- fotografia panoramica: Franco A. Cavalleri -

Per leggere tutte le poesie sinora pubblicate su larioinpoesia: scorri in basso, sino ad incontrare l'ultima poesia.
Noterai la scritta "Post più vecchi". Cliccandola, incontrerai via via tutte le pagine inserite, a partire dal gennaio 2008.

mercoledì 18 giugno 2008

Como e il suo lago

.

Il fortilizio Baradello e la funicolare di Brunate,
la Cattedrale, S.Abbondio e S. Fedele in coro:
tra mura possenti medievali, il nucleo della vita
che si svolge, dal tempo dei romani sino ad ora.

La seta ed il turismo, echi di ricchezze e storia:
una città tranquilla, ma colta e raffinata;
Volta, i due Plinii, i suoi Maestri Comacini,
i musei d’arte e di storia, le sue tradizioni.

Ma l’assoluto vanto, il palpitante cuore
in poesia, in pittura oppure in prosa,
il mito e il fulcro d’ogni cosa, è IL LAGO:
della città di Como, assoluto ed unico Sovrano.

da Paola Novembre

.

Sopra gli androni bui

.

Sopra gli androni bui
gradini in legno
hai lanciato al parquet del primo piano
un lavacro d’infanzia – si spalancano porte
i fantasmi stravolgono specchi
nei cassetti socchiusi, cucchiai
come labbra

ed il vento ha infiltrato le finestre
di tempesta e di ozono
c’è una vecchia in silenzio, un quadro al muro
con un lago profondo, verticale


un convoglio di nuvole sul monte
va sperdendo gli uccelli
sparpagliando nei buchi la memoria

stridono assi al corridoio, il prato
lo divora una capra intorno al palo –
burattino di legno io sono
con capocchie di spillo vedo.

da Marina Raccanelli - (Venezia)
.

martedì 17 giugno 2008

La “scalotta” di Villa Giulia


Scendevo la ‘scalotta’
in religiosa pace,
gradino per gradino
gustando ogni momento
come rito d’amore.
Nell’estatico silenzio
attento ero lo sguardo
a ogni particolare
e teso l’udito
a ogni nota di natura.

Era scambio d’amore
con gli scoscesi prati
musica soave
risuono di poesia.

Contavo quei cipressi
ad uno ad uno
notavo goni ferita
d’impetuoso vento
ogni segno
d’indomita bufera…

Mi raccontavo a loro
liberando l’anima
al soffio della ‘breva’
che tra gli annosi rami
danzava come foglia leggera
al suon di primavera.

Era letizia immensa
dialogo divino
estasi pura…
Sostavo sedendomi
e, contemplando,
ripercorrevo
storie della vita mia.

Riprendevo la discesa
proseguendo per la darsena,
giungevo di fronte al lago
ormai al tramonto.

Volgevo il passo a casa
con l’ultimo raggio
che dorava l’acque.
Ero una donna nuova!
Quel verde dei cipressi
e l’estatica musica di natura
riempito avevano gli occhi
e lo spirito mio
di gioia assoluta
e appagante ristoro…

da Antonia Migliaresi - (Silvi Marina - TE)
.

lunedì 16 giugno 2008

Montagne lariane

.

Montagne d'argento
- dal lievito della Terra
alle punte del cielo -
ricolme di luce e di neve,
in un incerto lenzuolo
avvolte.

Montagne di pesco
di lisce effervescenze,
limpidi effluvi
e immoti silenzi.

Montagne
di solive edere,
in azzurri trasparenti
rinfresco.

Montagne accese,
l'incanto
in foglie sospese.
Tra la bruma
fa capolino
l'attesa:
novello sarà
il mattino.

da Paola Mara De Maestri (Cosio Valtellino - SO)
.

Paese di montagna

.
fotografia: franco a.cavalleri
.

Lassù il paese
dai camini accesi
(l'inverno è lungo)
ovattato
dal fumo e dalla nebbia
nasconde nelle rocce
il suo passato
là dove
la voglia dei più anziani
è nelle carte
e i desideri
annegano nel vino
le donne stanche
dei martìri antichi
cercano nuove albe
in uno schermo
la casa resta ancora
una clausura
e nelle vesti
il nero per il lutto.
Cattedrali di sassi
i loro sguardi
mentre al galoppo
giovani puledri
vanno verso altre mete
e le ragazze
riscattano
i destini delle madri.
Febbraio sotto la neve
si profuma
d'un'erba voglio
verde
di speranza.

da Luciano Somma - (Napoli)
.

domenica 15 giugno 2008

Uno stacco del Lario

.

