silente del lago,
e delle
nuvole che in retaggio di pudore
volevano oscurarla.

Nessun nesso
casuale spiega la fiamma
di un volere quando si muore
sulla pietra del
mulino che macina grano

perchè la verità è fatica d'ascoltare più
della favola che narra di fossati e felci.

da Donatella Maino - (Trieste)
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venerdì 27 giugno 2008

Lago come...

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Lago come scappare al largo
vedere da lontano,
educo la mia vista
nell'osservare nel viaggio
le regole, tra tegole
plastificate di agosto.
E la natura riprende
i colori e il quotidiano
incerto evapora al sole:
ha odore di luce lunare
il caldo dei pensieri sudati,
a fumo il respiro affannoso che
si arresta nella testa,
quando il tempo ha il calore del corpo.

E' innocente vivere urbano come brezza d'estate
che tocca gelida nella pressione bassa dei tetti
nel deserto di una città vuota,
ma dalle finestre spalancate
- le voci dei vicini di casa, le televisioni accese,
il rumore delle stoviglie, i bambini che giocano -
Il piacere dell'estate.

Il sole che ogni giorno
tramonta nelle nostre teste
i pensieri galleggiano al largo in avanti.

da Alice Piccolo - (Como)
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Il lago Lario

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Scura la carnagione del lago
trafitto dalle montagne.
Dai rami si snodano
paesaggi increspati dal vento.
Tra le canne anneriscono le folaghe,
a riva saltellano agoni in frega.
Cornici.
Nell’imbrunire dell’estate
un assolo nostalgico
avvolge lo sguardo
che trasogna
d’ azzurro lariano.
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da Paola Mara De Maestri (Cosio Valtellino - SO)
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(il lago, il tempo e tu)

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non come ieri sono nel tuo sguardo
e il mio cammino attinge ad altro lido
ma nonostante questo a volte pesi
ci demmo appuntamento verso sera
- o verso l’alba? l’ora non ricordo –
ma so del luogo (come può saperlo
chi non si separò mai dalla terra
dall’acqua dalle foglie e dagli eventi)

il lago mi saluta da lontano
o da vicino – false, le distanze –
e accade che mi arrivino le acque
le braccia tue e senza più confini
si avanza nelle trasfigurazioni
così sei acqua foglia e nuova terra
figlia dei ritmi che hanno generato
le ombre a riva e i vividi riflessi

come nel centro esatto delle vite
di tutti i nostri ieri e dei domani
le sponde circolari già lo sanno
che il tempo è un cerchio chiuso – non esiste –
e certi amori accolgono distanze
che bastano parole a cancellarle:
ci aspetteranno il lago e le sue acque
e noi saremo ancora il nostro evento
.
da Francesco Sicilia - (Agropoli -SA)
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domenica 22 giugno 2008

Antologia "Larioinpoesia": selezioni in corso

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Sono in corso di selezione le poesie che entreranno a far parte della nostra prima Antologia di versi dedicati a Como ed al Lario:

LARIOINPOESIA" - ANTOLOGIA POETICA LARIANA -

- Prima edizione - a cura di www.comoinpoesia .com -

L'antologia accoglierà alcune tra le composizioni pervenuteci
e pubblicate on line nel periodo compreso tra gennaio e fine giugno 2008.

PARTECIPAZIONI APERTE SINO A LUNEDI' 30 GIUGNO

Ciascun autore interessato sarà contattato singolarmente, by mail.

Nessun onere economico, né sottoscrizione di acquisto anticipata
richiesti per la pubblicazione: solo un'opportunità, non un obbligo.