Forse, tra i riflessi indecisi, ritorni al vento
che leggermente ascolta il tuo sussurro,
di solco in solco, sottomessa alla fuga,
per rintracciare improvvisa solitudine
al tuo sguardo.
Tra gli anfratti ogni verde si rispecchia
nelle increspate profondità dell’acqua,
a ritagliare vapori, per quei fantasmi
che il Manzoni più di un tempo ha affondato
con le ombre della sua poesia.
Di giorno in giorno si accompagna il ritorno
del tramonto arrossato, la gioiosa domanda
di una emozione bambina,
tra le pietre ed i passi dal fascino irrequieto.
Lungo le valli cadono rintocchi
ed io ripeto al tuo ciglio
le confusioni della mia memoria.

da Antonio Spagnuolo - (Napoli)

autore della raccolta di versi:
"Fugacità del tempo" - ed LietoColle
(ISBN 978-88-7848-324-8 )

sabato 14 giugno 2008

Sera d'estate

.

Questa è un'ora di incanto,
che tacito trascorro
solitario e beato
nel giardino, sul lago,
che pare addormentato
in questa notte estiva,
con la diafana luna
che appare e poi scompare
tra nubi cilestrine
in un limpido cielo
di un color oltremare.

Intorno a me il respiro
dell'universo immenso
col quale mi misuro
e aiuta a conoscermi
nella mia frale essenza
d'effimera creatura.
.
da Emilio Montorfano - (Milano)
.

mercoledì 11 giugno 2008

Il lago parla

fotografia: Jaio "notturno a Bellano" - (furlanar.blogspot.com)

.
Non dormo. Ascolto il cielo
che, adirato, rumoreggia
con tante voci.
Attenta, cerco di percepire
anche i suoni del lago:
come note nella notte,
piene di speranza,
di stupori, di paure
unite ai tuoni
e ai lampi incandescenti,
sembrano anime sperdute che
ballando e parlando tra loro, volano
per conquistare il loro posto in cielo.

Uno spicchio benedetto di natura
e’ stato donato ai “laghee”:
lo scenario del lago
è insostituibile,
un quadro irripetibile.

Una notte intera
non basta a soddisfare
la voglia di rimanere
ancora ad ammirare.

Strali di luci e colori,
montagne amiche,
case illuminate
alla sera fanno del lago
una visione divina
che ti lega per la vita,
a cui puoi ritornare,
a cui devi ritornare:
te lo chiede il lago.

da Anna Di Muro - (Como)
.

venerdì 6 giugno 2008

Alba

.

Alba
il nero della notte
si fa tenue
evanescente
alone

Cantano gli uccelli
il nuovo giorno
che arriva
fugando la tenebra
speranza o forse no

Eppure è un giorno nuovo
un giorno nuovo

da Stefano Merialdi Medel - (Ovada - AL)
.

giovedì 5 giugno 2008

L'Abbazia di Piona


Dal Lario l'anelito
ammanta di pace
il chiostro silente,
un frate in preghiera
invoca la grazia
da un Cristo dolente;
sul far della sera
sui dolci declivi
da siepi fiorite
si sparge profumo
tra ruvidi ulivi
con lievi rintocchi
d'antiche campane,
rimane negli occhi
confusa dall'ombra
di vette lontane,
non pietre squadrate
ma sacra magia
che mostra l'incanto
di stupenda abbazia.

da P. Pizzi - Peop - (Lecco)
.

martedì 3 giugno 2008

Bufera

.

L’acqua del lago oggi appare in collera
sembra agitata e di cattivo umore.
Creste spumose rotolano veloci
inseguendosi all’infinito in schiere
sull’acqua inquieta del color di giada
e vanno a infrangersi contro la diga.
Corrono rapide nubi su in cielo
e sembra che piova là sulla città.

Seduto sulla passeggiata a riva
che va dalla città a Villa Geno
socchiudo gli occhi per il vento folle
che porta qualche gocciolina d’acqua,
ma già un pallido sole fa brillare
i ciottoli emersi presso la riva.
Vorrei anch’io vedere le mie nubi
sparire in fretta in un soffio di vento
per ritrovar la luce d’un bel sole.
ch’apra la porta al bel viver sereno.

da Emilio Montorfano - (Milano)
.

domenica 25 maggio 2008

Torno

.