A stampa avvenuta, il libro sarà acquistabile autonomamente e direttamente - (e senza perciò che alcun esborso sia versato alla redazione di comoinpoesia)

L'antologia sarà disponibile nel prossimo autunno.
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Ringraziamo LUCA ROTA curatore per RCI Radio del programma radiofonico quindicinale di intrattenimento culturale "Radio Thule" (91.800 – 92.100 FM, lunedì dalle 21 circa alle 22-22.30 ed in replica la domenica, alle ore 13.00)
per la segnalazione dell'iniziativa su "CRONACHE DA THULE"

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Ringraziamo la Redazione de "IL GIORNALE.CH" per la promozione della nostra iniziativa editoriale - ed il LINK diretto - pubblicati in data 22 giugno.
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Sereno

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Una striscia sottile di schiuma
s’allunga e si distende lontana,
dipinta dal piroscafo sul lago:
s'allarga, si disperde, svanisce.

E' ritornata la calma sull’acqua:
la stessa pace indotta nel mio cuore.

da Augusto Bianchi
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L'ultimo viaggio

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(21 marzo 2007)

L’ultimo viaggio, non troppo lontano
da casa, di marzo, un solo pomeriggio,
fu a Como: archeologia e piazza e museo,
la cattedrale e un lungolago tanto diverso
da quello che serbavi nei ricordi.
E tanto blu, nell’aria e nelle acque,
nel vento presago del nulla o dell’altrove.
Inquietudine
di catastrofe imminente e voci
di poeti: tutti i poeti che amarono
e percorsero le lariane rive riuniti
dentro quel vento messaggero,
primavera d’un inverno
che ora e sempre dura.

Non tornerò a quel lago.
Non voglio constatare l’assenza
del tuo corpo dal sedile accanto,
la portiera che non s’apre.

da Eleonora Bellini - (Borgo Ticino - NO)

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sabato 21 giugno 2008

Oltre

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In alto sulla cima,
le mie montagne intorno:
un abbraccio forte e di calore.

I piedi ben saldi,
radici piantate nella Terra.
Io parte di lei - lei parte di me.
Lo stesso dna, lo stesso respiro.

Lo sguardo viaggia
oltre il vallo del lago,
oltre i crinali alpini,
oltre le pianure che portano ai mari.

Oltre.

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da Franco Alessandro Cavalleri - (Como)
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venerdì 20 giugno 2008

Il golfo di Venere

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L'ameno golfo di Venere pudica
baciato or è dai flutti del mio lago
e "Lario", è il fortunato amante,
e a te, inclita dea
Lenno ti elesse il fato
terrena tua dimora.

Qual sia dell'anno la stagione amica,
o Lenno! placido golfo timido ed ascoso,
ti desta ognor di primavera,
il caldo sol del mattutino albore.

E grato e dolce è il contemplar
nel tuo bel seno, la riposante quiete.
Nell'aire, unicamente d'ode
il gaio cinguettar
dei passeri fuggenti.

Sale dal lago, ritmico e cortese
il vivido frusciar dell'onde
e par che mollemente posarsi van,
sul grembo tuo diletto.

Già l'astro maggior, dal ciel diffonde
con dovizia e ardore
il caldo suo tepore.
Venere è desta!

S'affaccia il dì novello
e con letizia e amore
sparge copiosa gioia e dolcezza
al golfo suo protetto.
Egida al fianco veglia
la "Balbianello" punta.

Al cielo azzurro rivolti sono
i cento toni dei campestri fiori.
S'apre il bocciol di rosa
dai vividi colori e rigogliosi.
E son macchie rossate e viola!
Camelie sono ed azalee, ne' giardini
e prati ben coltivati
in opima natura.

Nei dì di festa, solenni e giubilanti
rintoccan le campane, e i sacri bronzi
rammentar ci fan, che giusto
è l'adempiere la legge del Signore.
Eppur, fra il brulicar di genti,
sovrana regna la pace della sera...

Ma tu... propizia dea
ancor mi abbagli...
e tenerezze e amori nel cuor m'ispiri!

Tal ti rammento o Lenno,
al par di Campo e di Tremezzo,
ma pur anco Bellagio
che qui rimiro in fronte a me
di luci adorne, variopinte e strane
e riaccende in me
la fiamma della passione antica...
e i segreti svela!

Fascino arcano gode la mia vista
allo spaziar alto e lontano
i segni scuri delle montagne amiche.

Voci però mi son...
che breve è il mio cammino in questi lidi.
Malinconia m'assale!...
e nostalgia m'opprime.

Notti di Lenno! Notti d'estate...
brezza soave e lieve!
Quale carezza amata
sfiora il mio volto e m'arde?...
ed anco il tenero tuo seno affresca?

Or fra le stelle alte nel ciel,
l'astro notturno indora.
Dormi, serena placida dea,
oh Venere dei sogni!...
Arcana e avvolta nel mistero
è la tua notte.

Ed io, dell'onde lievi
odo un sentir leggero
simile al bacio di fedele amante.

Altro radioso giorno
sarà per te il domani.
Ma in mia memoria è impressa, oggi
domani e sempre - e tal sarà,
l'immagin tua diletta.

da Sandro Ciapessoni - (Padova)
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mercoledì 18 giugno 2008

Como e il suo lago

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Il fortilizio Baradello e la funicolare di Brunate,
la Cattedrale, S.Abbondio e S. Fedele in coro:
tra mura possenti medievali, il nucleo della vita
che si svolge, dal tempo dei romani sino ad ora.

La seta ed il turismo, echi di ricchezze e storia:
una città tranquilla, ma colta e raffinata;
Volta, i due Plinii, i suoi Maestri Comacini,
i musei d’arte e di storia, le sue tradizioni.

Ma l’assoluto vanto, il palpitante cuore
in poesia, in pittura oppure in prosa,
il mito e il fulcro d’ogni cosa, è IL LAGO:
della città di Como, assoluto ed unico Sovrano.

da Paola Novembre

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Sopra gli androni bui

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Sopra gli androni bui
gradini in legno
hai lanciato al parquet del primo piano
un lavacro d’infanzia – si spalancano porte
i fantasmi stravolgono specchi
nei cassetti socchiusi, cucchiai
come labbra

ed il vento ha infiltrato le finestre
di tempesta e di ozono
c’è una vecchia in silenzio, un quadro al muro
con un lago profondo, verticale


un convoglio di nuvole sul monte
va sperdendo gli uccelli
sparpagliando nei buchi la memoria

stridono assi al corridoio, il prato
lo divora una capra intorno al palo –
burattino di legno io sono
con capocchie di spillo vedo.

da Marina Raccanelli - (Venezia)
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martedì 17 giugno 2008

La “scalotta” di Villa Giulia


Scendevo la ‘scalotta’
in religiosa pace,
gradino per gradino
gustando ogni momento
come rito d’amore.
Nell’estatico silenzio
attento ero lo sguardo
a ogni particolare
e teso l’udito
a ogni nota di natura.

Era scambio d’amore
con gli scoscesi prati
musica soave
risuono di poesia.

Contavo quei cipressi
ad uno ad uno
notavo goni ferita
d’impetuoso vento
ogni segno
d’indomita bufera…

Mi raccontavo a loro
liberando l’anima
al soffio della ‘breva’
che tra gli annosi rami
danzava come foglia leggera
al suon di primavera.

Era letizia immensa
dialogo divino
estasi pura…
Sostavo sedendomi
e, contemplando,
ripercorrevo
storie della vita mia.

Riprendevo la discesa
proseguendo per la darsena,
giungevo di fronte al lago
ormai al tramonto.

Volgevo il passo a casa
con l’ultimo raggio
che dorava l’acque.
Ero una donna nuova!
Quel verde dei cipressi
e l’estatica musica di natura
riempito avevano gli occhi
e lo spirito mio
di gioia assoluta
e appagante ristoro…

da Antonia Migliaresi - (Silvi Marina - TE)
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lunedì 16 giugno 2008

Montagne lariane

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Montagne d'argento
- dal lievito della Terra
alle punte del cielo -
ricolme di luce e di neve,
in un incerto lenzuolo
avvolte.

Montagne di pesco
di lisce effervescenze,
limpidi effluvi
e immoti silenzi.