Non ti ho mai detto addio,
piccola terra antica
posta a chiuder del Lario
con la tua verde punta
il primo, azzurro tratto,
Torno, con i tuoi giardini.
Non ti ho mai detto addio
e più non dimentico
quel tuo minuto approdo
al romantico lago.

Non ti ho mai detto addio,
Torno, dove ho vissuto
soltanto anni felici,
il tempo di una vita
ch’è lontana negli anni
ma presente nel cuore.
Non ti ho mai detto addio,
Torno, aggrappato al monte
che scende verso l’onde
vivo per le tue case
seminate nel verde.

Torno, col San Giovanni
dal portale solenne
nella piazzetta ombrosa,
con i vicoli antichi
dai gradoni sassosi,
che risuonan con l’eco
tra le vetuste case
dell’andar del passante.
Io non ti dirò addio,
Torno, mio borgo amato,
perché voglio tornare

innanzi che sia tardi.


da Emilio Montorfano - (Milano)
.

martedì 20 maggio 2008

Malìa

.

Mi sono calato nell’ombra
fin nella spiaggetta deserta.
da poco, l’antica campana
ha battuto l’ultimo tòcco
e scorgo, di là delle cime
dell’opposta sponda del lago,
corrusco il bagliore d’incendio
dell’ultimo sole al declino.

Intanto, s’attenua la luce:
piano, in basso, sull’altra riva,
si va incupendo la montagna
con dossi color d’amaranto
trapunti dal brillar di faci.
discesi i consunti gradoni
della lunga scala petrosa,
io ritrovo i noti recessi
che mi hanno visto bambino
e ancora provo a ripetere
i gesti dei giochi d’un tempo,
tuffando la mano nell’acqua,
sentendo le viscide pietre
arrotondate e levigate
dallo sciabordare dell’onda.

Allora la schiuma perlata
mi parla con voci d’allora,
a me tanto care e perdute,
mi fa sovvenir di carezze
dissolte in passate stagioni,
mi fa percepire il concerto
d’un lieve fiottar di parole,
d’un tenue discorso pacato
che sento senza distinguere
nel piano stormire dei rami
per un fiato dolce di vento
e per l’acqua scura che parla
con la sua favella incompresa.
Poi, turbato fin nel profondo,
risalgo la scala di pietra,
uscendo fuori dall’incanto
e, gradino dopo gradino,
raggiungo la vita di sempre
perdendo per ogni gradino
un poco di quella malìa.

da Emilio Montorfano - (Milano)
.

venerdì 16 maggio 2008

Vecchio lampione

.

Calata la luce diurna,
la bella natura
s'appresta ad un sonno sereno.
Un vecchio lampione
l'ammira dall'alto
e gode ogni sera
di un differente tramonto.
Non è inanimata creatura
ha un cuore che pulsa
nel ferro e nel vetro consunto.

Da anni contempla
lo scorcio di lago
e veglia quel sonno
con luce soffusa
donando dei sogni felici
ai monti e allo spicchio cielo
ch'è tutto il suo mondo.

da Antonia Migliaresi - (Silvi Marina - TE)

n.d.r.:
Antonia Migliaresi è l'autrice del recentissimo, peculiare ed amabile diario: "
Siamo tutti capitani - diario di emozioni lariane
"
(Vitale Edizioni - aprile 2008) - in lettura del quale è possibile ritrovare e scoprire la descrizione dettagliata di angoli incantati e caratteristici personaggi del Lario. Ulteriori informazioni, visitando il blog dell'autrice: http://amoillario.blog.tiscali.it
.
.

Il mio lago

.

Quando ritorno al mio lago
e vedo le coste verdi
e i borghi ridenti
e le onde sempre uguali
sembra che il tempo
non sia passato mai.

Eppure tutti i miei
le mie origini
e coloro che erano con me
sono nella terra,
in quella terra mia,
senza più occhi per vedere
e bocche per parlare.
Ma sono una folla
dentro il cuore mio.
.
da Emilio Montorfano - (Milano)

.

mercoledì 14 maggio 2008

Freguj - (Briciole)

.
("Lucia", la tipica imbarcazione lariana)
.
Freguj de luna a moeui su l'acqua scura
che la barbotta quieta adree a la riva
un sò discors a la rizzada dura
con ona vos gentil e suggestiva.

Freguj de stell in di tò oeucc stasera
come scintill negaa in acqua ciara
che tripillen d'ona passion sincera
come cord carezzaa d'ona ghitara.

Freguj de vita, nun, sperduu in 'sto mond,
che, per on attim, par ch'el dorma e el tas.
Intant la barca stracca sora i ond
la continoa ninnass in santa pas.

Briciole di luna a mollo sopra l'acqua scura / che sussurra quieta lungo la riva / un suo discorso all'acciottolato duro /con una voce gentile e suggestiva. / Briciole di stelle dentro i tuoi occhi stasera / come scintille immerse in acqua limpida /che fremono d'una passione sincera /come corde accarezzate d'una chitarra. /Briciole di vita, noi, spersi in questo mondo, /che, per un momento, sembra che dorma e tace. / Intanto, la barca stanca sopra le onde /continua a cullarsi in santa pace.
.
da Emilio Montorfano - (Milano)

.

martedì 13 maggio 2008

Passegiada in riva al lagh


Cont el scur de la sera,
senti, intant che cammini,
l’odor umid del praa
quattaa de foeuj bagnaa.

Cammini pian su l’erba,
che l’è visina al lagh,
e lassi còrr la ment
dree ai figur de nebbia
che me ballen intorna
al saguaccià de l’onda
tra i rizzoeu de la riva.

In on canton del ciel,
vedi on fettin de luna,
che ogni tant el spariss
in di strasc de scighera.

Denter de mi gh’è on voeuj
che pian, surbii, impienissi
cont el penser di gropp
de fa e desfà doman.

.
Nell’oscurità della sera, / sento, mentre cammino, / l’odore umido del prato / coperto di foglie bagnate. / Cammino piano sull’erba, / che è vicina al lago, / e lascio correre la mente / dietro le sagome di nebbia, / che mi danzano intorno / allo sciabordìo dell’onda / tra i ciottoli della riva. / In un angolo del cielo, / vedo una fettina di luna, / che, di tanto in tanto, scompare / tra stracci di bruma. / Dentro me c’è un vuoto, / che piano, assorto, riempio / con il pensiero del nodi / che dovrò fare e disfare domani.

da Emilio Montorfano - (Milano)

.

Como

.

Fra antichi palazzi
stuprati dai graffiti,
mi insinuo nel cuore urbano
di una città mossa dal lago.
Uno specchio
sorpreso a trasparire
occhi turisti,
stranieri infiltrati,
infilati nel sacco della eterogeneità.
Occhi vissuti, barboni,
che da una panchina ferma nel tempo
defluiscono via.
Dal traffico
logorante,
stressante,
quotidiano,
di una città in movimento.

da Miriam Ballerini - (Appiano Gentile - CO)

.

giovedì 8 maggio 2008

Festa della Mamma

Esulando per una volta dalle consuete tematiche lariane, dedichiamo a questo giorno particolare un toccante componimento in vernacolo di Emilio Montorfano

fotomontaggio, dall'opera di Umberto Boccioni "Mia Madre"
.
- Mamma Assunta -

Te'l seet, màmma, tutt me disen
che adess te seet tranquilla,
che, cont el sarà sù i oeucc,
t'hee finii cont el patì.
Senti poeu che tutt me cunten
che in dove te seet adess
te steet ben, te seet contenta,
te me voeuret anmò ben.
Disen, màmma, che doman
tornaremm a rivedess
per stà insèma e voress ben
per l'intrega eternitaa.
Ma te disi, cara màmma,
che l'amor che cerchi mì
l'è on amor cald e terren
come te me 'l davet tì.
Mì el soo nò come 'l sarà
quest'amor de l'aldelà,
soo domà che mì gh'hoo pù
i carezz de la toa man,
senti pù quella toa vos
che gh'avevi in del mè coeur
fin dal temp che seri in cuna.
La toa casa adess l'è voeuja,
on silenzi senza fin
l'intristiss i tò dò stanz
e i tò ròbb, anmò al sò post,
paren lì tutt a spetatt.
Ma oramai te tornet pù
e l'amor che te m'hee daa,
quell che a mì me scalda el coeur,
l'è finii, l'è 'ndaa con tì.


da Emilio Montorfano
.

mercoledì 7 maggio 2008

.

Ringraziamo "LA FUCINA" - Associazione di promozione culturale e sociale con sede ad Uggiate Trevano - per la pubblicazione in data odierna di una recensione dedicata a "comoinpoesia" ed a "larioinpoesia" .
La recensione è visibile sul blog dell'Associazione, alla pagina:

http://www.lafucinacomo.org/2008/05/05/comoinpoesia-e-larioinpoesia
.

sabato 3 maggio 2008

Alba sul Lario

(foto: Antonia dipinge, sulle rive del Lario)
.
Il rosso vermiglio
di un'alba infuocata
è passione del Lario
che s'appresta al nuovo giorno.