Montagne
di solive edere,
in azzurri trasparenti
rinfresco.

Montagne accese,
l'incanto
in foglie sospese.
Tra la bruma
fa capolino
l'attesa:
novello sarà
il mattino.

da Paola Mara De Maestri (Cosio Valtellino - SO)
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Paese di montagna

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fotografia: franco a.cavalleri
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Lassù il paese
dai camini accesi
(l'inverno è lungo)
ovattato
dal fumo e dalla nebbia
nasconde nelle rocce
il suo passato
là dove
la voglia dei più anziani
è nelle carte
e i desideri
annegano nel vino
le donne stanche
dei martìri antichi
cercano nuove albe
in uno schermo
la casa resta ancora
una clausura
e nelle vesti
il nero per il lutto.
Cattedrali di sassi
i loro sguardi
mentre al galoppo
giovani puledri
vanno verso altre mete
e le ragazze
riscattano
i destini delle madri.
Febbraio sotto la neve
si profuma
d'un'erba voglio
verde
di speranza.

da Luciano Somma - (Napoli)
.

domenica 15 giugno 2008

Uno stacco del Lario

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Forse, tra i riflessi indecisi, ritorni al vento
che leggermente ascolta il tuo sussurro,
di solco in solco, sottomessa alla fuga,
per rintracciare improvvisa solitudine
al tuo sguardo.
Tra gli anfratti ogni verde si rispecchia
nelle increspate profondità dell’acqua,
a ritagliare vapori, per quei fantasmi
che il Manzoni più di un tempo ha affondato
con le ombre della sua poesia.
Di giorno in giorno si accompagna il ritorno
del tramonto arrossato, la gioiosa domanda
di una emozione bambina,
tra le pietre ed i passi dal fascino irrequieto.
Lungo le valli cadono rintocchi
ed io ripeto al tuo ciglio
le confusioni della mia memoria.

da Antonio Spagnuolo - (Napoli)

autore della raccolta di versi:
"Fugacità del tempo" - ed LietoColle
(ISBN 978-88-7848-324-8 )

sabato 14 giugno 2008

Sera d'estate

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Questa è un'ora di incanto,
che tacito trascorro
solitario e beato
nel giardino, sul lago,
che pare addormentato
in questa notte estiva,
con la diafana luna
che appare e poi scompare
tra nubi cilestrine
in un limpido cielo
di un color oltremare.

Intorno a me il respiro
dell'universo immenso
col quale mi misuro
e aiuta a conoscermi
nella mia frale essenza
d'effimera creatura.
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da Emilio Montorfano - (Milano)
.

mercoledì 11 giugno 2008

Il lago parla

fotografia: Jaio "notturno a Bellano" - (furlanar.blogspot.com)

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Non dormo. Ascolto il cielo
che, adirato, rumoreggia
con tante voci.
Attenta, cerco di percepire
anche i suoni del lago:
come note nella notte,
piene di speranza,
di stupori, di paure
unite ai tuoni
e ai lampi incandescenti,
sembrano anime sperdute che
ballando e parlando tra loro, volano
per conquistare il loro posto in cielo.

Uno spicchio benedetto di natura
e’ stato donato ai “laghee”:
lo scenario del lago
è insostituibile,
un quadro irripetibile.

Una notte intera
non basta a soddisfare
la voglia di rimanere
ancora ad ammirare.

Strali di luci e colori,
montagne amiche,
case illuminate
alla sera fanno del lago
una visione divina
che ti lega per la vita,
a cui puoi ritornare,
a cui devi ritornare:
te lo chiede il lago.

da Anna Di Muro - (Como)
.

venerdì 6 giugno 2008

Alba

.