Striature intense di giallo
s'affacciano all'orizzonte
variegando il cielo:
il sole s'annuncia
con raggi fluorescenti.

La prima luce
definisce i contorni dei monti
proiettando nell'acqua
riflessi viola
di nuvole minacciose.

Dall'alto di Griante
la Chiesa di San Martino
aggiunge una pennellata d'antico
al surreale dipinto.

Sui monti, alberi spogli
come scheletri in preghiera,
danno un tocco di mistero
a quest'alba incandescente.

da Antonia Migliaresi - (Silvi Marina - TE)

.

martedì 29 aprile 2008

Funivia Argegno-Pigra

.

Quanti ricordi
il cuore evoca emozioni
la statale del lago percorsa all'alba
di una giornata senza traffico
Argegno che scorgo da lontano
Pigra che da lassù
la sovrasta e la saluta
e tu.. funivia..
colorata di un rosso vivo
ti inerpichi ancora oggi
con i tuoi 653 mt di dislivello
e un percorso lungo quasi mille metri
saluti l'alba di ogni nostro giorno
e ti concedi al tramontar del sole
quanti anni hai...
nell'aprile del 1971 ti conobbero
ed ancora oggi la gente parla di te
ti vive
ti respira
ti sente...
ciao amica mia
grazie per tutte le emozioni che mi fai provare
grazie per tutte le emozioni che ci fai provare
non stancarti mai...
perchè i nostri cuori
fanno parte anche di te

da Paola Radice

.

Di luce e di vento

.“Ma se il lago riaccenna al sereno
tra i canti di una gita.
”VITTORIO SERENI

(...) sonetto di un viaggio sul lago e nella memoria -
il ricordo di una gita fatta da bambino in battello fino a Villa Carlotta:

Di luce e di vento è adorna la costa,
ingioiellata di ville e giardini.
Barbagli d’oro sono la risposta
del sole, piccoli astri cristallini.

La memoria è un battello che si sposta
lento in mezzo a riflessi smeraldini:
ad ogni paese, ad ogni molo sosta
e il tempo spicca balzi repentini.

Sono il ragazzo che fui, se mi fermo
a pensare non è cambiato nulla,
neanche i fili del telefono, i fiori…

Seguo la vita come su uno schermo
dal battello leggero che mi culla
e lascio che questo vento mi sfiori.

da Daniele Riva

.

lunedì 28 aprile 2008

Bellagio

.
(Bellagio, in un giorno qualsiasi)

Tra fiori di luce
riflessi sull'onda
di giada cammeo
il lago separa
in due i rami
e magico sogno
d'incanto li abbraccia
.
da 'Peop' - Piero Pizzi

giovedì 24 aprile 2008

Il pontile

.

Il pontile
così affollato di turisti
sovrasta le acque del suo lago
sprofonda di parole, di attese
in lontananza si scorge il "Milano"
con tutta la sua maestosità
un raggio di sole improvviso
illumina l'attracco
le corde vengono lanciate
i turisti restano a guardare
il battello si arresta...
tutto si ferma in un vociare
sottile e delicato...
tutto è armonico
tutto è quasi fiabesco
tutto è semplicemente normale
ma è quella normalità che rende
tutto straordinario
l'atmosfera si incanta
i battiti del cuore si fanno
sempre più accellerati
così.... non mi par vero
ma da quì a pochi minuti
il battello partirà...
grazie "Milano"
tu e il tuo vapore
scaldino per sempre
gli animi
dei nostri cuori...

(da Paola Radice)

.

sabato 19 aprile 2008

L' infinii...a Montòrfen

.


"Semper cara g'hoo avùu questa collìna
E questa scès, che da inscì tanta part
De l'ultim orizzont el vardà esclud.
Ma sedend e mirand, interminàa
Spazzj de là da quella, e sovrumàn
Silenzj e profondissima quiett
Mì nel pensèr me fingi, doè per pocch
El coeur me se spagura. E comè el vènt
Senti passà per questi ramm, mì quest
Infinii silenzios a quella vós
Vò a confrontà e me regordi l'eterno,
E i stagionn trapassàa e la present
E viva, e il sòn de lè. Inscì tra quella
Immensità se nèga el mè pensér
E el naufragà l’è dolz, dent in quel mar. "

versione "in lengua" dell'Infinito di Giacomo Leopardi
a cura di: BRIAN.
Scrive l'amico Brian - autore della versione "in lengua" dell'Infinito di Giacomo Leopardi:
"Da brianzolo DOC qual sono, da tempo vado affermando che i luoghi più ameni e tipici della Brianza possono essere ricondotti, per vari e molteplici aspetti, alla realtà e al mondo della Recanati ottocentesca di leopardiana memoria ...(...)"

(leggi la continuazione del simpatico articolo di Brian:

.

venerdì 18 aprile 2008

...6 maggio...

.


Era una giornata di nuvole e sole..si alternavano di continuo
tutto a villa olmo era un gran vociare
tutto era una festa
tutto si apriva di emozioni
e si chiudeva di piacevoli ricordi

Oggi, sono qui...
sono seduta su questa panchina.
davanti a me c'è mio figlio che, allora,
era "solo" una minuscola creatura
che cresceva dentro di me
giorno dopo giorno...si apre un raggio di sole
lo vedo nei suoi grandi occhi colorati col blu del cielo
i miei si inumidiscono per tutta l'emozione che pervade il mio corpo
lui mi sorride
quel sorriso che, l'anima del bambino, ti colpisce il cuore
non parla, ma tutto davanti a me si fa chiaro....
grazie.

grazie perchè questa panchina oggi parla con me
allora..... fu quel cupido
che unì l'anima di due semplici amici
ed oggi....siamo quì e diciamo grazie al nostro lago
grazie a quest'incanto di luci e colori che
ci riempiono ogni giorno di gioia
stiamo crescendo con lui...nostro figlio all'improvviso,
con la sua minuscola manina, saluta
tutta quell'immensità d'acqua
che vede davanti a sé....un giorno saprà
quanto sia stato importante

quel 6 maggio qui a villa olmo...
.
da Paola Radice

L'azzurra distesa del lago...

fotografia: Franco Cavalleri

.
L'azzurra distesa del lago
è un sogno lungo una vita
che dolce accompagna
ricordi d'amore
cullati dall'onda
e tra rami d'ortensia
fioriti su ripide rive
la brezza sussurra
il tuo nome
che una candida nube
nel cielo trascrive.

inviato da Peop

.
.


Seduta a contemplare il volteggiare delle onde
mi immergo nel loro fruscio estasiandomi

per quanto siano belle.
Si alza un alito di vento
ed io fermo i miei occhi.

Dall'orizzonte all'improvviso
nuvole bianche e soffici come panna
avvolgono le cime più alte delle montagne.
Io, allora, mi alzo in piedi
allargo le braccia
chiudo nel mio pugno un pò di quell'acqua
che, grazie alle onde, riesco a prendere
e, ad occhi chiusi, la lancio verso il cielo

lei si disperde dalle mie mani
e cadendo goccia a goccia
canta la sua musica
ed io... rimango ad ascoltare...

da Paola Radice


.
.



IL GIORNALE.CH (direttore responsabile Chiara Marcon)
http://ilgiornale.ch/
pubblica oggi il seguente articolo-intervista:

di Eva Ruy
Friday, 18 April 2008

"Per chi ama il lago - ed è sensibile alla poesia - suggeriamo vivamente una visita all’indirizzo web http://www.comoinpoesia.com.
Si tratta di un’ ANTOLOGIA POETICA WEB di immagini e poesie, completamente dedicate alla città di Como ed al suo lago, il Lario.
Luciana Bianchi Cavalleri ha voluto idealmente comunicare l’amore per il proprio territorio e per le proprie “radici”, abbinando ai propri versi le immagini del lago.
Vi è inoltre un’apposita sezione, http://www.larioinpoesia.blogspot.com/ che accoglie anche poesie ed immagini inviate dai visitatori. (...)"

(Leggi il seguito dell'articolo: http://ilgiornale.ch)

(Ilgiornale.ch nasce dall’esigenza di creare un ponte culturale e informativo, tra gli italiani nel mondo, in particolare in Europa. Un portale aperto a tutte le correnti di pensiero, un momento di incontro e di riflessione. Uno spazio dove interagire con un click significa far parte di un’italianità che non si disperde. Al contempo il giornale non ha l'intenzione di svilire la nostra lingua con interventi superficiali che si adeguino troppo al livello attuale. Una parte dei nostri testi ha dunque la pretesa di risvegliare un pubblico ormai narcotizzato da televisione, letture superficiali e da un vissuto quotidiano segnato dalla routine. )

"Larioinpoesia" e "Comoinpoesia" ringraziano "IlGiornale.ch" e la sua responsabile Chiara Marcon, per la gentile attenzione.

.