Alba
il nero della notte
si fa tenue
evanescente
alone

Cantano gli uccelli
il nuovo giorno
che arriva
fugando la tenebra
speranza o forse no

Eppure è un giorno nuovo
un giorno nuovo

da Stefano Merialdi Medel - (Ovada - AL)
.

giovedì 5 giugno 2008

L'Abbazia di Piona


Dal Lario l'anelito
ammanta di pace
il chiostro silente,
un frate in preghiera
invoca la grazia
da un Cristo dolente;
sul far della sera
sui dolci declivi
da siepi fiorite
si sparge profumo
tra ruvidi ulivi
con lievi rintocchi
d'antiche campane,
rimane negli occhi
confusa dall'ombra
di vette lontane,
non pietre squadrate
ma sacra magia
che mostra l'incanto
di stupenda abbazia.

da P. Pizzi - Peop - (Lecco)
.

martedì 3 giugno 2008

Bufera

.

L’acqua del lago oggi appare in collera
sembra agitata e di cattivo umore.
Creste spumose rotolano veloci
inseguendosi all’infinito in schiere
sull’acqua inquieta del color di giada
e vanno a infrangersi contro la diga.
Corrono rapide nubi su in cielo
e sembra che piova là sulla città.

Seduto sulla passeggiata a riva
che va dalla città a Villa Geno
socchiudo gli occhi per il vento folle
che porta qualche gocciolina d’acqua,
ma già un pallido sole fa brillare
i ciottoli emersi presso la riva.
Vorrei anch’io vedere le mie nubi
sparire in fretta in un soffio di vento
per ritrovar la luce d’un bel sole.
ch’apra la porta al bel viver sereno.

da Emilio Montorfano - (Milano)
.

domenica 25 maggio 2008

Torno

.

Non ti ho mai detto addio,
piccola terra antica
posta a chiuder del Lario
con la tua verde punta
il primo, azzurro tratto,
Torno, con i tuoi giardini.
Non ti ho mai detto addio
e più non dimentico
quel tuo minuto approdo
al romantico lago.

Non ti ho mai detto addio,
Torno, dove ho vissuto
soltanto anni felici,
il tempo di una vita
ch’è lontana negli anni
ma presente nel cuore.
Non ti ho mai detto addio,
Torno, aggrappato al monte
che scende verso l’onde
vivo per le tue case
seminate nel verde.

Torno, col San Giovanni
dal portale solenne
nella piazzetta ombrosa,
con i vicoli antichi
dai gradoni sassosi,
che risuonan con l’eco
tra le vetuste case
dell’andar del passante.
Io non ti dirò addio,
Torno, mio borgo amato,
perché voglio tornare

innanzi che sia tardi.


da Emilio Montorfano - (Milano)
.

martedì 20 maggio 2008

Malìa

.

Mi sono calato nell’ombra
fin nella spiaggetta deserta.
da poco, l’antica campana
ha battuto l’ultimo tòcco
e scorgo, di là delle cime
dell’opposta sponda del lago,
corrusco il bagliore d’incendio
dell’ultimo sole al declino.

Intanto, s’attenua la luce:
piano, in basso, sull’altra riva,
si va incupendo la montagna
con dossi color d’amaranto
trapunti dal brillar di faci.
discesi i consunti gradoni
della lunga scala petrosa,
io ritrovo i noti recessi
che mi hanno visto bambino
e ancora provo a ripetere
i gesti dei giochi d’un tempo,
tuffando la mano nell’acqua,
sentendo le viscide pietre
arrotondate e levigate
dallo sciabordare dell’onda.

Allora la schiuma perlata
mi parla con voci d’allora,
a me tanto care e perdute,
mi fa sovvenir di carezze
dissolte in passate stagioni,
mi fa percepire il concerto
d’un lieve fiottar di parole,
d’un tenue discorso pacato
che sento senza distinguere
nel piano stormire dei rami
per un fiato dolce di vento
e per l’acqua scura che parla
con la sua favella incompresa.
Poi, turbato fin nel profondo,
risalgo la scala di pietra,
uscendo fuori dall’incanto
e, gradino dopo gradino,
raggiungo la vita di sempre
perdendo per ogni gradino
un poco di quella malìa.

da Emilio Montorfano - (Milano)
.